Carta Canta. I menu (si) raccontano nel libro di Roberto Liberi

Serena Bedini

28/02/2020

Oggi è molto difficile trovare libri che affrontino la questione del cibo, della cucina e dell’arte culinaria in maniera originale. Più o meno tutti trattano l’argomento dal punto di vista della storia di determinate ricette, della tradizione di certe pietanze, dell’innovazione di determinati chef; più o meno tutti riportano segreti e istruzioni che ci insegnano come diventare maestri della buona tavola per il piacere dei nostri parenti o amici. È difficile, quindi, trovare volumi piacevoli, insoliti e magari eleganti, ma non impossibile visto che Roberto Liberi, col suo “Carta canta… I menu raccontano” (ETS, 2019), è riuscito nell’intento di realizzare una ricerca storica affascinante e non comune, in cui affronta il tema dei menu, con un apparato fotografico veramente notevole e una piacevolezza stilistica non da tutti.

“Carta canta… I menu raccontano” è un libro che gli amanti della cucina, della storia e della grafica dovrebbero avere sui propri scaffali. In effetti, studiare i menu e il loro percorso nel tempo, dal momento della nascita (metà Ottocento) ai giorni nostri, è come ripercorrere la storia dell’Occidente a piccoli passi, apprendendo tradizioni alimentari, gusti per palati fini e viaggiando di città in città per notare come la cucina possa essere considerata basilare per comprendere mentalità e cultura delle varie zone geografiche. Quella di Liberi è dunque una ricerca utile su più livelli: quello della cucina per i piatti proposti, quello artistico per la grafica dei menu, quello storico per il percorso che compie. I pranzi parlano di avvenimenti importanti, le cene di celebrazioni in onore o in memoria di personaggi ed eventi: il menu racconta la mentalità di un’epoca, narra come si mangiava nelle occasioni particolari, spiega perché oggi sulle nostre tavoli si trovano determinati piatti.

Pochi sanno, ad esempio, che il servizio adottato nei ristoranti di tutto il mondo oggi è quello “alla russa” e, prima che prendesse piede all’inizio dell’Ottocento grazie al principe russo Kurakin, cene e pranzi erano allestiti a buffet secondo la moda francese. Una moda particolarmente difficile da soppiantare, se si considera che ancora ai tempi della Belle Epoque era la cucina francese ad essere la più in voga in tutta Europa. Affidandoci alla narrazione di Roberto Liberi, sarà possibile osservare menu dalle grafiche in stile Liberty, menu in stile Art Deco, menu di epoca fascista, menu minimalisti, ecc. e ripercorrere la storia recente carta dopo carta. Nel volume di Liberi, insomma, ci sono curiosità, aneddoti, preziose perle di storia per tutti i gusti, tutte le epoche e… tutti i palati!
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX, XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri: Storie di Firenze (Odoya, 2019), Il club dei presunti astemi (Betti editrice, 2018),...
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