Da un omaggio al genio del più grande commediografo della storia al ritorno in scena, nella versione tradotta da Giacomo Leopardi, della più antica parodia di tutti i tempi. Sarà all’insegna della commedia il fine settimana di Materia Prima Festival: a Firenze l’evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo a cura di Murmuris col sostegno e il contributo di Mic – Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze.
Si parte venerdì 20 marzo ore 19.00 al Teatro Cantiere Florida (via Pisana 111R) con un debutto: “La prima e l’ultima”, tributo ad Aristofane firmato dalla compagnia Premio Speciale Ubi I Sacchi di Sabbia con Massimo Grigò.
Cosa accade se si fondono insieme la prima e l’ultima commedia dell’immenso drammaturgo greco? Un grande comico, forse il più grande, in due round donchisciotteschi contro i suoi due grandi nemici di sempre: la Guerra e il Denaro. Si apre con “Acarnesi”, la commedia più antica del mondo, qui interpretata da Massimo Grigò.
Un testo che oggi in pochi osano affrontare, ma il cui dispositivo comico è ancora esplosivo. Con un ghigno rabbioso e idealista, Aristofane porta in scena un mondo libero da ingiustizie e ipocrisie, dove non esistono la povertà e la guerra: un’utopia, innescata dalla miccia formidabile dell’eroismo comico, capace di stravolgere, inventare e dominare. È la storia di Diceopoli, il contadino che, stufo delle continue battaglie, stipula con Sparta una pace personale, fondando una sua città alternativa.
A distanza di 2500 anni, la commedia continua a porci delle domande fondamentali: il mondo è marcio? E se sì, si può rifondarlo, immaginarne uno nuovo? Dopo una breve pausa avanti con “Pluto”, l’ultima opera di Aristofane, questa volta interpretata dai Sacchi di Sabbia. Cremilo, un ateniese qualunque, ha un problema pressante: come mai chi è ingiusto si arricchisce e chi è giusto versa in povertà?
La risposta è semplice: Zeus, invidioso degli uomini, ha accecato Pluto, il dio della ricchezza, che da quel momento non sa più distinguere gli onesti dai disonesti, e finisce per premiare i secondi a danno dei primi. L’impresa di Cremilo, allora, è delle più difficili: restituire la vista a Pluto a ogni costo, così da permettergli di arricchire solo i giusti e di convincere gli ingiusti a convertirsi.
Ci riuscirà? Aristofane, attraverso Cremilo, immagina un’economia etica, capace, attraverso la santificazione del Dio Quattrino, di migliorare il mondo una volta per tutte, sfidando il potere e l’autorità, anche quella suprema di Zeus. La fantasia dell’eroe comico è una forza di rivoluzione che esecra il mondo nelle sue storture e ha la capacità straordinaria di reinventarlo e rifarlo.
ALTRI APPUNTAMENTI
Si prosegue domenica 22 marzo alle 16.30 sempre al Cantiere Florida con “Batracomiomachia”, ovvero “La battaglia delle rane e dei topi”: forse la più antica parodia di tutti i tempi, caricatura dei poemi epici che gli antichi amavano così tanto da attribuirla allo stesso Omero, capace di attraversare i secoli con un successo talmente travolgente da affascinare lo stesso Giacomo Leopardi che, appena diciassettenne, ne realizzò una scintillante traduzione in endecasillabi.
Ed è proprio la versione leopardiana che sarà in scena in una produzione Teatrino dei Fondi in collaborazione con Il Lavoratorio pensata anche per giovani spettatori e spettatrici insieme alle loro famiglie. Sul palco la battaglia è evocata attraverso parole e suoni da Andrea Macaluso, solo in scena, che di questo lavoro firma anche drammaturgia e regia. Una storia antica quanto l’uomo, scritta con rime ottocentesche, parlerà del presente come solo i classici sanno fare. Sarà forse solo un gioco, ma quel gioco serio che i bambini conoscono molto bene: il gioco della guerra.