Il sonno della ragione genera mostri è il titolo della nuova stagione del Teatro Comunale Antella: un titolo che richiama l’immaginario di Francisco Goya e diventa una chiave di lettura per un programma che, da ottobre a marzo, attraversa il teatro politico e civile, il mito, la memoria e la contemporaneità, mettendo al centro una domanda urgente: cosa accade quando la ragione si addormenta e il potere rimane senza argini?
Il potere è il filo conduttore di un percorso che parte da Machiavelli e arriva a Don Chisciotte, passando attraverso il mito di Scilla e Cariddi, la condizione femminile, la marginalità, la guerra, la memoria politica dell’Italia, la speculazione finanziaria, i totalitarismi e le stragi di mafia. Tre le nuove produzioni che scandiscono questo percorso: l’omaggio a Machiavelli con Il Principe, il monologo Lui, Enrico e il progetto Don Chisciotte. Spicca, fra i titoli in cartellone, la prima esecuzione in Italia di Cinquanta minuti a Gaza di Ali Abu Yassin, lettura tratta dalla omonima rappresentazione teatrale andata in scena sul palcoscenico del Centro Culturale della Fondazione A.M.Qattan, nel cuore della città di Gaza.
IL POTERE
La stagione si inaugura venerdì 23 ottobre alle 21 con la nuova produzione Il Principe, tratta da Niccolò Machiavelli, con Luca Pedron, per l’adattamento e la regia di Riccardo Massai. Questo omaggio all’autore di cui, nel 2027, ricorreranno i 500 anni dalla morte diventa il punto di partenza per interrogare le forme del potere contemporaneo (in scena anche sabato 24 ottobre alle 21, domenica 25 ottobre alle 18.30, venerdì 30 ottobre alle 21, sabato 31 ottobre alle 21 e domenica 1 novembre alle 18.30).
IL POTERE DEGLI ALTRI
Il programma prosegue venerdì 6 novembre alle 21 con Mostre – Variazioni su Scilla e Cariddi, produzione Effimera Produzioni, in collaborazione con Teatro Comunale di Antella ed Effetto Trittico. Ideazione di Laura Pinato e Beatrice Ceccherini, drammaturgia di Laura Pinato e Sebastiano Spada, con Beatrice Ceccherini e Maria Chiara Pellitteri, regia di Sebastiano Spada. Scilla e Cariddi, da sempre raccontate come mostri, prendono finalmente la parola. Lo spettacolo rilegge il mito omerico attraverso la condizione femminile e attraverso il processo con cui una società trasforma in mostruoso ciò che non riesce a controllare.
Venerdì 13 novembre alle 21 sarà la volta de La difficilissima storia di Ciccio Speranza, di Alberto Fumagalli, con Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri, regia di Ludovica D’Auria e Alberto Fumagalli. Ciccio è un ragazzo che sogna di danzare, ma vive in un ambiente familiare e sociale che non gli permette di essere ciò che desidera. Il suo corpo e il suo sogno diventano strumenti attraverso i quali raccontare il potere della norma, della famiglia e del giudizio sociale.
Venerdì 27 novembre alle 21 arriva la prima esecuzione in Italia di Cinquanta minuti a Gaza, di Ali Abu Yassin, in una lettura a cura di Riccardo Massai. Un testo nato dalla realtà della guerra, nel quale il teatro diventa testimonianza e spazio di memoria. La voce dell’autore attraversa la distruzione per restituire al pubblico non soltanto un luogo e un conflitto, ma persone, ricordi, paure, sogni e soprattutto domande.
IL POTERE DELLA MEMORIA
Il nuovo anno si apre sabato 23 gennaio alle ore 21 con la nuova produzione Lui, Enrico, co-produzione Archètipo e Catalyst, con Anna Meacci, drammaturgia e proiezioni di Anna Meacci e regia di Simona Arrighi. Partendo da una storia personale, il monologo attraversa la storia politica e sociale italiana del secondo Novecento e riflette sulla politica come responsabilità, etica e comunità. La memoria non è nostalgia: è uno strumento per interrogare il presente e comprendere quale rapporto possiamo ancora costruire con la partecipazione, l’impegno e la responsabilità individuale.
