Penultimo appuntamento di stagione al Teatro Nuovo di Pisa. Sabato 23 maggio alle 21 arriva in scena “Hijos de Buddha” di Nicolò Sordo: una storia che attraversa solitudini, migrazioni, desiderio d’amore e marginalità, muovendosi sul fragile confine tra tragedia e visione surreale.
L’opera, ispirata a una storia vera, mette al centro la figura di Maria Sanchez Misericordia, donna complessa e profondamente contraddittoria: badante, buddista, cleptomane e quasi alcolizzata, una protagonista imperfetta che lotta disperatamente contro la propria infelicità cercando amore ovunque sia possibile trovarlo.
Spagnola emigrata a Roma per motivi che persino lei sembra aver dimenticato, Maria vive sospesa tra disillusione e sopravvivenza. Nel suo percorso si intreccia la vicenda di GiraGira, giovane donna arrivata dall’Africa con un figlio, la cui bellezza viene sfruttata da Maria nella promessa – forse impossibile – di un permesso di soggiorno. Un legame ambiguo, segnato da dipendenza e sopraffazione, che evolve fino al momento in cui GiraGira riuscirà a liberarsi del proprio debito, cambiare nome e reclamare una nuova identità.
Ma “Hijos de Buddha” è anche il racconto di fantasmi interiori e ritorni inattesi: un figlio lontano che odia sua madre e torna a confrontarsi con lei, un marito scomparso che riappare – addirittura da morto –, interrogatori surreali e dialoghi con Buddha stesso, che inaspettatamente risponde. Il risultato è una drammaturgia che alterna realismo sociale e dimensione visionaria, affrontando con ironia amara e profondità emotiva il bisogno umano di essere amati.
Lo spettacolo porta la firma registica di Alessandro Rossetto e vede in scena Marina Romondia, Fatou Malsert, Alejandro Bruni e Giorgio Squilloni, con la partecipazione speciale di Roberto Latini.
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