Lo Spazio di Via dell’Ospizio: un punto di riferimento, un centro culturale, un luogo per incontrarsi

Serena Bedini

06/12/2019

Una conchiglia di San Jacopo, anzi a dir la verità un guscio di capasanta, me la sono presa anch’io… poco importa se non sono una pellegrina, ma solo una giornalista venuta ad intervistare un libraio. L’ho comprata in piazza del Duomo, a Pistoia, la città che ha come patrono il santo pellegrino e adesso mi sento molto fiera del mio acquisto: adoro camminare e chissà che un giorno non la appenda a uno zaino e non parta davvero per un pellegrinaggio. In ogni caso meglio premunirsi! E adesso, mi rimetto in cammino diretta verso via dell’Ospizio n. 26, perché mi aspetta Mauro Pompei e non voglio certo fare tardi. Entro e vengo subito contagiata dall’atmosfera piacevole che si respira: sarà per lo stile tipicamente toscano che si legge evidente nelle volte a mattoni, sarà per il divano e per la cura di ogni dettaglio, ma mi sento molto a mio agio. Barba e occhiali: ecco Mauro Pompei e come inizio a parlarci scopro che lui non è affatto toscano perché l’accento è romano, senza possibilità di equivoco.
 
Ehi! Ma siamo a Roma o a Pistoia?
Siamo a Pistoia, siamo a Pistoia! Lo so ben io che mi sono trasferito qui da Roma nel 2005 per aprire questa libreria con la mia ex-compagna che invece è di Pistoia.
 
Quindi è cominciata così?
Sì, decidemmo di aprire una libreria, quattordici anni fa, quando in effetti a Pistoia librerie indipendenti non ce n’erano e forse c’era una sola libreria di catena. Tuttavia non volevamo una libreria e basta, ma uno spazio che ospitasse al suo interno esposizioni d’arte e fosse un luogo di incontro, diventasse un centro culturale, un punto di riferimento della città. Per questo lo abbiamo chiamato genericamente “Lo Spazio di Via dell’Ospizio” perché come puoi vedere c’è una sala da tè e qui, ogni seconda domenica del mese, si inaugura una mostra di fotografia, di street art, di graffiti, oltre naturalmente a organizzare durante tutto l’anno eventi e incontri con autori.
 
Ma è anche un nome, quello della libreria, che ha una forte assonanza: è voluto?
Sì, ovviamente sì. Volevamo che restasse facilmente impresso per le assonanze e le consonanze che ha e poi desideravamo caratterizzarlo tramite l’ubicazione: via dell’Ospizio è una strada nel centro di Pistoia, ma di fatto è poco transitata e così volevamo mettere in rilievo dove ci trovassimo, in modo che i clienti potessero conservarne memoria.
 
Quali sono gli aspetti positivi della tua attività?
Beh… sono tantissimi. Prima di tutto, chi fa il mestiere di libraio ama i libri e la lettura e quindi anche solo essere sempre immerso in questo tipo di mondo è semplicemente bellissimo, poi da non trascurare è il piacere del contatto diretto coi clienti, che giorno dopo giorno, divengono amici e inoltre, nel nostro caso, abbiamo anche la fortuna di incontrare e conoscere autori e artisti. Una vicinanza quest’ultima che spesso determina sorprese inaspettate, come quella ad esempio di ritrovarsi inserito come personaggio tra le pagine di un romanzo “La banda del Formaggio” di Paolo Nori (Marcos y Marcos) dove appaio come “un libraio, di Roma, che prima di fare il libraio di mestiere faceva il giro della periferia romana, in motorino, di notte, per segnarsi i lampioni che eran bruciati”. Devo dirti che ne sono stato felice, oltre a restare stupefatto!
 
Venendo invece alle dolenti note, quali sono gli aspetti negativi?
Immagino che non ti giungerà nuova, ma purtroppo sono legati all’ambito lavorativo-economico. In Italia manca una legge a tutela del libro e delle professioni ad esso correlate. Tutelando le librerie indipendenti e i marchi editoriali più piccoli, si riuscirebbe a dare slancio al settore che invece al momento è profondamente schiacciato tra grandi gruppi editoriali, librerie di catena e Amazon. Ci vorrebbe qualcosa di simile a quanto avviene ormai da tempo in Francia: nella Legge di Bilancio del 2018 (Governo Gentiloni) è stato inserito un credito d’imposta per le librerie, ma occorrerebbe almeno che un simile provvedimento diventasse stabile.
 
Quali mezzi usate per promuovervi?
Abbiamo una newsletter di qualche migliaio di utenti, un profilo Facebook che conta oltre cinquemila iscritti e un profilo Instagram, ma non basta. Organizziamo molti eventi in libreria, ovviamente, come mostre d’arte, presentazioni di libri, a volte siamo perfino stati protagonisti di eventi interessanti, come quando anni fa, in occasione del Premio Ceppo, allestimmo il giardino in libreria grazie a un gruppo di architetti pistoiesi, i Paesaggisti per caso, che portarono persino il prato tra gli scaffali. La stampa locale e, in alcuni casi particolarmente fortunati, anche la stampa nazionale ci riservano attenzione e questo ci fa molto piacere, inutile nasconderlo. Inoltre abbiamo un gruppo di lettura “Lettori nello Spazio” che dopo due sessioni di discussione su un determinato libro, incontra poi l’autore per un ulteriore approfondimento.
 
Quali consigli daresti ai nostri lettori?
Due romanzi che ho amato molto sono “Vita e destino” di Vasilij Grossman (Adelphi Edizioni) e “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel (Atlantide Edizioni). E poi… non so se consigliare un volume di saggistica o di poesia…
 
Di saggistica, la poesia purtroppo attraversa un brutto momento e poi, diciamocelo, oggi la poesia non è quella di una volta, è meno appassionante…
Eh no! Allora, visto che mi hai provocato, ti suggerisco subito un libro di poesia! Come sarebbe, la poesia non è appassionante? Perché non leggi quella giusta! Prova con Antonella Anedda, “Historiae” (Edizioni Einaudi) e vedrai!
 
Va bene, accetto il consiglio. Grazie. E infine: qual è il tuo sogno come libraio?
Mi piacerebbe fare il mio lavoro con più tranquillità, riuscire a vivere più serenamente questa professione, leggendo e continuando a suggerire, movimentare, consigliare, senza bisogno di sentirmi sempre stressato per le troppe incombenze, i troppi oneri economici che abbiamo. Vorrei che noi librai fossimo un po’ più facilitati nel nostro mestiere, un po’ più sostenuti.
 
Come non essere d’accordo con Mauro? Speriamo che il suo sogno si avveri e intanto mi avvio verso casa: ho un libro di poesie da leggere!
 
Lo Spazio di Via dell’Ospizio
Via dell'Ospizio, 26/28, 51100 Pistoia PT
0573 21744
https://www.facebook.com/lospaziopistoia/
lo-spazio@libero.it
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX, XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri: Storie di Firenze (Odoya, 2019), Il club dei presunti astemi (Betti editrice, 2018),...
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