Mario Luzi e la poesia che vola alta

Luigi Oliveto

24/03/2017

Il 21 marzo abbiamo celebrato la giornata mondiale della poesia. Fu un’idea della Conferenza generale dell’Unesco (era il 1999) quella di far coincidere l’ingresso della primavera con un giorno particolarmente dedicato all’espressione poetica. Poiché ogni società umana, ogni cultura guarda allo statuto di questa arte come ad un luogo fondante della propria memoria. Uno dei poeti più significativi del Novecento, Mario Luzi, si interpellò lungamente su quale fosse la vocazione della poesia, che riesce a dare un nome, a chiamare ciò che è indicibile, a “battezzare” i frammenti dell’esistenza e di quanto non è ancora compiuto, completamente manifesto. Esiste, in proposito, un testo luziano di grande tensione lirica, dedicato proprio alla parola poetica che viene esortata a volare alta, a toccare gli estremi opposti – nadir e zenith, i poli diametralmente opposti dell’orizzonte – così da potersi manifestare in tutti i suoi significati, rivelare le molte “significazioni” delle cose. Farsi luce e non “disabitata trasparenza”. Volare alta, dunque, ma non da sola, non senza il calore di colui (il poeta) che le chiede un siffatto slancio.
 
Vola alta, parola, cresci in profondità,
tocca nadir e zenith della tua significazione,
giacché talvolta lo puoi – sogno che la cosa esclami
nel buio della mente –
però non separarti
da me, non arrivare,
ti prego, a quel celestiale appuntamento
da sola, senza il caldo di me
o almeno il mio ricordo, sii
luce, non disabitata trasparenza...
La cosa e la sua anima? o la mia e la sua sofferenza?
 
[Mario Luzi, da Per il battesimo dei nostri frammenti, Garzanti, 1985]
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Luigi Oliveto

Luigi Oliveto

Giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d'Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Insieme a Carlo Fini,  è curatore del libro di Pecchioli Chi...

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