Fashion Room, la libreria dedicata alla moda con sede a Firenze e Prato

Serena Bedini

06/03/2020

Questa volta la mia visita è veramente insolita. Non sono per le vie del centro di una bella città toscana, ma mi trovo nel cuore industriale di Prato, al Macrolotto, per andare a intervistare Riccardo Ricci, libraio di Fashion Room. Per la verità, avrei potuto optare per la sede fiorentina della libreria, ma ho preferito privilegiare Prato, città del tessuto, che tanta parte ha avuto da sempre in Toscana per tutto quello che è correlato alla fabbricazione di stoffe e filati. Riccardo Ricci mi aspetta nel grande spazio di via del Molinuzzo 97: all’inizio era alquanto dubbioso della mia scelta di intervistarlo, vista la natura particolare della libreria di cui è titolare, ma poi ha accettato, una volta vista la mia decisione nel voler proporre al pubblico di Toscanalibri.it un’esperienza “diversa” da quelle che di solito ospita la rubrica #AmicoLibraio. Quando entro in Fashion Room, mi rendo subito conto che, rispetto alla sede fiorentina, questa libreria è molto più ampia e ha perfino la possibilità di sedersi a consultare i volumi e i fascicoli. Permane tuttavia lo stesso modo di proporre periodici e libri di moda, su grandi espositori inclinati che rendono la consultazione più semplice. Subito comprendo di trovarmi in una libreria atipica, altamente specializzata in un settore e quindi molto professionale. Riccardo Ricci mi si fa incontro: occhi chiari, volto dai tratti decisi, modi diretti e sicuri.
 
Come è cominciata la storia di Fashion Room e perché ha deciso di aprire una libreria nel settore della moda?
Tutto è iniziato nel 1992. Mio padre aveva un’edicola e, in quegli anni, era consentito agli edicolanti partecipare a turno alle manifestazioni e alle fiere che si tenevano alla Fortezza da Basso a Firenze. Quando fu mio padre a usufruire di questa possibilità, durante Pitti, fu fin da subito evidente che sarebbe stato necessario proporre al pubblico prodotti settoriali e non il consueto numero di giornali e riviste generiche. Pertanto decidemmo in questo senso e immediatamente ci fu un autentico boom di richieste. In breve fummo in grado di aprire un piccolo spazio, la prima Fashion Room, in una delle vie del centro di Firenze e poi nel 2003 abbiamo aperto al Macrolotto a Prato. Quest’anno festeggiamo i 25 anni di attività.
 
A quale tipo di pubblico si rivolge Fashion Room Prato? È diverso da quello di Firenze?
Sì, è molto diverso. Qui a Prato ci rivolgiamo ad aziende del tessile e chi viene qui lo fa per motivi di ricerca professionale, per studiare le tendenze moda, il sistema pantone, ecc. Fashion Room Prato è in effetti rivolta solo ad addetti ai lavori e questo è il motivo per cui si trovano anche più periodici che libri. Fashion Room Firenze invece si rivolge anche a studenti, appassionati, oltre ovviamente a titolari di aziende o persone del settore. Questo ci ha portato a inserire nell’offerta fiorentina più libri, rispetto a qui. Inoltre qui a Prato abbiamo spazi molto ampi e quindi siamo anche in grado di ospitare presentazioni, speecher che tengono incontri sui futuri trend, ecc.
 
Una libreria come la sua, specializzata nel settore moda, quindi non sente la crisi…
Eccome se la sentiamo! Soprattutto nel settore dei periodici, più che in quello dei libri, visto che questi ultimi sono molto specialistici. Inoltre anche noi sentiamo la concorrenza di Amazon: oggi è sufficiente il barcode della pubblicazione per fare una breve ricerca e acquistarlo online. C’è da dire comunque che questo tipo di comportamento è soprattutto appannaggio dei clienti più giovani, magari studenti, e non degli addetti ai lavori che spesso vengono qui proprio per avere un consiglio, per conoscere quali novità ci sono…
 
Quindi anche per lei vale, come nelle altre librerie, la centralità del ruolo del libraio…
Ma sì, è indubbiamente ancora importante. Del resto se non facessimo più nemmeno la fatica di andare a scegliere un libro tra gli scaffali, se ci riducessimo a fare qualunque tipo di acquisto stando seduti sul divano, perderemmo anche la possibilità di scambio, una dimensione umana, insomma, che è assolutamente necessaria nella vita di ogni giorno.
 
Quali canali di promozione utilizzate?
Ci affidiamo ovviamente all’uso della Rete per pubblicizzarci: Instagram soprattutto, ma anche Pinterest, Youtube e poi abbiamo il nostro sito web che teniamo molto aggiornato.
 
Di solito i librai che ho intervistato usano molto Facebook, meno Instagram e quasi per niente Youtube e Pinterest: perché questa scelta? Perché la moda è fatta prima di tutto di immagini?
Sì, certo, ma è comunque per lo più mettiamo online immagini della libreria o ci promuoviamo quando siamo presenti alle fiere, per far sapere ai nostri clienti dove trovarci e che cosa li aspetta al nostro stand.
 
Concludo con una domanda un po’ naif ma che reputo assolutamente necessaria: qual è il suo sogno come libraio?
Il mio sogno?
 
Beh… sì, senza sogni, senza progetti non è possibile costruire il proprio futuro! Molti sogni, equivalgono a molti progetti e di questi, prima o poi, qualcuno verrà realizzato!
Diciamo allora che il mio sogno sarebbe continuare a trattare il prodotto libro con lo stesso entusiasmo che mi ha accompagnato fino ad oggi.
 
E devo dire che Riccardo Ricci trasmette molto entusiasmo e da questo si intuiscono la passione e la cura che mette nel suo lavoro. Quale sogno più ambizioso può esistere rispetto al desiderio di continuare a svolgere il proprio lavoro con la stessa dedizione del primo giorno? Ma la forza di volontà che trapela da queste parole induce a credere che sia molto difficile frenare lo slancio di Riccardo.
 
FASHION ROOM PRATO
Via del molinuzzo, 97
59100 Prato
Ph. + 39 0574-623112
Ph. + 39 0574-624799
info@viewontrends.it
www.fashionroomshop.com
 
FASHION ROOM FIRENZE
Via il Prato 7/r
50123 Firenze
Ph. +39 055-213270
Ph. +39 055-215802
infotoscana@fashionroom.it
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX, XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri: Storie di Firenze (Odoya, 2019), Il club dei presunti astemi (Betti editrice, 2018),...
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