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Memoria profonda e risveglio

"Un percorso interiore di ricerca spirituale attraverso il silenzio, la meraviglia, l'abbandono, l'incontro con la bellezza, il corpo e la creazione in atto, la preghiera interiore, il distacco e l'approccio alla contemplazione, la meditazione".
Prefazione di Marco Vannini.

Il libro offre un itinerario utile a tutti coloro che, in qualche modo, sentono un richiamo verso l’interiorità. Chi scrive è una donna alla ricerca continua della verità, in mezzo al mondo caotico e confuso di oggi che rende quasi impossibile l'attenzione verso ciò che è realmente necessario. Un percorso interiore di ricerca spirituale attraverso il silenzio, la meraviglia, l'abbandono, l'incontro con la preghiera e la bellezza che è insita in noi. Un percorso che non si propone tanto di interpretare e di capire, quanto di lasciare affiorare e di ritrovare il coraggio di tuffarsi in quell’acqua limpida che è proprio la nostra memoria profonda. Non serve tanto voler capire, quanto aprire il cuore. Nella tradizione biblica il cuore è la sede della sapienza

14,00 

Spedizioni entro 8 giorni. Perché vale la pena aspettare.

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Codice EAN

Curatore

N.pagine

176

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Memoria profonda e risveglio

"Un percorso interiore di ricerca spirituale attraverso il silenzio, la meraviglia, l'abbandono, l'incontro con la bellezza, il corpo e la creazione in atto, la preghiera interiore, il distacco e l'approccio alla contemplazione, la meditazione".
Prefazione di Marco Vannini.

Il libro offre un itinerario utile a tutti coloro che, in qualche modo, sentono un richiamo verso l’interiorità. Chi scrive è una donna alla ricerca continua della verità, in mezzo al mondo caotico e confuso di oggi che rende quasi impossibile l'attenzione verso ciò che è realmente necessario. Un percorso interiore di ricerca spirituale attraverso il silenzio, la meraviglia, l'abbandono, l'incontro con la preghiera e la bellezza che è insita in noi. Un percorso che non si propone tanto di interpretare e di capire, quanto di lasciare affiorare e di ritrovare il coraggio di tuffarsi in quell’acqua limpida che è proprio la nostra memoria profonda. Non serve tanto voler capire, quanto aprire il cuore. Nella tradizione biblica il cuore è la sede della sapienza

14,00 

Spedizioni entro 8 giorni. Perché vale la pena aspettare.

N.pagine

176

Formato

10.5×20.5

Una storia di “caratteri forti” e di realtà apparentemente insormontabili. Un romanzo in cui i protagonisti si avvicinano e allontanano da un metaforico obiettivo di benessere, il tutto condito con una scrittura magistrale

«Uccidimi!» «Cosa?» «u-c-c-i-d-i-m-i, a-d-e-s-s-o!» «Ma cazzo dici?» «Zitto!» Si acquattò come facevamo da piccoli dopo che mi aveva convinto a seguirla in qualche bambinata. Piegò la testa sulle mie gambe e appoggiò le braccia sulle mie cosce. La sua guancia sfiorò la mia pelle. Penzolavamo seduti su un muretto malridotto che circondava un parco all’ombra di un salice molto grande. L’abbracciai d’istinto per proteggerla. Mi accorsi che guardava altrove con la coda dell’occhio, verso il lato opposto della strada. «Cazzo! Cazzo! Cazzo!», pronunciò senza respirare. Strinse le palpebre per non vedere, convinta che, nel buio, anche lei potesse essere trasparente, ma le riaprì subito. «Ma cosa?», chiesi. «Non deve vedermi!» La sua voce si affievolì e nell’esaurirsi emise un verso simile allo squittio di un topo. Allora, rivolsi la mia attenzione verso la fonte della sua ansia. Matteo Riversi camminava sul marciapiede di fronte a noi, mano nella mano a Francesca Modi, detta Modì, perché il soprannome era più allegro. Di allegro aveva molto, dicevano in tanti, e doveva essersene accorto anche Matteo che la portava a spasso con fare soddisfatto, come se la mostrasse al mondo. Mi dispiacque per Sole e la scrutai con tenerezza. Matteo sembrava essere destinato a diventare il ragazzo della sua vita, colui per il quale aveva disseminato il diario di epigrafi fino al giorno prima, colorato i capelli di blu e forato i lobi per sembrare più attraente. Fortunatamente, ero riuscito a convincerla che un tatuaggio con la m di Matteo sul seno fosse troppo. Mi aspettai di vederla piangere a singhiozzi, come quella volta che avevamo perso gli ultimi biglietti per il concerto dei Måneskin all’Olimpico. La strinsi più forte.

Una storia di “caratteri forti” e di realtà apparentemente insormontabili. Un romanzo in cui i protagonisti si avvicinano e allontanano da un metaforico obiettivo di benessere, il tutto condito con una scrittura magistrale

«Uccidimi!» «Cosa?» «u-c-c-i-d-i-m-i, a-d-e-s-s-o!» «Ma cazzo dici?» «Zitto!» Si acquattò come facevamo da piccoli dopo che mi aveva convinto a seguirla in qualche bambinata. Piegò la testa sulle mie gambe e appoggiò le braccia sulle mie cosce. La sua guancia sfiorò la mia pelle. Penzolavamo seduti su un muretto malridotto che circondava un parco all’ombra di un salice molto grande. L’abbracciai d’istinto per proteggerla. Mi accorsi che guardava altrove con la coda dell’occhio, verso il lato opposto della strada. «Cazzo! Cazzo! Cazzo!», pronunciò senza respirare. Strinse le palpebre per non vedere, convinta che, nel buio, anche lei potesse essere trasparente, ma le riaprì subito. «Ma cosa?», chiesi. «Non deve vedermi!» La sua voce si affievolì e nell’esaurirsi emise un verso simile allo squittio di un topo. Allora, rivolsi la mia attenzione verso la fonte della sua ansia. Matteo Riversi camminava sul marciapiede di fronte a noi, mano nella mano a Francesca Modi, detta Modì, perché il soprannome era più allegro. Di allegro aveva molto, dicevano in tanti, e doveva essersene accorto anche Matteo che la portava a spasso con fare soddisfatto, come se la mostrasse al mondo. Mi dispiacque per Sole e la scrutai con tenerezza. Matteo sembrava essere destinato a diventare il ragazzo della sua vita, colui per il quale aveva disseminato il diario di epigrafi fino al giorno prima, colorato i capelli di blu e forato i lobi per sembrare più attraente. Fortunatamente, ero riuscito a convincerla che un tatuaggio con la m di Matteo sul seno fosse troppo. Mi aspettai di vederla piangere a singhiozzi, come quella volta che avevamo perso gli ultimi biglietti per il concerto dei Måneskin all’Olimpico. La strinsi più forte.