Due appuntamenti sul palco del Teatro Nuovo di Pisa. Sabato 9 maggio e domenica 10 maggio due spettacoli per riflettere su sé stessi e per rileggere, in chiave contemporanea, i grandi classici dell’opera italiana.
Love is in the Hair
Sabato 9 maggio alle 21:00 va in scena “Love is in the Hair”, spettacolo scritto e interpretato da Laura Pozone, con la regia condivisa con Marta Erica Arosio e la supervisione artistica di Walter Leonardi. Una proposta brillante che mescola comicità e osservazione sociale, portando sul palco un mosaico di personaggi tanto divertenti quanto riconoscibili.
Lo spettacolo parte da una domanda semplice ma pungente: quanto siamo davvero autentici nella vita quotidiana? Attraverso una galleria di “prototipi umani”, Pozone mette in luce tic, manie e contraddizioni che appartengono un po’ a tutti noi. Ma dietro la risata si apre uno spazio più intimo, in cui le maschere cadono e affiorano fragilità e verità condivise.
“Love is in the Hair” non si limita alla caricatura: invita il pubblico a riflettere su quanto sia difficile, e allo stesso tempo necessario, mostrarsi per ciò che si è davvero. Il risultato è uno spettacolo capace di far ridere con intelligenza, usando l’autoironia come strumento per avvicinare le persone.
L’elisir d’amore – Dulcamara show
Domenica 10 maggio alle 18.30 sarà la volta del secondo spettacolo Fuori Stagione firmato FuoriOpera: “L’elisir d’amore – Dulcamara Show”, una rilettura sorprendente de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti. In questo allestimento, la regia di Massimo Marani trasforma la celebre opera in una satira contemporanea pungente e spiazzante.
Dimenticate il villaggio agreste: qui ci troviamo in una realtà proletaria, dove Nemorino è un operaio innamorato della ricca Adina, e Dulcamara diventa un venditore di illusioni perfettamente inserito nel nostro tempo — tra televendite, slogan e promesse facili. Non più semplice figura comica, ma simbolo di un sistema che premia l’astuzia e sfrutta i sogni.
L’elisir, naturalmente, è una truffa. Ma funziona, perché parla al desiderio universale di scorciatoie verso la felicità. In questo mondo, amore e speranza diventano merci, e Dulcamara — accompagnato da Giannetta — incarna una filosofia cinica e riconoscibile, che trova eco nella società di oggi.