Quanto basta, una libreria di viaggio nata per volontariato

Serena Bedini

12/11/2019

Gli alberi sono al centro della piazza: i rami frondosi mossi lievemente da una brezza che profuma di mare. Mi trovo in piazza Pacciardi a Grosseto e, prima di varcare la soglia del civico numero 1 e andare a conoscere Michele Graglia, libraio della Libreria Quanto basta, mi soffermo qualche istante a guardarmi intorno: sono a due passi dalla piazza del Duomo, in pieno centro, eppure qui c’è tutta la tranquillità di un pomeriggio di sole. Qualche macchina posteggiata, alcune persone assorte nei pensieri di sempre camminano con passo misurato, altre si scambiano saluti e convenevoli. Ah… le piazze italiane! Che bello sostare per un caffè o incontrarsi a parlare, proprio come se ci si trovasse in un’estensione del salotto di casa propria. Va bene, è ora di andare o farò tardi: spingo la porta a vetri ed eccomi negli spazi luminosi della Libreria Quanto basta. Muri a mattoni, scaffali in metallo scuro, libri dalle copertine colorate che donano all’insieme una nota di colore e parlano di viaggi, di percorsi e di posti remoti e irraggiungibili come a volte sono i desideri inconfessabili. Michele Graglia mi viene incontro: barba, occhiali, sorriso aperto e una voce amichevole, di chi sa raggiungere gli altri con tono pacato e gentile. Gli sorrido e cominciamo a parlare.
 
Allora Michele, com’è cominciato tutto? Perché hai deciso di diventare libraio?
Beh… no, non è esattamente così. Occorre cominciare dall’inizio: Quanto basta prima che una libreria è un’associazione che nasce da un Circolo Arci. Io e alcuni altri volontari custodivamo da un po’ il desiderio di aprire una libreria, ma il difficile era trovare i fondi. Poi pochi mesi fa è uscito un bando regionale chiamato Pop-Up e abbiamo deciso di partecipare proponendo di fatto, attraverso il nostro progetto di libreria, la costituzione di una Casa di Quartiere…
 
Una Casa di Quartiere? E che cos’è?
La Casa di Quartiere è uno spazio pubblico dove incontrarsi per parlare, stare insieme, condividere interessi…
 
Ma quindi Quando basta non è una libreria?
Eccome se lo è! È una libreria di viaggio per l’esattezza, ma qui offriamo, come puoi vedere, anche un servizio di caffetteria e un luogo dove fare corsi di ceramica, in modo da unire alla lettura anche la creatività dell’artigianato.
 
È un’idea bellissima! Perché si chiama “Quanto basta”? Direi che c’è molto di più che non solo “quanto basta”!
Abbiamo deciso di chiamare così la nostra associazione perché nelle ricette l’espressione “quanto basta” è quella che lascia maggiore spazio alla creatività, alla versatilità di ciascuno. È la “unità di misura”, se così la vogliamo chiamare, più umana e semplice che si possa immaginare e quindi incarna alla perfezione l’idea che sta alla base del nostro progetto.
 
Che significa essere un libraio volontario? Che tipo di difficoltà incontri e quali vantaggi hai?
Beh, ovviamente è molto diverso dall’essere un libraio per lavoro! Aprire una libreria per volontariato significa non avere la necessità di trarre un guadagno, ma semplicemente essere mossi dal desiderio di tenerla in piedi. Un’iniziativa di questo tipo ha quindi molti vantaggi legati dal contatto con le persone che si incontrano qui e dalla soddisfazione di vedere che lo spazio è frequentato ed è un punto di riferimento oltre che un modo di vivacizzare questa piazza. Ovviamente non mancano le difficoltà, vuoi perché abbiamo solo 1200 titoli esposti e quindi la nostra è una piccola libreria, vuoi perché vendere oggi i libri non è facile per nessuno.
 
Perché fare il libraio è difficile?
Io credo che oggi tutti i tipi di lavoro siano difficili da portare avanti, ma indubbiamente spesso la lettura, così come la cultura soffrono ancora di più dell’epoca di crisi in cui ci troviamo. Sarebbe sicuramente auspicabile che ci fosse una maggiore sensibilizzazione da parte delle istituzioni nei confronti del settore delle librerie, così sofferente. Ci sono già molti progetti europei a cui partecipiamo e ai quali anche le librerie/associazioni potrebbero avere accesso, ma spesso per rispondere ai bandi c’è bisogno di arrivare a creare ampie reti, in alcuni casi anche molto articolate. Ecco, auspicherei una maggior collaborazione tra istituzioni pubbliche e associazioni in questo senso, per la partecipazione a bandi culturali, perché sarebbe indubbiamente un aiuto di notevole importanza.
 
Come vi promuovete?
Anche noi ci affidiamo ai social network, soprattutto perché organizziamo molti eventi e presentazioni di libri, proprio perché l’intento è quello di far percepire sempre più Quanto basta come uno spazio dedicato alle persone, a loro completa disposizione per incontrarsi e ritrovarsi, scambiarsi idee e parlare.
 
Non posso fare a meno di chiedertelo a questo punto: qual è il tuo sogno per il futuro?
Per il futuro ci piacerebbe continuare in questo progetto, ampliandolo, rendendolo migliore, facendolo conoscere e apprezzare sempre di più, in modo che anche altri si appassionino ad esso e ci aiutino a rendere questo spazio e le attività che offre sempre più a disposizione delle persone. Abbiamo tutti bisogno di incontrarci e parlare, di leggere e dar sfogo alla propria creatività: dobbiamo solo trovare la forza di uscire di casa, di lasciare le mura domestiche rassicuranti, ma chiuse, e andare incontro agli altri. Ci vuole solo un po’ di coraggio…
 
Quanto coraggio?
Quanto basta!
 
Scoppio a ridere: mi ha fatto bene venire qui. Mentre esco, penso alla forza delle idee di Michele, alla convinzione con cui lui e gli altri volontari hanno messo in essere il loro sogno, all’amore con il quale tutti i giorni lo coltivano. Non sempre il denaro muove il mondo, a volte sono anche i sogni.
 
Libreria Quanto basta
Piazza Randolfo Pacciardi 1
Grosseto
associazioneqbaps@gmail.com
t. 0564 643949

 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX, XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri: Storie di Firenze (Odoya, 2019), Il club dei presunti astemi (Betti editrice, 2018),...
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