Venerdì 30 gennaio a La Città del Teatro di Cascina (PI) e sabato 31 gennaio al Teatro Persio Flacco di Volterra (PI) il dolore di una madre diventa voce, corpo e teatro con Stabat Mater di Antonio Tarantino, con la regia del premio Oscar Luca Guadagnino e l’interpretazione di Fabrizia Sacchi e Emma Fasano.
Lo spettacolo
Una donna sola, una madre davanti all’irreparabile, una voce che non chiede perdono e non cerca consolazione. Stabat Mater è un grido che attraversa il tempo e arriva dritto al presente, una litania feroce e struggente che trasforma il dolore privato in esperienza collettiva.
Il testo di Antonio Tarantino, ispirato all’antica preghiera medievale, diventa qui un potente affondo laico sulla maternità e sulla perdita. Maria non è una figura sacra ma Maria Croce, emigrante del Sud a Torino, che riversa sul mondo la sua disperazione con grazia, sarcasmo e rabbia, parlando nel suo dialetto napoletano. Nulla viene risparmiato in questo flusso verbale insieme comico e agghiacciante, dove ogni parola è corpo, ferita, resistenza.
La produzione
L’adattamento in napoletano di Stella Savino e Fabrizia Sacchi esalta una scrittura compatta e musicale, fatta di ripetizioni ossessive, malapropismi e improvvise illuminazioni poetiche. Lo spettacolo nasce su misura per l’attrice protagonista, sostenuta da una scena essenziale – una sedia, una scala, un vecchio telefono SIP – e dalla presenza di un servo di scena che accompagna Maria in un viaggio fisico ed emotivo senza appigli.
La regia del Premio Oscar Luca Guadagnino, affiancato da Stella Savino, imprime allo spettacolo uno sguardo rigoroso e profondamente umano. Regista, sceneggiatore e produttore tra i più apprezzati del cinema contemporaneo, Guadagnino porta in teatro la sua capacità di indagare identità, desiderio e relazioni, affidandosi qui alla forza nuda della parola e del corpo attorale.
Prodotto da Argot, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Fondazione Sipario Toscana, Stabat Mater è un’esperienza teatrale intensa, che costringe lo spettatore a restare, ad ascoltare, a condividere il peso di una maternità ferita che non conosce redenzione.
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Info lacittadelteatro.it