La pasqua sacro-pagana di Andrea Zanzotto

Luigi Oliveto

13/04/2017

La pasqua non è solo un enigma di fede. Evoca pure il mistero di morte e risveglio che vive compenetrato nella natura, nelle cose, nella vita. Con la primavera che si fa diffusa metafora di rinascita, sofferta liturgia del nuovo e del ricominciamento.
Esiste un testo di Andrea Zanzotto (“Elegia pasquale”) che coglie appieno il travaglio di questa rinascita, la pena dell’uomo che vi assiste. La poesia è contenuta nella prima raccolte di liriche del poeta veneto intitolata “Dietro il paesaggio”, dove protagonista è giustappunto il paesaggio, non quello evidente, ma recondito. Ecco allora la visione di ciò che è posto “dietro”: immaginifico, drammatico, iscritto nel sentimento e nella memoria collettiva. Un paesaggio in metamorfosi, colto nel suo “passaggio”, nella sua pasqua sacro-pagana.
 
 
Elegia pasquale
 
Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov'è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo
ecco l'agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti

E se è vero che oppresso mi composero
a questo tempo vuoto
per l'esaltazione del domani,
ho tanto desiderato
questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono
il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane

Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell'odio;
è mia questa inquieta
gerusalemme di residue nevi,
il belletto s'accumula nelle
stanze nelle gabbie spalancate
dove grandi uccelli covarono
colori d'uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l'indegno sacrario
dei propri lievi silenzi.

Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra
le bocche non sono che sangue
i cuori non sono che neve
le mani sono immagini
inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.
 
[Andrea Zanzotto, da Dietro il paesaggio, Mondadori, 1951]
 
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Luigi Oliveto

Luigi Oliveto

Giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d'Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Insieme a Carlo Fini,  è curatore del libro di Pecchioli Chi...

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