Annamaria Ducci

Le pievi di San Miniato. Alla ricerca del Medioevo

€ 45,00

Casa Editrice: Pacini Editore

Anno: 2019

N. Pagine: 200

Formato: 23x28

Foto di Irene Taddei
Il volume ci accompagna indietro nel tempo svelando la magia e la bellezza di queste costruzioni maestose e silenti, talune deteriorate dal tempo e dall’incuria ma ancora lì a testimoniare, attraverso la bellezza dell’espressione artistica, una proficua trasmissione di fede e di cultura. Sfogliando le pagine si accendono fasci di luce che mettono in evidenza, con sapiente regia, luoghi a noi vicini e spesso dimenticati, siti un tempo pulsanti di vita ed ora abbandonati ma che hanno rivestito un ruolo religioso, sociale, politico ed economico di primaria importanza lungo il dipanarsi dei secoli dall’anno Mille e fino ai primi anni del secolo scorso. Patrimonio ideale dal quale traggono nutrimento le nostre radici, linfa vitale che ha reso grande la nostra civiltà ed il nostro territorio.

La diocesi di San Miniato copre tre province – Pistoia, Firenze e Pisa – e diciannove Comuni. Si tratta di un territorio assai ampio, fortemente caratterizzato dal punto di vista geografico, paesaggistico ed anche culturale, accomunato, sotto il profilo storico, dal fatto che tutti gli istituti ecclesiastici in esso ricadenti appartenevano, fino agli inizi del Seicento, alla diocesi di Lucca. Il distacco dalla cattedra di San Martino fu raggiunto con un processo lungo e difficoltoso. […] Con l’arrivo dei Medici l’obiettivo si fece sempre più impellente, perché si trattava di sottrarre la città – ormai a pieno diritto gravitante nel territorio fiorentino – alla ancor potente sede episcopale di Lucca, e dunque di sanare una situazione amministrativa di fatto ambigua.
[…] L’obiettivo si era fatto ancor più chiaro, anche perché con la creazione di una diocesi controllata dai Medici Firenze avrebbe incamerato un ampio territorio in cui la cattedra lucchese contava, in quell’inizio di XVII secolo, ben diciannove pievi, la prioria di Santa Croce sull’Arno e la prepositura di Castelfranco di Sotto, le collegiate di Fucecchio e Santa Maria a Monte, oltre a ventitré conventi, tra maschili e femminili. Inoltre la città di San Miniato viveva allora una fase di stagnazione demografica ed economica, che proprio l’autonomia episcopale riuscì a sbloccare, donandole nuovo impulso, con l’elezione di vescovi dalla forte personalità e vocazione culturale.
 
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