Una rassegna che propone itinerari tra parola, danza, musica e performance per portare l’attenzione su temi del dialogo e dell’inclusione, su come superare i limiti, sul giocarsi tutto attraverso l’arte, in uno scambio costante con la cittadinanza e col territorio. Dall’8 giugno al 10 luglio torna a Firenze “Poesia nella città”, la manifestazione firmata Versiliadanza – realtà impegnata da oltre 30 anni nella ricerca, diffusione e produzione dell’arte coreutica, diretta Angela Torriani Evangelisti – con 6 appuntamenti tra teatri, musei, parchi e spazi performativi.
È al grido di “Unbound – Senza limiti” che partirà questa 12/ma edizione, con un cartellone di nuove produzioni, artisti pluripremiati e progetti speciali. Da segnalare per la prima volta in Toscana i “Poemi Focomelici” dell’attore due volte premio Ubu Daniele Timpano (10/06) e la prima italiana di “Cuna”, nuovo lavoro del danzatore e coreografo cieco Giuseppe Comuniello accompagnato dall’arpista Marilia Caso (18/06). Centrali le esperienze di ricerca nell’ambito dell’inclusività: una serata con la coreografa londinese Sivan Rubinstein, che intrecciando dialogo e performance racconterà il metodo “Beat Space Beat”, ideato per persone neurodivergenti (23/06); la nuova tappa di “Iniziali”, percorso di danza inclusiva firmato da Marta Bellu (19/06); la restituzione del progetto di alta formazione per danzatori e danzatrici con disabilità ImpACT (10/07). Inaugurazione affidata a un trittico danzato che vedrà protagoniste le compagnie Naturalis Labor e Versiliadanza (8/06). Poesia nella città gode del sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana Bando FSE Plus 2021 – 2027, Comune di Firenze nell’ambito dell’Estate Fiorentina in collaborazione con Teatro Cantiere Florida, Museo Stefano Bardini, MAD Murate Art District, Chiostro di Villa Vogel (ingresso gratuito con prenotazione consigliata, info www.versiliadanza.it).
“Unbound è la dichiarazione di intenti con cui si annuncia l’edizione 2026 di “Poesia nella città”, un itinerario che ogni anno, grazie ai linguaggi dell’arte, esplora strade capaci di sensibilizzare al dialogo, al rispetto, al riconoscimento del valore dell’altro da sé, del diverso”, spiega Angela Torriani Evangelisti. “Avendo sviluppato nel tempo un fitto network di azioni nel campo dell’accessibilità, anche grazie alla presenza di artisti e artiste e con disabilità all’interno di Versiliadanza, quest’anno proporremo un affondo ancora più marcato su questi temi, forti della possibilità di connetterci con alcune progettualità in corso che coinvolgono partner internazionali ed esperienze estremamente innovative”.
IL PROGRAMMA
Scendendo nel dettaglio del programma si parte lunedì 8 giugno ore 19.30 al Museo Stefano Bardini (via dei Renai 37) con un trittico coreografico che affiancherà l’ultimo lavoro della formazione d’avanguardia Naturalis Labor – “Lie to me”, indagine su come il gesto, la postura e i movimenti del corpo finiscano per rivelare ciò che le nostre menti preferirebbero nascondere, con in scena Davide Angelozzi e Elda Bertolazzi – a un estratto dallo spettacolo “Zona Tarkovskij” di Versiliadanza – “Nel bianco giorno”, su tessuto musicale di Johann Sebastian Bach, tra i compositori prediletti del grande regista, interpretato dalla danzatrice Matilde Danti – per terminare con “Ora restava mosso il passo sulle rive” di e con Stella Ciutti.
Avanti mercoledì 10 giugno ore 19.30 al Teatro Cantiere Florida (via Pisana 111R) con “Poemi Focomelici. Sudicerie poetiche 1980-2024”: singolare autobiografia in versi di Daniele Timpano, fondatore insieme a Elvira Frosini dell’applaudita compagnia teatrale Frosini/Timpano, nata dall’omonima raccolta poetica pubblicata nel 2025 da CuePress. Quel che resta del mezzo secolo di vita del suo autore e di oltre quarant’anni di scrittura compulsiva. Dalle prime raccolte autoprodotte, circolate in dattiloscritti carbonari diffusi in fotocopia tra il 1996 ed il 1998, passando per l’infinita massa di frammenti poetici, teatrali e letterari, compiuti e incompiuti, fino alla rabbia politica implosa del presente e all’evocazione di una morte se non vicina ormai non più così lontana. Sono “poemi” (ancorché “focomelici”), ritmi che tentano di farsi metrica. Un ritmo che è quello di un pensiero ostinato in ricorsivi rovelli; un flusso di fiato che agita il corpo nel momento del dire; una musica acefala che pare aver trovato la sua giusta misura, forse, soltanto nelle riscritture e riletture maniacali e infinite.
