“La disputa felice”, come dissentire senza litigare. I consigli di Mastroianni

Serena Bedini

19/09/2017

Quand’è che un libro è utile? Quando fornisce gli elementi necessari a comprendere una materia oppure quando dà indicazioni su come vivere meglio e, come in questo secondo caso, non è retorico, ridondante o banale. Secondo questa analisi, “La disputa felice” (Franco Cesati Editore) di Bruno Mastroianni è un libro estremamente utile, visto che spiega in modo chiaro e semplice come esprimere le proprie opinioni senza litigare sui social network, nei media e in pubblico. E non è poco, dal momento che oggi sembra che il web,  e più ancora la smania di dire la propria opinione su qualunque cosa, ci abbiano trasformato in autentiche macchine da guerra, pronti a trincerarci dietro le nostre convinzioni e a non concedere un centimetro di spazio al “nemico”.

Da dove nasce questa spasmodica necessità di litigare piuttosto che confrontarci?  «L’odio, gli alterchi, la disinformazione, le lotte ideologiche e polarizzate sono fenomeni a valle. A monte c’è il sovraccarico informativo in cui tutti, senza esclusione, viviamo. Il tema delle troppe informazioni c’è da sempre. Ogni campo del sapere umano è abbastanza vasto da non poter permettere a nessun singolo individuo di poterlo padroneggiare. Per questo a scuola e nelle università i professori ci fanno da guida […] Per questo quando abbiamo una necessità ci rivolgiamo a professionisti […]» (pp. 13-14). Che non sia possibile sapere tutto e dibattere su tutto è indubbiamente vero e occorrerebbe tenerlo più spesso a mente, così come sarebbe necessario ricordarsi che le parole hanno un peso e che farne un uso sbagliato può ferire il nostro interlocutore e indurlo a credere di essere giudicato. Ben lo spiega Bruno Mastroianni in questo agile volumetto della collana Pillole che, con uno stile lineare e piacevole, si addentra anche in questioni di prossemica, linguaggio non verbale e dà perfino qualche suggerimento di ordine psicologico per evitare che chi ci legge sui social o ci ascolta nella vita di tutti i giorni possa sentirsi aggredito.

E dunque come “disputare felicemente”, secondo l’autore? Ebbene prima di tutto occorre comunicare in modo chiaro il proprio pensiero, non incorrere in incomprensioni dovute alla scarsa intelligibilità del messaggio che passiamo; poi sarà oltremodo importante impersonare il proprio ruolo, non ergersi a giudice, ma essere nient’altro che se stessi e tentare di evadere dalla zona di sicurezza in cui ci relegano le nostre idee, cercando il confronto con gli altri, essendo disponibili a capirne le ragioni più profonde e appurando, soprattutto, la veridicità di quanto asseriamo. Infatti se è vero che il web ha facilitato l’accesso alle possibili vie di informazione, è innegabile che abbia permesso all’entrata in circolo di qualunque notizia, perfino la più falsa, oggi non più filtrata come un tempo dagli organi di stampa. Grazie a Bruno Mastroianni, potremmo tutti avere una vita con meno polemiche e in parte più felice.
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, Serena Bedini si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna (2005). Dal 2003 si occupa di formazione per adulti e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano L2 presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura ed arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, Rivista di Arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono o sono apparsi rispettivamente su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice, distribuito presso le librerie Feltrinelli), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX e il XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i...
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