Un amore primaverile. La corrispondenza tra Pirandello e Jenny Shulz Lander

Serena Bedini

23/12/2019

Sono diciannove le lettere che un giovane Luigi Pirandello (1867-1936) scrisse a Jenny Schulz Lander (1870-1938), diciannove lettere vibranti di sentimento e di tenerezza per un amore giovanile così reso immortale, insieme a un piccolo libro di poesie del quale il poco più che ventenne Luigi fece dono alla ragazza renana. L’aveva conosciuta in Germania, a Bonn, il 10 gennaio 1890 dove Pirandello frequentava l’università. Era stato un colpo di fulmine, visto che fin da subito l’aveva notata per la sua singolare bellezza e poco dopo aveva iniziato a dedicarle componimenti poetici, eleggendola di fatto a propria musa e continuando a ispirarsi a lei persino dopo che la relazione, durata circa due anni, era finita. Di varie tipologie sono dunque i testi inediti presenti all’interno del saggio di Giuseppe Faustini, “Un amore primaverile” (Mauro Pagliai Editore) con un’introduzione di Elio Providenti: la corrispondenza tra Pirandello e Jenny, le liriche del libretto Gedanken (1890) che Pirandello regalò a Jenny. I diversi testi finora inediti contenuti nel saggio di Faustini divengono oggi preziosa testimonianza, documentazione necessaria a comprendere gli importanti influssi che un sentimento giovane, eppure sincero e profondo, avrà sull’opera pirandelliana successiva. Diciassette missive sono possedute dal Fondo Manoscritti dell'Harry Ransom Humanities Research Center dell'Università del Texas, altre due sono in archivi di Bonn: tutte sono il focus del saggio di Giuseppe Faustini. In particolare, scrive Faustini: «Le lettere che Pirandello spedì all’amica tedesca nel biennio 1890-1891 si possono suddividere in due periodi. Il primo gruppo è di sole lettere e cartoline tutte del mese di luglio 1890, per il ricordato precipitoso rientro in Sicilia. Le altre tredici lettere percorrono un arco di tempo di quasi otto mesi, a partire da quella da Milano del 19 aprile 1891, fino al novembre del 1891 (l’ultima arrivò a Bonn il 13 dicembre). Si può facilmente calcolare che dalla sua definitiva partenza, Pirandello scrisse almeno o due volte al mese alla Jenny, benché nell’ultimo periodo ci sia un evidente diradamento della corrispondenza» (p. 57). Indubbiamente, tuttavia, fin da queste testimonianze si può già intuire la grandezza del talento di Pirandello, come ad esempio nel delicato ed elegante elogio delle mani di Jenny: «Ma vi basti saper questo, Jenny, che se io fossi un orafo di molta fama, io vorrei spendere i dì più belli della mia vita e tutto l’ingegno mio a lavorare per esse [le mani] un solo e meraviglioso anello d’oro; e che se io fossi un artefice di numi, ritrarrei nel marmo le vostre mani e le darei a Venere celeste.» (p. 61). Il saggio di Faustini diventa quindi una tessera di grande valore che si aggiunge al grande mosaico che ricompone la vita e la figura di Luigi Pirandello, una pubblicazione indubbiamente ineludibile per studiosi e semplici appassionati.
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX, XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri: Storie di Firenze (Odoya, 2019), Il club dei presunti astemi (Betti editrice, 2018),...
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