Giovedì 18 giugno alle 19.30 ci si sposta nel chiostro di Villa Vogel (via A. Canova 72) per il debutto di “Cuna”, performance immersiva tra danza e musica live pensata e interpretata da Giuseppe Comuniello, socio fondatore di Al. Di. Qua Artists, collettivo italiano di artiste e artisti con e senza disabilità, accompagnato dall’arpista Marilia Caso. “Cuna” è una parola arcaica che significa “culla”. Dal buio prende forma un universo di sensazioni: la danza dondola, emerge come un gesto innato, un respiro che fluisce lento, che abbraccia e avvolge. Lo spettatore è invitato ad entrare in una dimensione onirica: gesti e movimenti lasciano emergere un immaginario effimero. Si può scegliere la prossimità o la distanza, il proprio modo di essere coinvolti. La danza, il suono dell’arpa, la luce soffusa, il tempo sospeso: tutto si dispone come un paesaggio accogliente. Un’esperienza sensoriale a cui è lecito abbandonarsi, dove lo spazio pubblico si fa rifugio, pausa, fiducia. Un ritorno di Comuniello, autore e danzatore cieco, a quando il mondo era un’onda di suoni e vibrazioni.
Venerdì 19 giugno spazio alla danza inclusiva con una nuova tappa del percorso “Iniziali. 0∞ (zero infinito)”, che la danzatrice, coreografa e psicologa Marta Bellu conduce dal 2015 con artiste e artisti con Sindrome di Down. Appuntamento alle 18 presso MAD Murate Art District (piazza delle Murate) con un progetto che si propone di approfondire il linguaggio attraverso i processi di un corpo che vuole prendere la parola, creando un luogo di incontro e di pratica, agendo all’interno della complessità e della differenza come potenzialità espressiva ed estetica. “Iniziali” è un complesso di informazioni, di energia e di trasformazioni realizzate in un corpo fisico e mosse da un input – in questo caso parole e suoni, “inizi” scaturiti da libere associazioni. Ogni inizio e legato a un iniziale che lo inventa, lo incorpora, lo metabolizza e lo restituisce in qualche forma non predeterminata.
Martedì 23 giugno alle 19.30 si torna al Cantiere Florida per un incontro con la coreografa, regista e ricercatrice neurodivergente Sivan Rubinstein, riconosciuta internazionalmente per la creazione di opere audaci e altamente visive che esplorano le intersezioni tra arte, filosofia e mutamenti sociali, accompagnata dalla compositrice Maria Chiara Argirò. L’appuntamento arriva al termine di un periodo di residenza di Rubinstein al Florida nell’ambito del programma Open Dialogo, promosso da Ministero della Cultura, British Council e Stopgap Company/UK, durante cui accompagnerà un gruppo di danzatori e danzatrici di Versiliadanza nello sviluppo di un lavoro artistico in forma di sharing, basato sul metodo “Beat Space Beat”, da lei stessa creato per artiste e artisti non neurotipici. Durante la serata andrà in scena “Novo”, estratto di una performance dell’autrice interpretato da Masako Matsushita, insieme a interventi dei partecipanti alla residenza per culminare in una conversazione col pubblico per riflettere su processi artistici e accessibilità, coinvolgendolo nelle scoperte fatte durante la residenza.
Conclusione venerdì 10 luglio ore 19.30 al Museo Stefano Bardini con la restituzione pubblica di ImpACT, percorso gratuito e inclusivo di alta formazione per danzatori e danzatrici con e senza disabilità realizzato da Versiliadanza in partenariato con Con.Cor.D.A. (Consorzio Coreografi Danza d’Autore) grazie al Fondo Sociale Europeo+ della Regione Toscana, nell’ambito del progetto Giovanisì in collaborazione una cordata di realtà tra Firenze, Prato e Pisa (MAD-Murate Art District, Museo Stefano Bardini, Spazio Ipotetico, Borgo TuttoèVita, Teatro del Montevaso, Teatro Francesco di Bartolo di Buti e Teatro Comunale di Fauglia). L’obiettivo: valorizzare i corpi con disabilità come portatori di linguaggi propri, innovativi e potenti, riconoscendoli come risorsa per la creazione artistica, favorendo un cambiamento nel panorama della formazione artistica in Italia con particolare riferimento alla danza contemporanea.
Ingresso: gratuito con prenotazione consigliata a info@versiliadanza.it / 3288003340
Info: www.versiliadanza.it