Home » Come lavora il genio, Dino Campana dietro le quinte. Raccolte in un volume nuove testimonianze

Come lavora il genio, Dino Campana dietro le quinte. Raccolte in un volume nuove testimonianze

Firenze

30/07/2026

103 La biblioteca di Franco Matacotta. Archivio Matacotta

Perché Ardengo Soffici non restituì a Dino Campana il manoscritto del Più lungo giorno? Perché il poeta aveva scelto proprio quel titolo? Sono alcune delle domande alle quali risponde la nuova edizione di "Come lavora il genio. Il Villon ritrovato e altre scoperte nel 140° anniversario della nascita di Dino Campana", a cura di Leonardo Chiari e Walter Scarpi, Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” Marradi, in uscita per l’editore Tempo al libro. 

Il volume nasce dagli sviluppi della scoperta annunciata dal Centro Studi Campaniani l'11 maggio 2025: il ritrovamento dell'esemplare personale delle Opere di François Villon, leggendario poeta maudit vissuto in Francia nel tardo medioevo, appartenuto a Dino Campana, un’edizione parigina del 1910, sul quale il poeta annotò versi, varianti e appunti autografi rimasti finora sconosciuti. Il libro, di cui era nota l'esistenza grazie alle testimonianze di Franco Matacotta ma che sembrava ormai irreperibile, è stato individuato da Leonardo Chiari, ricercatore e vicepresidente del Centro, e costituisce oggi uno dei documenti più importanti per ricostruire il laboratorio creativo del poeta.

La mostra "Come lavora il genio", allestita a Marradi fra settembre e dicembre 2025, ha presentato al pubblico il Villon ritrovato insieme a numerosi libri appartenuti o letti da Campana. La nuova pubblicazione permette di fare il punto delle ricerche che il Centro Studi ha stimolato negli ultimi due anni: raccoglie il catalogo della mostra e amplia significativamente, nella seconda sezione, il quadro delle ricerche più recenti con quattordici saggi inediti relativi alle ultime scoperte.

“Alcune – dice Walter Scarpi – promettono di rivoluzionare paradigmi consolidati” e racconta: “È il caso per esempio della leggenda del manoscritto perduto, del quale si occupa l’articolo La fine di un mistero del ricercatore Giovanni Cavagnini. La leggenda del manoscritto perduto deve essere superata dalla storia del manoscritto recluso, celato, trattenuto, trascurato. La biografia di Campana dovrà essere aggiornata, le antologie scolastiche corrette e integrate da almeno una riga: Soffici evitò di restituire a Campana il manoscritto che definiva perduto nonostante lo avesse già ritrovato prima del 1927 e lo abbia tenuto fino alla morte nel suo studio”.

È noto che nel dicembre 1913 Campana consegnò a Papini e Soffici il prezioso manoscritto in copia unica, che raccoglieva le sue fatiche letterarie, sperando che i due intellettuali lo aiutassero a pubblicarlo. Avendo ricevuto una proposta non soddisfacente (la pubblicazione di estratti sulla rivista Lacerba) chiese la restituzione del manoscritto, che non vide mai più. Inutili le sue ossessive lettere degli anni successivi, inutile la minaccia: “verrò a Firenze con un buon coltello e mi farò giustizia dovunque vi troverò”. Soffici ha dichiarato nei suoi scritti di aver purtroppo perso di vista il manoscritto durante un trasloco. Il manoscritto venne pubblicato col titolo originale Il più lungo giorno solo nel 1973, anni dopo la morte di Soffici.

LE SCOPERTE

Durante le ricerche centrate sul mito e la fortuna di Campana, argomento del suo libro "L’ombra del matto. Mito e memoria di Dino Campana" (1932-2025), appena pubblicato da Pacini, si è imbattuto nella testimonianza di un’opera che in Italia sembra ignorata dalla bibliografia campaniana. Si tratta dell’antologia Italian Authors of Today di Peter Michael Riccio, studioso della Columbia University di New York, edita a New York nel 1938. Alle pagine 139-146, Riccio dedica un capitolo a Dino Campana.

Ecco alcuni passaggi nei quali riporta, con varie incomprensioni e una certa ingenuità, il contenuto delle conversazioni avute con Soffici.
The recent death of Dino Campana in the insane asylum of Castel Pucci closes one of the most romantic chapters in the history of contemporary Italian letters.
[...]
One day at Soffici’s home at Poggio a Caiano we were rummaging among the bookshelves when we came across the original manuscript of Canti Orfici. Looking over the pages of the quaint manuscript we began reading the beautiful fragmentary compositions in prose and poetry. As we were noticing a quotation from Nietzsche on one page and another from Soffici on art, Soffici himself entered the room. Glancing at the manuscript we were reading and apparently aware that we were engrossed in it, Soffici drew a chair near the fireplace and nodded for us to sit down. From the strange tale that Soffici told us and from bits of information obtained in conversation with others who knew Campana we gathered the following data.
[...]
When we last were in Florence we drove by Castel Pucci with Carlo Carrà and Ardengo Soffici. Carrà expressed desire to pay a visit to Campana but Soffici thought the visit might evoke tragic memories. So they decided not to go. Shortly thereafter we learned of Campana’s death.

