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Edward Hopper, oltre la mostra. A Palazzo Blu cinque incontri tra storia, arte, cinema, letteratura e architettura

Dal 5 novembre 2026 all’11 febbraio 2027

Pisa

23/10/2026

Edward Hopper Cape Cod Sunset_Tramonto a Cape Cod, 1934

Aperta fino al 7 marzo 2027, la mostra “Edward Hopper: New York e oltre” ripercorre la carriera dell’artista americano attraverso i luoghi che ne hanno segnato la formazione e l’immaginario. Parigi, New York e il New England. Organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York in collaborazione con Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa, l’esposizione è curata da Barbara Haskell, curatrice presso il Whitney Museum of American Art, insieme a Caroline Webb, assistente curatrice del Museo.

Il percorso riunisce oltre 150 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e acqueforti di Hopper e di alcuni dei suoi più significativi contemporanei, provenienti dalle collezioni del Whitney, insieme a una selezione di materiali d’archivio legati alla vita e alla carriera dell’artista.

GLI INCONTRI

Ad accompagnare il percorso espositivo arriva un ciclo di cinque incontri che, dal 5 novembre 2026 all’11 febbraio 2027, propone uno sguardo sull’artista e sul suo tempo da prospettive diverse. Storia, cultura dei consumi, pittura, cinema, letteratura e architettura sono le chiavi di lettura del Public Program, che invita a esplorare ciò che si muove dietro le immagini di Hopper: le trasformazioni della società americana, le tensioni della modernità, il rapporto tra gli spazi e le persone, il silenzio e l’inquietudine della vita quotidiana.

Il Public Program arricchisce il percorso di “Edward Hopper: New York e oltre” con occasioni di approfondimento che mettono in dialogo arte, storia e cultura, ampliando lo sguardo sull’opera dell’artista e sul contesto americano del Novecento. In linea con il progetto espositivo promosso da Palazzo Blu insieme al Whitney Museum of American Art e a MondoMostre, il ciclo di incontri contribuisce a valorizzare la mostra come occasione di conoscenza e confronto culturale per la città e il suo pubblico.

Tutti gli incontri si terranno alle ore 17 nell’Auditorium di Palazzo Blu. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

IL PROGRAMMA DI NOVEMBRE

Il ciclo si apre il 5 novembre con un doppio intervento dedicato al contesto storico e sociale degli Stati Uniti. Arnaldo Testi, già docente di Storia degli Stati Uniti all’Università di Pisa, affronta il tema L’individualismo conservatore ai tempi del New Deal (e di Edward Hopper). Al centro dell’incontro, le convinzioni politiche dell’artista, riservato ma fiero oppositore di Roosevelt, e la persistenza di una cultura individualista e antistatalista negli anni delle riforme del governo federale.

Nello stesso appuntamento, Giulia Crisanti, storica e docente all’American University of Rome e all’Università di Pisa, interviene su “Immaginari e consumi della democrazia statunitense all’alba del secolo americano”. Dall’esperienza di Hopper come illustratore commerciale e pubblicitario ai cinema, alle stazioni di servizio e alle vetrine che popolano i suoi dipinti, l’intervento indaga la nascita della moderna società dei consumi e le ambivalenze che ne accompagnano l’affermazione.

Il 19 novembre sarà la volta dello storico dell’arte Stefano Zuffi, con Hopper. Luci e solitudine della scena americana. Dalla formazione parigina agli scenari dell’America del Novecento, l’incontro ripercorre la costruzione di un linguaggio originale, capace di cogliere nelle architetture, nei paesaggi e nei gesti quotidiani la poesia del silenzio, le distanze tra le persone e le piccole speranze delle loro esistenze. Un percorso nel quale trova spazio anche la presenza della moglie Jo, compagna di vita e figura centrale nell’attività dell’artista.

IL PROGRAMMA DI DICEMBRE

Il rapporto tra pittura e cinema sarà protagonista il 17 dicembre, quando il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa presenterà Le finestre illuminate. Le immagini di Hopper evocano fotogrammi di storie delle quali lo spettatore può immaginare un prima e un dopo; allo stesso tempo, le sue composizioni, le luci e le atmosfere hanno ispirato generazioni di registi. L’incontro esplora questo scambio creativo, nel quale la finestra dipinta e lo schermo cinematografico diventano luoghi di osservazione delle vite altrui.

IL PROGRAMMA DEL 2027

Il programma prosegue il 14 gennaio 2027 con Cristina Iuli, professoressa di Letteratura americana all’Università del Piemonte Orientale, e l’incontro Ciò che la luce non dice. Il perturbante nell’America di Hopper. I dipinti dell’artista saranno messi in dialogo con le pagine di Sherwood Anderson, Ernest Hemingway, Cornell Woolrich, Shirley Jackson e Wallace Stevens. Stanze illuminate, strade deserte e figure solitarie diventano il punto di partenza per riconoscere una sensibilità condivisa, nella quale la quotidianità lascia affiorare inquietudini e ciò che resta inespresso acquista un peso decisivo.

A chiudere il ciclo, l’11 febbraio 2027, sarà Lina Malfona, professoressa associata di Composizione architettonica e urbana all’Università di Pisa, con When the sun slices through the crystal air’. Le case di Hopper. Attraverso le abitazioni e le vite che si intravedono al loro interno, l’intervento approfondisce il rapporto tra spazio domestico e mondo esterno, tra luce e silenzio, consuetudine e inquietudine: elementi che fanno delle case di Hopper luoghi capaci di raccontare, anche quando sono abitati, una profonda solitudine.

Per info palazzoblu.it e hopperpisa.it

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