Amico albero. Città più verdi, città più ricche

Serena Bedini

16/03/2018

Che le città dovrebbero essere più verdi è una tesi che ormai si sente ripetere per ogni dove e che viene sostenuta da chiunque, a partire dal cittadino comune per arrivare all’addetto ai lavori o al politico in cerca di voti nelle campagne elettorali. Il motivo è di solito riassunto in due punti: le piante sono utili perché producono ossigeno e sono belle da vedere. Eppure questa duplice spiegazione è forse troppo semplicistica, oltre che riduttiva: le ragioni che spingono a dire che più piante portano a vivere meglio sono molte di più. Basta in effetti leggere “Amico Albero. Ruoli e benefici del verde nelle nostre città (e non solo)” di Francesco Ferrini e Alessio Fini (ETS, 2017) per farsi un’idea di quali e quante motivazioni ci siano a sostenere l’importanza di avere città più ricche di spazi verdi, di parchi e piante.

Del resto, l’idea di realizzare questo saggio deriva proprio dal desiderio di approfondire l’importanza dei positivi effetti che vengono dalla diffusione del verde urbano, come spiegano gli stessi autori nell’Introduzione: Ferrini e Fini infatti elencano i molteplici benefici mostrano così la forte necessità che dovrebbe indurre a progettare e pianificare spazi sempre più ricchi di piante in un mondo come il nostro, sempre più globale e interconnesso, più della metà della popolazione (54%) «vive in aree urbane, anche se l’urbanizzazione nei vari paesi è molto diversificata, tanto che in Europa questo valore si attesta intorno al 70%» (p. 27).

E quindi, leggendo questo godibile volume, approfondimento opportuno e non scontato a un tema così importante, apprendiamo che il verde può diventare un modo per incrementare il turismo, ma anche per ridurre i costi della sanità; consentire la riduzione dell’inquinamento acustico e l’aumento del valore delle proprietà; portare notevoli benefici socio-psicologici e attrarre la fauna selvatica, preservando e promuovendo la biodiversità; permettere di aumentare l’uso dei luoghi e nel contempo la diffusione della pratica della Horticultural Therapy, ossia un tipo di terapia che vede nel contatto con l’ambiente naturale e nella coltivazione delle piante un modo per migliorare le condizioni di vita e di salute, al punto da organizzare e incentivare programmi di sostegno e di riabilitazione per molte categorie di persone.

Un altro aspetto non trascurabile è che il verde pubblico porta anche benefici al commercio: «diverse ricerche hanno dimostrato che la presenza di un verde urbano di qualità nel quartiere degli affari e nelle aree commerciali può promuovere una percezione positiva da parte dei compratori. Le risposte positive includono l’immagine del negozio che viene percepita in modo più positivo e la volontà di pagare di più, da parte dei clienti, per beni e servizi. Un ambiente esteticamente gradevole attira infatti i clienti, riduce lo stress da shopping e migliora l’appeal degli esercizi commerciali» (p. 32).
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna (2005). Dal 2003 si occupa di formazione per adulti e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano L2 presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura ed arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono o sono apparsi rispettivamente su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice, distribuito presso le librerie Feltrinelli), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX e il XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri:...
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