Alzaia, a Firenze la libreria “di quartiere” costruita a misura d’uomo

Serena Bedini

05/06/2019

Chi ritiene che quello del libraio sia un lavoro dai ritmi lenti, improntato alla meditazione e alla lettura, è invitato a sostare per mezz’ora-quaranta minuti alla Libreria Alzaia di Firenze, viale Don Minzoni 25E, e si convincerà del contrario. Sono entrata e praticamente non ho fatto in tempo a presentarmi che subito il libraio Enrico Ricci, uno dei due soci di Alzaia, è stato risucchiato in un vortice di richieste di libri prenotati, libri introvabili, ultime uscite, libri di cui non si ricorda né autore né titolo e libri di anni fa, insieme a qualche cappuccino, caffè e un paio di biscotti. La libreria Alzaia è attigua al Cinema dell’Istituto Stensen di Firenze, offre quindi anche servizio bar, è aperta tutto l’anno, compresi i giorni di festa, ossia Natale, Capodanno, Pasqua, ecc. I puristi cominceranno a storcere il naso dicendo che una libreria è una libreria e non un caffè, così come i librai integerrimi diranno che di sicuro si servono più caffè che libri. E invece no! Mi dispiace per tutti! Questi commenti sarebbero totalmente fuori luogo qualora venissero fatti, perché io ci sono stata circa tre quarti d’ora e in questo spazio di tempo ho visto servire due caffè, due cappuccini e vendere sette libri. E sia chiaro che chi è entrato per andare al cinema, ha pagato una consumazione al bar, e chi è venuto per comprare i libri, è passato dall’altra porta e il bar nemmeno lo ha considerato. Ecco. Fatta questa dovuta premessa, passo all’intervista con Enrico che è simpatico, gentile, sognatore e ha anche gli occhi azzurri e i capelli rossi! Seguitemi e lo conosceremo insieme…
 
Enrico, come si diventa libraio?
Questa è una bella domanda! Si diventa libraio per caso o almeno a me è successo così. Io, nella vita, non avevo pensato di fare il libraio, ma poi le circostanze mi hanno portato a diventarlo e devo dire che alla fine questo tipo di lavoro è quello che coniuga due delle mie passioni: i libri e le persone. Ho sempre amato i libri: sia come “contenitori di storie”, sia come oggetto sia come mezzo di trasmissione della cultura. I libri attraversano l’umanità e lastricano le strade del cammino dell’uomo. Ma ho sempre amato anche stare a contatto con gli altri, conoscerli, intrecciare rapporti. Essere libraio mi permette di stare con le persone parlando di libri e questa direi che è una sintesi perfetta.
 
Come nasce la libreria Alzaia?
Nasce perché lo Stensen cercava qualcuno che volesse aprire nuovamente una libreria in questo spazio, dove era un tempo, ma voleva anche che questo spazio divenisse attiguo al cinema e offrisse servizio bar-caffè- light lunch e aperitivo e io e la mia socia Jusy abbiamo proposto un progetto che andava in questa direzione. Il progetto si chiamava Alzaia e al momento di scegliere il nome della libreria abbiamo deciso di evitare di chiamarla come la precedente e, non trovando un’idea che ci convincesse di più, abbiamo optato per Alzaia che è indubbiamente significativo…
 
Ecco… domando scusa, ma che cos’è un’alzaia?
Come puoi leggere sulla porta di accesso al cinema, l’alzaia è una fune con cui si rimorchiano da terra i natanti, ossia le chiatte o i battelli, lungo una via d’acqua. È un termine che veniva usato molto ovviamente nell’italiano antico, mentre io l’ho conosciuto leggendo il libro di Erri De Luca. Mi sembrava un termine evocativo e adeguato a denominare il progetto che io e Jusy presentammo allo Stensen e poi ci è sembrato il nome giusto per cominciare quest’avventura.
 
Perché è difficile fare il libraio?
Il libraio è un mestiere difficile perché non è scontato far quadrare i conti a fine mese… ma bisogna riuscirci comunque! Devo dire che è un mestiere faticoso e, almeno nel nostro caso, senza sosta, visto che noi siamo aperti anche a Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania e tutte le feste comandate, essendo anche spazio bar attiguo al cinema. Il lavoro del libraio è reso più arduo anche dalla preminenza degli store online che oggi indubbiamente rappresentano i nostri più acerrimi concorrenti, ma nonostante questo resta un bel mestiere, anche se non è del tutto assimilabile alla visione poetica che molti hanno e che corrisponde solo a una parte della verità.
 
Quali mezzi usate per promuovere la libreria?
Teniamo la pagina Facebook e Instagram aggiornate e le utilizziamo per pubblicizzare gli incontri con gli autori o gli appuntamenti settimanali, come le letture per bambini del sabato pomeriggio o lo Psico-Aperitivo del Mercoledì…
 
Lo Psico-Aperitivo? E cosa succede ad uno Psico-Aperitivo?
Ci sono alcuni psicologi che propongono un tema su cui confrontarsi e guidano una discussione di gruppo in cui tutti possono intervenire sorseggiando un aperitivo. È un modo diverso per conoscersi, stare insieme, recuperare una dimensione umana e di dialogo in una realtà estraniante, in cui sempre più tutta la comunicazione è affidata alla Rete e ai contatti virtuali.
 
Mentre parli, guardo quanto sia raccolto e piacevole questo spazio, quasi romantico in questo accatastarsi di libri con un vago profumo di caffè intorno. Ho notato che molti clienti passano a salutarti e ora ci sono anche quei ragazzi che si sono seduti a lavorare insieme al computer… Questa è veramente una libreria di quartiere: uno spazio per la gente del posto…
Sì, perché la libreria è costruita dai clienti che la visitano…!
 
Bella frase!
È vera… è così. Una libreria si apre, si mette in piedi, ma poi sono i clienti a determinare quello che deve diventare: se dovessi scegliere io i libri da metterci, probabilmente ci sarebbero molti volumi diversi da questi, ma sono le persone, con le loro richieste, con il loro modo di essere e di frequentare la libreria a far intendere a un libraio quali scelte fare. La libreria deve essere uno spazio a misura d’uomo; non un uomo ideale o immaginario, ma l’uomo normale, quello che vive nel quartiere di riferimento. Al libraio sta il compito di comprendere le esigenze di chi vive nella sua zona e venire incontro alla gente.
 
Enrico, qual è il sogno che coltivi per la tua libreria?
È una domanda difficile e alla quale devo dare più di una risposta. Vorrei poter svolgere il mio lavoro con più tranquillità, riuscendo a conciliare il tempo per la mia famiglia e la mia vita privata con quello per la libreria, cosa questa non facile visto che siamo aperti durante tutto l’anno ininterrottamente. Poi vorrei uno spazio più grande in cui accogliere tutta la filiera del libro, dalle ultime uscite, a quelle di qualche anno fa, fino all’usato che ha sempre un fascino e una forza d’attrazione particolare. Ma sono solo sogni…
 
Gli sorrido e gli ricordo che i sogni sono come natanti: necessitano di un’alzaia per essere trascinati a riva ed Enrico Ricci ha già l’Alzaia per tirare i suoi sogni sulla terra ferma.
 
Libreria Alzaia
viale Don Minzoni 25/E
Florence, Italy 50129
055 500 0901
alzaiasas@gmail.com
https://www.facebook.com/Alzaia-Libreria-555190231284804/
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna (2005). Dal 2003 si occupa di formazione per adulti e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano L2 presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura ed arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono o sono apparsi rispettivamente su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice, distribuito presso le librerie Feltrinelli), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX e il XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri:...
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