IL POTERE ECONOMICO E IL POTERE DELLE PAROLE
Venerdì 5 febbraio alle 21 sarà in scena In Mutande, di e con Gabriele Brunelli, produzione Agemò Teatro e Servomuto Teatro. Attraverso l’ironia, lo spettacolo attraversa quattro secoli di follia finanziaria, dalle bolle speculative del passato fino ai meccanismi dell’economia contemporanea. L’economia diventa una forma di potere che entra nella vita quotidiana e mette a nudo desideri, paure, ambizioni e contraddizioni dell’individuo. Venerdì 26 febbraio alle ore 21 il programma prosegue con La banalità del male, da Hannah Arendt, riduzione e adattamento di Paola Bigatto e Anna Gualdo, con Anna Gualdo. Attraverso la figura di Eichmann, lo spettacolo interroga il rapporto tra obbedienza, responsabilità individuale e incapacità di pensare. Il linguaggio diventa uno strumento decisivo: slogan, formule e parole svuotate possono contribuire alla deresponsabilizzazione dell’individuo. La memoria storica diventa forma di resistenza all’oblio.
IL POTERE DELLA STORIA E DEL RACCONTO
Venerdì 5 marzo alle 21 vedremo L’Ultima Estate, progetto di Simone Luglio, con Simone Luglio e Giovanni Santangelo, regia di Chiara Callegari. Lo spettacolo racconta gli ultimi mesi di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, restituendone non soltanto il ruolo pubblico ma soprattutto l’umanità, l’amicizia, l’ironia, la rabbia e la solitudine.
La stagione si conclude venerdì 19 marzo alle 21 con Don Chisciotte. Del reale e di altre storie, di e con Francesco Dendi e Daniele Bernardi, liberamente tratto da Miguel de Cervantes, una nuova produzione Archètipo in collaborazione con Radicondoli Festival. Don Chisciotte diventa una lente per interrogare il concetto stesso di realtà. Attraverso l’inserimento di episodi autobiografici, ricordi e frammenti di cronaca nel romanzo di Cervantes, la pièce mette in crisi il confine tra ciò che è accaduto e ciò che viene raccontato.
RICERCA E NUOVA DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA
Spazio anche alla nuova drammaturgia e alla ricerca teatrale contemporanea, attraverso tre spettacoli, tutti alle 21, che sperimentano linguaggi e forme espressive differenti, intrecciando riscrittura del mito, indagine sul desiderio e comicità grottesca. Venerdì 11 dicembre Edipostanco, di e con Marco Grossi, presentato da Malalingua. Al centro della ricerca c’è la maschera, intesa non soltanto come elemento della tradizione teatrale, ma come presenza primordiale, capace di evocare archetipi, passioni e sentimenti universali. Attraverso un dialogo tra mito antico e comicità, lo spettacolo indaga le radici della commedia e la forza trasformativa del gesto scenico.
Venerdì 12 febbraio è la volta di Confessions (do you believe in life after sex?), del Collettivo Satanga!. Lo spettacolo attraversa il mondo del clubbing e della dancefloor per interrogare il rapporto contemporaneo con il sesso, il desiderio e l’incontro con l’altro. Tra musica, danza, parola e sequenze non verbali, la scena si trasforma in uno spazio in cui emergono solitudini, contraddizioni e frustrazioni, ma anche la possibilità di riscoprire la libertà del corpo e della sessualità.
Venerdì 12 marzo Si son Fatte le due, di e con Chiara Fenizi e Julieta Marocco, mette in scena, tra comicità e grottesco, due personaggi eccentrici, protagonisti di un gioco imprevedibile fatto di conflitti, paradossi e improvvise derive surreali. Un viaggio nella follia e nell’irrazionalità, dove il linguaggio si spezza, il gesto diventa provocazione e la risata apre la strada a territori inattesi.
OMAGGIO A SAN FRANCESCO
Venerdì 20 novembre, alle 21, Omaggio a San Francesco, un concerto-lettura dedicato all’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia, in collaborazione con Fondazione CR Firenze. Protagonisti della serata saranno l’attore Riccardo Massai, alla voce, e il violoncellista Andrea Landi, in un percorso che intreccia musica, teatro, poesia, spiritualità e storia. Le letture, tratte da importanti testi sulla vita del Santo, si alterneranno alle musiche per violoncello solo di Gabrielli, Dall’Abaco e Bach, in un dialogo suggestivo tra parola e musica (ingresso libero).
Informazioni
Tel. 055.621894 www.archetipoac.it