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Contro tutte le guerre. Talk con Marco Revelli apre la terza giornata del Premio Pieve

Sabato 19 settembre dalle 10

Pieve Santo Stefano

18/09/2026

A 80 anni dalla Repubblica_foto Luigi Burroni

Contro tutte le guerre apre la terza giornata del Premio Pieve sabato 19 settembre alle 10. Coordinato da Emanuela Lucchetti, l'incontro mette in relazione l'epistolario di Vittorio Binotto e Bernardina Casarin Mora mia, amore lontano. Lettere di due giovani sposi travolti dalla guerra (1937-1943), edito da Terre di mezzo e vincitore ex aequo del Premio 2025, a un libro importante come Mai tardi. Diario di un Alpino in Russia (Einaudi, 2020) di Nuto Revelli. Al termine, la donazione della copia digitale dell'autografo di Revelli all'Archivio Diaristico. Intervengono Filippo Binotto, Giorgio Nisini, Sara Ragusa, Marco Revelli e Giulia Serale.

IL PROGRAMMA

Alle 11.30 Gaia Colombo, Paola Girani, Soheila Javaheri, Alba Marina Ospina Dominguez, Mihaela Šuman, Alessandro Triulzi introducono, con le autrici e gli autori, Dov'è la mia pace (Terre di mezzo, 2026) raccolta delle storie vincitrici del 10° concorso DiMMi, e La vita non è una bella passeggiata di Abdulkader Rufai, primo ebook della collana digitale DIMMI di Storie migranti.

Alle 15 Doppio sguardo. Il mondo di Spartaco Scarpellini filmato tra l'Italia e l'America, un diario filmato in 8 mm che dialoga idealmente con le numerose testimonianze custodite dall'Archivio Diaristico. La proiezione è introdotta da Ilaria Ferretti, Paolo Masini e Paolo Simoni. 

A 80 anni dalla nascita della Repubblica in programma alle 16, è un incontro centrale in questa edizione del Premio, con Camillo Brezzi a guidare una riflessione sul ruolo di ciascun cittadino nella costruzione della vita pubblica, assieme a Marco Damilano, Patrizia Gabrielli e Umberto Gentiloni Silveri 

A seguire, Guido Barbieri, Eva Caianiello, Marco Motta presentano Dovunque la fisica fosse Fisica. Lettere 1948-1951 (Il Mulino, 2026) di Eduardo Renato Caianiello e Carla Persico, secondo vincitore ex aequo del 2025. L'epistolario ha la lingua elegante di due laureati napoletani.

Lui, giovane fisico, nel 1948 vince una borsa di studio di tre mesi al Mit di Boston. Parte da solo per gli Stati Uniti dove incontra il professor Robert Marshak, già collaboratore di Oppenheimer, che lo invita a rimanere per conseguire un PhD in fisica nucleare all'Università di Rochester, New York. Lei resta a Napoli con la piccola figlia a preparare l'appartamento in cui vorrebbe vivere. Nelle schermaglie in cui ognuno dei due cerca di convincere l'altro a raggiungerlo, sostenute da una profonda passione amorosa e dalla consapevolezza di lui di avere un grande destino da intellettuale nella fisica teorica, leggiamo la vivacità e l'apertura della vita accademica e culturale americana di allora.

Infine La Fata, la figura misteriosa de Le avventure di Pinocchio, che accompagna il burattino tra cadute e scoperte, arriva sul palcoscenico del Premio grazie a Lella Costa, grande attrice, scrittrice e drammaturga, che nella giornata di domenica riceverà inoltre ilPremio Città del diario.

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