Dal 21 al 24 luglio, a Rio nell’Elba, torna l’Elba Book Festival dedicato all’editoria indipendente e alla salvaguardia della bibliodiversità, e il borgo elbano torna a essere un porto di approdo e di avvio per le idee. La dodicesima edizione della kermesse, insieme alle altre manifestazioni letterarie della Rete Pym, ha scelto come tema “naviganti”, trasformando una parola oramai remota in un’efficace chiave di lettura del presente. “Navigare” significa attraversare il mare, ma anche le lingue, la memoria e i conflitti del nostro tempo, ricontestualizzandoli nei gesti quotidiani.
“Esistono viaggi che non seguono le mappe, ma il ritmo inquieto del desiderio – dichiara il direttore artistico Marco Belli – I naviganti sono coloro che accettano l'incertezza come condizione necessaria dell'incontro. Ogni rotta è una storia, ogni porto una possibilità di trasformazione. Le isole, come l’Elba, custodiscono memorie, partenze e ritorni, diventando luoghi di ascolto e di relazione. Anche i libri sono imbarcazioni: trasportano voci, idee e visioni da una riva all'altra del tempo. Leggere significa salpare verso ciò che ancora non conosciamo di noi stessi e degli altri. Il Mediterraneo diventa allora una biblioteca liquida, aperta alle correnti della cultura e dell'immaginazione. Essere naviganti oggi significa attraversare confini senza smettere di cercare umanità”.
È questa la traiettoria che unisce tavole rotonde, mostre, performance e laboratori per i più piccoli, i cosiddetti “Elbakids” curati da Maria Lodi, animando un percorso di scorci e di incontri in cui il libro diventa una bussola per non perdersi tra i luoghi comuni e il dialogo uno strumento per orientarsi nella complessità.
Al contempo, piazza del Popolo continuerà ad affollarsi grazie agli stand degli editori, che dal 2015 sono stati oltre un centinaio ad alternarsi nel centro di Rio; basti pensare a Marcos Y Marcos, Nottetempo, Mimesis, L’orma, Graphe.it, NN, Quodlibet, Edicola Ediciones, Codice sino a Edt che nelle pubblicazioni Lonely Planet volte alla Toscana ha sempre riservato uno spazio di rilievo a Elba Book e al suo carattere ferroso, tenace. D’altronde, la manifestazione accoglie in media tremila visitatori a edizione, tra turisti incuriositi, lettori forti e famiglie in loco.
“Sin dalla sua nascita – aggiunge il presidente EBF Andrea Lunghi – l'Elba Book Festival è stato pensato per il territorio e con il territorio. La scelta di Rio nell'Elba non è mai stata casuale: volevamo creare non un semplice evento culturale, ma un appuntamento annuale capace di generare partecipazione, stimolare il confronto e contribuire alla crescita della comunità. Fin dalla prima edizione abbiamo capito che il Festival stava diventando qualcosa di importante per tutta l'isola. Rimangono emblematiche le parole di un editore che ci disse: Avete riportato la cultura e i libri sotto la benedizione del suono delle campane del centro storico.
Così come quelle di Sigfrido Ranucci, ospite del Festival in due edizioni, che definì coraggiosa la scelta di organizzare una manifestazione dedicata ai libri in un paese privo sia di una libreria sia di un'edicola. Ma il valore dell'Elba Book Festival non è soltanto culturale. In un'area come il versante orientale dell'isola, dove la stagione turistica parte tradizionalmente con maggiore lentezza rispetto ad altre zone dell'Elba, il Festival rappresenta un motore concreto di sviluppo. Durante i giorni della manifestazione, le attività economiche di Rio nell'Elba registrano un'affluenza e un volume di lavoro paragonabili a quelli della settimana di Ferragosto”.
A inaugurare il festival, come da tradizione, sarà la cerimonia del premio in memoria di Lorenzo Claris Appiani, organizzato dalla famiglia del giovane avvocato scomparso nel 2015, grazie al coordinamento dell’Università per Stranieri di Siena. Accanto all’attualità, il riconoscimento intende riaffermare il valore della traduzione come forma di navigazione tra culture distanti.
L’undicesima edizione del Premio, rivolta quest’anno alla lingua greca, celebra ancora una volta il lavoro dei traduttori quali costruttori di ponti, poiché capaci di accompagnare parole e concetti da una riva all’altra senza sacrificare l’identità di chi scrive. I due vincitori ex aequo, Maurizio De Rosa per la traduzione del romanzo La grande chimera (Aiora Press) di M. Karagatis, e Elisabetta Garieri per quella di Deepfake (Baldini+Castoldi) di Makis Malafekas, dialogheranno con Ilide Carmignani.
