Nicola Gabriele

Modelli comunicativi e ragion di Stato

€ 24,00

Casa Editrice: Edizioni Polistampa

Anno: 2009

N. Pagine: 424

Formato: 17x24

Il volume approfondisce le dinamiche che portarono all’elaborazione e allo sviluppo dei sistemi censori negli stati preunitari, terreno d’indagine di grande attualità e di riconosciuta centralità per la storiografia. Gli interessi attorno al controllo sulla circolazione delle idee rappresentano la spia di una tendenza politica volta non semplicemente al controllo sociale, ma alla formazione di un consenso e alla nascita di un’opinione pubblica. Se si focalizza l’attenzione sui caratteri che questo fenomeno assunse negli Stati sabaudi, affiorano i contorni di un dirigismo culturale che, col tempo, avrebbe assunto una chiara connotazione politica. I Savoia miravano ad affermare il primato della censura laica su quella ecclesiastica, consentendo la diffusione di una significativa quantità di opere poste all’Indice. Allo stesso tempo dovettero fare i conti, per oltre un secolo, con un’anomalia di carattere istituzionale rappresentata dall’antico Regnum Sardiniae, che imponeva loro di creare appositi regolamenti e di attivare procedure parallele, anche in ambito censorio, per rispettarne più o meno formalmente la peculiarità delle istituzioni sarde. Quella costante e scrupolosa supervisione sulla stampa, destinata a non arrestarsi neppure durante l’età napoleonica con i regnanti confinati in Sardegna, si sarebbe riaffermata in forme nuove e originali durante l’età della Restaurazione divenendo il principale terreno di scontro tra ambienti conservatori e riformisti.
Abbracciando un ampio arco cronologico che va dai primi regolamenti censori settecenteschi alla concessione della libertà di stampa, il volume mette in luce sia la complessità del multiforme sistema censorio sabaudo, sia il percorso riformista che soprattutto nell’età di Carlo Alberto, ponendo sotto il controllo governativo la stampa periodica, contribuì allo sviluppo di un clima culturale che avrebbe consentito al Regno sabaudo di diventare un punto di riferimento fondamentale per gli ideali liberali e per le ambizioni costituzionaliste.

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