C’è una Firenze che non si mostra nelle vetrine del turismo veloce, ma sopravvive dietro porte socchiuse, tra l’odore del legno, dei metalli cesellati, delle carte pregiate e degli strumenti antichi. È la Firenze delle botteghe artigiane, cuore silenzioso e operoso della città, raccontata da Guido Cozzi nel volume “Botteghe. Una storia fiorentina. A Florentine History”, libro fotografico bilingue (italiano-inglese), co-edito da SIME Books e Tethys Gallery, che raccoglie immagini e memorie delle botteghe storiche, alcune ancora aperte, altre chiuse di recente, lasciando tracce indelebili nella memoria della città.
Il libro sarà presentato venerdì 13 marzo alle 18.30 alla Libreria Giunti Odeon. Guido Cozzi ne parlerà con Livia Frescobaldi, presidente dell’Istituto de’ Bardi, che da quasi due secoli sostiene e promuove l’artigianato artistico fiorentino.
Lo scorso anno l’Istituto ha ospitato la mostra Botteghe Fiorentine, che esponeva alcune delle fotografie di Cozzi dedicate a restauratori, doratori, falegnami, orafi, rilegatori, fabbri e decoratori: mestieri che hanno plasmato l’identità della città e che oggi continuano a resistere alle trasformazioni economiche e alle nuove sfide. Dal successo di quell’esposizione è nato il progetto del libro.
A moderare l’incontro sarà Chiara Dino, giornalista del Corriere Fiorentino.
Nel volume, Cozzi adotta uno sguardo insieme documentaristico e poetico: gli spazi delle botteghe sono inquadrati frontalmente, spesso privi di figure umane, lasciando che siano oggetti, arredi e strumenti a raccontare un “tempo sospeso”. Ne emerge una narrazione per immagini che diventa memoria collettiva e invito alla consapevolezza: perdere queste botteghe significherebbe perdere una parte essenziale dell’anima di Firenze.
Guido Cozzi è nato a Firenze nel 1962. Fotografo specializzato in reportage geografici, etnografici e turistici, nel 1991 ha fondato con Stefano Amantini e Massimo Borchi l’agenzia Atlantide Phototravel, dedicata al reportage di viaggio. Alterna collaborazioni con grandi archivi fotografici internazionali a ricerche personali sul territorio, sperimentando linguaggi visivi diversi a seconda dei temi affrontati. Con Botteghe prosegue la sua indagine su Firenze e sulle sue identità più profonde, restituendo attraverso la fotografia uno sguardo insieme documentario e civile.
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