Alle 21, sarà il Mediterraneo a emergere come protagonista reale quanto simbolico della manifestazione, essendo sia il frangente delle tragedie e delle speranze raccontate dagli operatori della ong Mediterranea Saving Humans, sia con il dibattito incentrato sulla rotta verso Gaza, alle 22, con Alessandro Mantovani, attivista della Global Sumud Flotilla, e il giornalista Stefano Lamorgese.
La dimensione del viaggio si intreccerà a quelle della giustizia internazionale, dell’ecologia e della responsabilità civile. Alle 18.30, lo scrittore e conduttore radiofonico Graziano Graziani converserà con la giurista Emanuela Fronza dell’Università Alma Mater di Bologna. Alle 21, il Premio Demetra, concepito con il Consorzio Comieco per testimoniare una visione della cultura come pratica concreta di cittadinanza, a cominciare dalle nuove generazioni per formare individui consapevoli e innestare un rapporto equilibrato con l’ambiente, annuncerà il vincitore della prima edizione interamente rivolta ai ragazzi.
A ricevere il riconoscimento sarà la graphic novel Il quarto spirito (Sabir) di Roberto Grassilli e Francesco Faccia, votato dagli studenti del liceo “Foresi” di Portoferraio. Alle 22, il poeta e performer Giorgiomaria Cornelio tornerà idealmente sulle contraddizioni e sui soprusi per mare con Francesca Piro e Simone Perotti, fondatori del Progetto Mediterranea.
Alle 18.30, Elba Book presenterà il laboratorio degli studenti del liceo “Foresi” a trecento anni dall’uscita de I viaggi di Gulliver di J. Swift. E saranno i ragazzi a confrontarsi con il lascito intellettuale del territorio, guidati da Francesca Bartocci, insieme alla partecipazione del sindaco di Rio Marco Corsini, Massimo Negri, Antonella Giuzio e della storica e scrittrice Isabella Zolfino.
Alle 21, in collaborazione con “L’Elba del Vicino”, il Collettivo EMAE metterà in scena “Nodo Madre”, uno spettacolo di danza che nasce dove il mare incontra la radice. I capelli diventano reti, le reti correnti, le correnti custodiscono memorie: quattro donne seguono il filo di un intreccio antico, annodano e sciolgono ciò che il tempo, il corpo e l’acqua hanno depositato. In questo paesaggio di gesti e rituali, ogni nodo è una soglia che trattiene, orienta, libera. Una navigazione tra terre visibili e sommerse, alla ricerca di ciò che ci lega alle nostre origini.
La funzione dell’uomo è vivere, non esistere, scriveva tranchant Jack London. È forse la definizione più autentica dei “naviganti”: donne e uomini che rifiutano l’immobilità e scelgono di misurarsi coi loro limiti, di solcare i confini ideologici, anche andando controcorrente. E alle 22, a centocinquant’anni dalla nascita dell’intellettuale statunitense, Elena Stancanelli si occuperà del vagabondo delle stelle per eccellenza.
Una scoperta nata in un piccolo archivio comunale dell’isola d’Elba ha contribuito a riscrivere un passaggio della tradizione manoscritta di Sant’Agostino e continua ancora oggi a rappresentare uno degli esempi più emblematici del valore storico e scientifico custodito negli archivi locali. Dalla periferia dell’impero al cuore dell’Europa, il Comune di Rio ha finalmente deciso di mettere in mostra permanente una riproduzione fedele del frammento di pergamena rivoluzionario.
Alle 18, ne tratteranno il giornalista Philipp Zahn, Lorenzo Valgimogli della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Toscana, Patrizia Garibaldi, conservatore responsabile del Museo di Archeologia Ligure e del Museo della Certosa (MuCe) a Genova, la restauratrice Nicoletta Marrone, la direttrice scientifica Gloria Peria e la responsabile Marina Segnini degli Archivi di Deposito isolani.
Alle 19, l’inaugurazione avverrà nel Duomo dei Santissimi Giacomo e Quirico Martiri, dove l’esemplare in questione sarà collocato all’interno di una teca. Alle 22, la dodicesima edizione di Elba Book si chiuderà con il concerto di Andrea Valeri, musicista attivo specialmente nella chitarra acustica fingerstyle con formazione anche classica, che ha ricevuto svariati riconoscimenti in ambito di concorsi e premi internazionali di settore, tra cui menzioni ai Global Music Awards.
Sabato 18, alle 18, le undici naturografie dell’artista Roberto Ghezzi emergeranno dalle acque dell'Arcipelago Toscano e appariranno negli storici lavatoi pubblici di Rio nell’Elba per la prima esposizione del progetto Anadyomene. Nascente dall'acqua. La mostra sarà a ingresso gratuito per tutto il periodo estivo - www.museiarcipelago.it
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