Come si raccontava il Palio, prima dell'alluvione di commenti, interpretazioni e moviole varie? Per decenni il racconto era affidato a una cronaca di giornale, a una fotografia, alla voce, più o meno concitata, di un radiocronista o, con la televisione e, soprattutto, con le televisioni private, di uno speaker a volte contradaiolo. Quella cultura e quei personaggi saranno rievocati in una serie di serate all'Orto de' Pecci (come di regola: accompagnate da cene a tema al ristorante della cooperativa) a partire dal prossimo 18 febbraio.
Il programma - I primi tre appuntamenti saranno dedicati a Silvio Gigli, prototipo de le voci del Palio: cronista, scrittore, presentatore, regista e soprattutto grande contradaiolo della Tartuca. La sua figura sarà ricostruita da Luca Luchini la sera del 18 febbraio. Poi sarà la volta di Virgilio Grassi (storico del Palio e cronista di esso per il "Telegrafo", nato nella contrada del Leocorno) del quale, peraltro, ricorre quest'anno il 150° della nascita, che sarà illustrato da Giuliano Catoni il 18 marzo. Conclude questo primo ciclo il ricordo di un altro indimenticabile senese: Bruno Tanganelli, in arte Tambus, giraffino d.o.c., telecronista, disegnatore, inventore del "Vernacolo clebbe", la cui figura sarà rievocata da Duccio Balestracci nella serata dell'8 aprile.
Info - Per informazioni e prenotazioni www.ortodepecci.it.
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