Sandro Rogari

Nazione e Stato

€ 10,00

Casa Editrice: Edizioni Polistampa

Anno: 2012

N. Pagine: 104

Formato: 17x24

L'Italia di Ricasoli e di De Gasperi. Atti della giornata di studi. Camera dei Deputati, Sala della Lupa. Roma, 8 giugno 2010. Il volume raccoglie le relazioni presentate nella giornata di studi che si è tenuta alla Camera dei Deputati l’8 giugno 2010 (contributi di Sandro Rogari, Gianfranco Fini, Cosimo Ceccuti, Pier Luigi Ballini, Giuseppe Talamo, Lorenzo Ornaghi, Angelo Varni, Giuseppe Galasso, Simona Colarizi). “Per De Gasperi – sottolinea Sandro Rogari nella relazione introduttiva – su due versanti gli obiettivi della politica dovevano confrontarsi con la nuova coscienza degli Europei maturata nella tragedia della guerra: la giustizia sociale come strumento di costruzione di una democrazia sostanziale e la pace futura possibile solo grazie all’unità dell’Europa che a sua volta era la vera garanzia della stabilizzazione democratica in Italia e in altri paesi del vecchio continente. Sul primo versante, egli si richiamava ai principi del solidarismo cattolico e al modello di stato sociale che veniva elaborando l’economista liberale tedesco Wilhelm Röpke. Nel secondo, vedeva l’unico percorso atto a garantire l’eliminazione del ‘pericolo della guerra di rivincita e di rappresaglia. Contro la solidarietà della libera Europa verrà ad infrangersi la propaganda dell’odio ideologico e rinascerà nei popoli la certezza della pace e dell’avvenire democratico’. Quasi cento anni prima, il 1° febbraio 1860, rivolgendosi a Massimo D’Azeglio, Ricasoli scriveva che la ‘causa italiana è la causa dell’Umanità e mercé il senno perseverante d’Italia si vince la più nobile e bella battaglia politico-morale tra la violenza e il diritto garantendo così la pace vera del mondo’. Quanto Ricasoli concepiva in chiave nazionale, rispecchiando lo spirito romantico del suo tempo che vedeva nella realizzazione dell’idea di nazione la condizione per il riconoscimento del diritto dei popoli e quindi la pace, De Gasperi proiettava nella dimensione europea. Ma il presupposto era comune: la realizzazione della giustizia internazionale espressa dalla tutela del diritto dei popoli come condizione per la costruzione di un paese libero e della sua stabilizzazione democratica”.
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