Parlare alla radio, come cambia la lingua del Sì

Serena Bedini

28/12/2017

Se è vero che l’approccio alla televisione è molto cambiato negli ultimi anni con la diffusione di Internet, bisogna ammettere che la radio, lungi dal vedere un calo d’interesse da parte dell’utenza, è semmai diventata più presente nelle nostre case, nel nostro lavoro e nel nostro tempo libero. Come spiega infatti Tiziano Bonini, nell’introduzione al volume di Enrica Atzori “La lingua della radio in onda e in rete” (Franco Cesati, 2017, Collana Pillole), «esistono oggi tanti modi per restare connessi ai contenuti di un’emittente: ascolto in FM, ascolto online, podcasting, social media, video, chat. Il pubblico connesso in rete non è detto che ascolti la radio, ma ne segue comunque i contenuti su altre piattaforme, ed è molto più “rumoroso” di un tempo, nel senso che produce anch’esso molti più contenuti in termini di testi, immagini e video che invia alla radio o pubblica direttamente sui suoi profili social. Il confine tra chi parla e chi ascolta non è mai stato così labile» (p. 14).

Ed è proprio su questo confine che sembra incentrarsi il saggio di Enrica Atzori, piacevole da leggere e approfondito, che in un primo tempo ripercorre le tappe della storia della radio, per poi dare uno spaccato della situazione radiofonica italiana, con le sue emittenti e la programmazione riservata ai vari ambiti (informativo, culturale, musicale, di intrattenimento, ecc.), fino ad approdare a un’attenta analisi linguistica, paralinguistica, fonetica e sintattica della lingua radiofonica. Il lettore viene gradatamente sospinto verso un livello di approfondimento maggiore, condotto per mano a cogliere elementi del “parlato radiofonico” ai quali si è ormai assuefatto, mantenendo quindi di solito un atteggiamento acritico. L’indagine di Enrica Atzori è invece volta a renderci consci della situazione, muovendo dalla considerazione per cui se restano ancorati a modelli tradizionali i programmi culturali o informativi, «al livello più alto di improvvisazione si pongono i programmi-contenitore d’intrattenimento musicale e leggero: i conduttori in studio imbastiscono, sulla base di un canovaccio, un dialogo fra loro e con gli ascoltatori, con una prevalente finalità di contatto e di divertimento. Le scelte linguistiche si avvicinano all’interazione verbale quotidiana, con l’adozione di un registro giovanilistico informale o trascurato, di espedienti linguistici e paralinguistici che realizzano spesso un effetto insistito di “iperparlato”» (p. 47).  Questa forbice che si instaura tra la lingua dell’intrattenimento e quella dell’informazione è dunque basilare per comprendere quali siano i registri, il lessico e il tono che vengono giornalmente utilizzati in radio e come siano significativi ed esemplificativi della mentalità e del modo di pensare della nostra epoca.

Un volume quindi ancora una volta di grande attualità che permette al lettore di acquisire gli strumenti per analizzare e comprendere la comunicazione radiofonica quotidiana e giungere a un grado di maggiore consapevolezza dei grandi cambiamenti che giorno dopo giorno vive la nostra lingua.
 
Torna Indietro
Lascia un Commento

Scrivi un commento

Scrivi le tue impressioni e i commenti,
verranno pubblicati il prima possibile!

Ho letto l'informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n.196

Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, Serena Bedini si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna (2005). Dal 2003 si occupa di formazione per adulti e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano L2 presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura ed arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, Rivista di Arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono o sono apparsi rispettivamente su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice, distribuito presso le librerie Feltrinelli), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX e il XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i...
Vai all' Autore

Libri in Catalogo

NEWS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti i cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetto Cookie Policy
X