L'amore e l'amicizia nel club dei presunti astemi

Serena Bedini

04/09/2018

E poi ripensò a quanto avvenuto in quelle due notti: non poteva crederci! Dopo anni passati a distogliere il pensiero dal piacere di un buon bicchiere, dopo aver costretto corpo, mente e cuore a non sentire e non vedere gli altri e le loro vite, d’improvviso il vino e le ciarle tornavano a irrompere nella sua vita con la stessa forza con la quale fluivano quando era molto più giovane. Era come se si fosse aperta una falla: non sapeva adesso mettere un freno a tutto questo, non avrebbe potuto del resto e - si accorse - non ne aveva la benché minima intenzione peraltro. Il suo animo inquieto provava una nuova rilassatezza, i suoi pensieri corrotti dal germe ossessivo della riservatezza sembravano adesso essersi risanati e, improvvisamente, l’interesse per le vite degli altri irrompeva nella noiosa solitudine della sua quotidianità, divenendo come la nota fruttata di un buon vino, quella che colpisce i sensi, solletica il palato e induce nella mente l’idea di assaporare un altro sorso. Doveva ammettere insomma che questa situazione, per quanto orribile, tragica e controversa potesse apparirle, iniziava a giovare ai suoi nervi: in quegli anni aveva avvertito la mancanza di una sana chiacchierata, di un bicchiere di vino “sincero”, della piacevolezza ciarliera che solo la compagnia di amiche sa dare. Si chiese quanto fosse cinico approfittarsi di circostanze così tristi, come il presunto omicidio di una persona, per sentirsi meglio. Eppure…

Ma cosa l’aveva persuasa ad adeguarsi completamente allo stile di vita di cui si era fatto propulsore l’Alberighi con l’istituzione del suo Club e al quale la stessa Ferventi l’aveva esortata ad aderire? Ebbene, forse lo stesso bisogno che avvertiva adesso, ossia quello indotto dal desiderio di sentirsi parte di un gruppo, di essere vicina a qualcuno con cui condividere gli stessi interessi, di rivestire un ruolo e sentirsi utile quando la pensione era sopraggiunta. Germana aveva accettato di vivere a Borgonesto per soddisfare il desiderio di Gregorio di abitare in campagna, anche se lei adorava la vita cittadina fatta di aperitivi, teatri e appuntamenti con le amiche. Insieme a Gregorio aveva chiesto un pensionamento anticipato e indubbiamente si era abituata al lento tran tran della vita di provincia, ma si era anche sentita tanto sola. Per quanto amasse il suo compagno, infatti, avvertiva fortemente il desiderio di una vita con maggiori relazioni sociali: il Club le era apparso un buon modo per sopperire a questa mancanza, ma non aveva tuttavia considerato l’ineludibilità della clausola di riservatezza imposta dal CRA, un vincolo quello che in un posto così piccolo diveniva oltremodo restrittivo e isolante. Non poteva azzardarsi a trasgredire: la Ferventi l’avrebbe vista, altri avrebbero saputo e riferito, l’Alberighi e la moglie, con la loro ostentata intransigenza - ne era certa! -, l’avrebbero espulsa e allora, allora sarebbe stata anche più sola di adesso. Aveva più volte pensato di “evadere” da quella fortezza invisibile che era il Club, cercando nei paesi limitrofi nuove amicizie e occasioni di svago, ma la vita di provincia è terribile: nulla sfugge al controllo dei compaesani e in breve - lo sapeva! - l’avrebbero scoperta. Ora, da due giorni a quella parte, tutto era cambiato: aveva la sensazione di avere un’amica intima, la Ferventi, in quanto la condivisione di un segreto costituisce una saldatura nei rapporti, mentre la comunanza di intenti per il raggiungimento di un obbiettivo comporta solidarietà, sostegno reciproco, vicinanza, ossia tutti valori cari all’amicizia. Infine aveva riscoperto il piacere del buon vino e, sebbene non fosse normale per lei bere una bottiglia in due, doveva ammettere che quel liquido purpureo, dolce e aspro insieme, conteneva il mistero della felicità: dopo ogni sorso avvertiva una leggerezza che non ricordava di aver provato se non a diciotto anni, e il sangue fluiva rapido nelle vene, più caldo e più vibrante che mai.

Dal libro "Il Club dei presunti astemi" di Serena Bedini. Per gentile concessione.

La presentazione del libro "Il club dei presunti astemi" di Serena Bedini è in calendario sabato 8 settembre (ore 17.00) a Bagno Vignoni per la IX edizione de "I colori del libro".
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna (2005). Dal 2003 si occupa di formazione per adulti e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano L2 presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura ed arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono o sono apparsi rispettivamente su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice, distribuito presso le librerie Feltrinelli), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX e il XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri:...
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