Riccio sta rovistando con altri amici e studiosi fra gli scaffali dello studio di Soffici quando si imbatte nel manoscritto Il più lungo giorno: le due citazioni – quella di Nietzsche e di Soffici – mancano infatti dai Canti Orfici e sono presenti solo sul manoscritto. Colpisce l’assenza di sorpresa di Soffici. “Dall’incrocio dei carteggi fra Prezzolini, Papini e Soffici – dichiara Walter Scarpi – si può già desumere che la frequentazione con Riccio avvenne nel 1927 e nel 1933 (Campana muore nel 1932)”. Riccio scrive di essersi trovato in auto con Carrà e Soffici nei dintorni del manicomio dove Campana era recluso, ancora in piena salute. Carrà propone di andare a fare visita al poeta, Soffici declina.

“In altre parole, il ritrovamento del mitico manoscritto – scrive Walter Scarpi nell’introduzione al volume – risalirebbe non al 1971 (quando Mario Luzi ne diede comunicazione “ufficiale” su «Il Corriere della sera») né al 1965 (come sostenuto da Luigi Cavallo nel 2002) ma addirittura al 1927, quando Campana era ancora in vita”. Il capitolo che Riccio dedica a Campana, basato sui dati forniti da Soffici, “è esemplare nel documentare involontariamente l’indifferenza e la cattiva disposizione di Soffici verso il poeta marradese del quale viene sottolineata la follia, la miseria, la pericolosità, lo spirito definito “romagnolo” con malcelato disprezzo fiorentino. L’articolo è un repertorio gustosissimo di espressioni, aneddoti sconosciuti, notizie verosimili, giudizi sommari e intuizioni dozzinali che mescolano verità, dicerie fantasiose, leggenda”.

Page Pirandello! Here is a real subject for the study of multiple personalities. [...]
He could be as docile as he was violent in temper. At times he was a veritable mad-man. Late in life, when he became obsessed with the idea that he was being continuously persecuted, he reminds us of a Tasso in modern dress.[...]
The townspeople of Marradi spoke of him as the “figlio strambo del signor direttore delle scuole”. [...]
Like Shelley, Campana’s alchemistic dreams and experiments soon threw his room and his roommates into a turmoil of activity. He tried to perform the most unusual of experiments
and attempted to preach the most unorthodox of ideas, with the same ultimate result – expulsion from the university.[…]

“A questo punto le responsabilità di Soffici si ingigantiscono: come sarebbero cambiate le cose, quali effetti benefici avrebbe avuto sulle condizioni psichiche di Campana la restituzione del manoscritto perduto, il libro che il poeta aveva definito “l’unica giustificazione della mia esistenza”? – scrive ancore Walter Scarpi, che dichiara: “Quel manoscritto era diventato un mito e un’ossessione per lo stesso Campana, convinto che le sue facoltà poetiche lo stessero abbandonando. Possiamo credere che recuperando il manoscritto avrebbe ritrovato sé stesso”.

IL VOLUME

Il volume ospita inoltre contributi di alcuni fra i maggiori studiosi del poeta. Gianni Turchetta ripercorre quarant'anni di studi campaniani, a partire dalle ricerche giovanili fino all'edizione del Meridiano Mondadori dedicato a Campana nel 2024. Leonardo Chiari ricostruisce l'indagine che ha portato al ritrovamento del Villon e presenta per la prima volta gli autografi conservati nel volume, offrendo nuovi elementi per comprendere la formazione culturale e le fonti poetiche dell'autore.

Ampio spazio è dedicato anche a Franco Matacotta, di cui viene pubblicata l'inedita tesi di laurea dedicata a Campana, realizzata pochi anni dopo la morte del poeta e ricca di testimonianze raccolte direttamente da Sibilla Aleramo. Cino Matacotta racconta invece la storia della biblioteca di famiglia nella quale il Villon è stato conservato per decenni, mentre Stefano Fumagalli ricostruisce il profilo intellettuale di Franco Matacotta.

Fra gli altri contributi figurano le ricerche di Stefano Drei sull'origine del titolo Il più lungo giorno e sulla presenza del linguaggio cinematografico nei Canti Orfici; gli studi di Walter Scarpi sulla casa natale della famiglia Campana, recentemente divenuta patrimonio pubblico; le testimonianze raccolte da Luigi Weber; i contributi di Alberto Petrucciani sul ricovero nel manicomio di Imola e di Filippo Milani sugli anni bolognesi del poeta.

Chiude il volume una sezione documentaria che raccoglie gli scritti pubblicati da Campana dopo i Canti Orfici e prima dell'internamento, molti dei quali trovano oggi un importante riscontro nelle annotazioni conservate sul Villon ritrovato, insieme a una scelta di testi del poeta francese François Villon. Dopo cento anni dalla pubblicazione dei Canti Orfici, nel 1914, e dal 140° anniversario della nascita di Dino Campana (1885-1932), Come lavora il genio restituisce un quadro aggiornato delle ricerche più recenti, mettendo a disposizione degli studiosi e dei lettori nuovi documenti e nuove interpretazioni di uno dei maggiori poeti del Novecento italiano.

www.vieusseux.it

ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI TOSCANALIBRI

Per continuare a rimanere aggiornato sui principali avvenimenti, presentazioni, anteprime librarie iscriviti al nostro canale e invita anche i tuoi amici a farlo!

Libri collegati

Autori collegati

Condividi su: