È fissata per martedì 13 ottobre, alle 17.30 all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze (via Orsanmichele 4), la conferenza dello storico dell'arte Luca Nannipieri dedicata alla fama e all'oblio della Guernica di Pablo Picasso, argomento sul quale ha appena pubblicato l'omonimo libro (La Guernica di Picasso. Ascesa e oblio di un classico, Castelvecchi editore) intorno al quale sta emergendo una vivace discussione.
Nel Salone delle adunanze della più antica accademia d'arte al mondo, dopo i saluti di Cristina Acidini, presidente dell'Accademia di Belle Arti del Disegno e moderata dal giornalista Marco Ferri, la conferenza di Nannipieri verterà sulla fama e sull'oblio della Guernica, divenuta oggi un'icona, ma destinata, secondo la riflessione dello storico dell'arte, a trascorrere secoli futuri di oscurità, come le altre pietre miliari dei popoli.
L'incontro è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili e mira a far conoscere e riflettere su un'opera simbolo del Novecento, divenuta l'icona-urlo contro tutte le guerre. Si tratta di un'opera potentemente attuale considerati gli scenari internazionali del presente: infatti Pablo Picasso la dipinse nel 1937, come presagio dell'ecatombe che sarebbe giunta a breve con la Seconda guerra mondiale.
1974, MoMA di New York. Un uomo si avvicina alla Guernica di Pablo Picasso e vi spruzza sopra una scritta rossa: Kill lies all, ovvero "Uccidi tutte le menzogne". Da quell'atto vandalico – clamoroso, sacrilego, politico – prende avvio questo libro sorprendente, che non è soltanto una storia della Guernica, ma una riflessione radicale sul destino delle opere d'arte e sul rapporto che gli esseri umani intrattengono con ciò che considerano sacro.
Perché si colpisce un capolavoro e non un oggetto qualsiasi? Perché alcune immagini attraversano i secoli mentre altre scompaiono? E cosa accade quando anche un classico ritenuto assoluto come la Guernica comincia lentamente a entrare nell'oblio? Attraversando filosofia dell'arte, antropologia del sacro e storia culturale, lo storico dell'arte Luca Nannipieri concepisce La Guernica di Picasso. Ascesa e oblio di un classico, un saggio originale, pubblicato da Castelvecchi, che interroga il potere simbolico delle immagini e l'impermanenza dei classici. Il libro si compone di 28 capitoli, più alcuni apparati, costituiti da tavole illustrative e grafici, oltre a un corposo repertorio iconografico.
La Guernica si trasforma così in un caso di studio per comprendere non solo il Novecento, ma il modo in cui le civiltà consacrano, venerano, consumano e infine dimenticano le proprie icone. Un libro che tratta di Picasso, ma soprattutto di noi, della nostra necessità di creare miti, di distruggerli e di continuare, ostinatamente, a cercare nelle immagini qualcosa che sopravviva al tempo, che tenda all'eternità.
Prendendo quindi le mosse dai vandali e dai contestatori che negli anni hanno oltraggiato il capolavoro picassiano contribuendone a imporre e a consolidare il mito, il saggio di Luca Nannipieri non si concentra sul passato della famosa opera d'arte, raccontato già molte volte e qui sintetizzato, bensì sul futuro.
Le vicende attorno a quest'opera iconica di Picasso sono infatti il terreno per comprovare come la Guernica e tutte le altre opere chiamate momentaneamente classiche, incontrino momenti di resistenza in cui vengono riconosciute come pietre miliari, di riferimento, di orientamento e di oltraggio, e altri momenti di penombra e di oblio, in cui vengono sostituite da altri manufatti giudicati più essenziali.
Questo ondivago percorso di luce, di ombra e poi ancora di luce e forse ancora di ombra, che viene indagato e studiato da Nannipieri, non dimostra tanto il relativismo di ogni opera umana, quanto l'essenzialità di ciascun vivente che, insieme agli altri, a prescindere da ceti sociali e da istruzione, diventa fondamentale per fissare o seppellire le pietre miliari del tempo.
Iniziata con Che cosa sono i classici (Skira, 2024), la ricerca di Nannipieri sull'antropologia dei classici prosegue con questo volume sulla Guernica di Picasso (2026) e poi con altri volumi che seguiranno: il primo sul Colosseo (2027), poi sui quadri universitari viennesi di Klimt bruciati dai nazisti (2027) e altri a seguire.
Luca Nannipieri, storico dell'arte, insegna all'Accademia di Belle Arti de L'Aquila. Tra i suoi libri, alcuni tradotti anche in Francia, Che cosa sono i classici (Skira, 2024), Candore immortale. Antonio Canova (Rizzoli, 2022, terza edizione 2023), A cosa serve la storia dell'arte (Skira, 2020). Il suo volume À quoi sert l'histoire de l'art è pubblicato in Francia, nella collana di libri di Péquignot, professore emerito della Sorbonne di Parigi. Ha curato rubriche sul patrimonio artistico su RaiUno e Canale5/Mediaset. Ha tenuto e tiene conferenze nei maggiori musei italiani.
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