Le feste, i giochi e le rievocazioni, oltre a rappresentare vere e proprie occasioni di coesione sociale e identitaria per le cittadine e i cittadini che le organizzano e le vivono con partecipazione in prima persona, rendono le città e i borghi toscani poli unici di attrazione turistica e culturale per i numerosi visitatori che, da tutto il mondo, organizzano i loro viaggi spesso proprio in funzione di questi eventi, ormai noti a livello internazionale.
Questa è la premessa dell'incontro realizzato dalla biblioteca comunale Renato Fucini di Empoli in collaborazione con la Società Storica della Valdelsa, che si terrà nell'ambito della rassegna "Empolichelegge" con la presentazione del libro "Feste popolari e rievocazioni storiche in Toscana. Il ciclo dell'anno" (Pacini editore) dell'autrice Lucia Capperucci, prefazione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Appuntamento venerdì 13 novembre alle 17.30 al Cenacolo degli Agostiniani di Empoli, in via dei Neri 15 (ingresso libero). Interverranno: Sabina Spannocchi, presidente della Società Storica della Valdelsa; Fabio Dei, Università di Pisa e Claudio Del Rosso, presidente della Compagnia Sant'Andrea.
IL LIBRO
"Il panorama delle feste popolari e delle rievocazioni storiche della Toscana è ricchissimo ed eterogeneo. Per la numerosità delle manifestazioni, la narrazione qui proposta non ha quindi alcuna pretesa di esaustività, né può aspirare a una dettagliata descrizione etnografica degli eventi. [...] L'attenzione si è concentrata da un lato sulle feste con una lunga tradizione ed un chiaro contenuto folklorico, dall'altro su quelle – anche più recenti – che hanno preso la forma della rievocazione storica. Come vedremo, queste ultime – sempre più numerose negli anni – sono oggi riconosciute dalla Regione Toscana sulla base di una specifica legge, la L.R. 27/2021, in quanto significativi elementi del patrimonio culturale ed immateriale della Toscana. Non vengono descritte altre tipologie di feste, pur ampiamente presenti sul nostro territorio, come ad esempio quelle patronali oppure le sagre gastronomiche, salvo i casi in cui le stesse contengano aspetti folklorici o storico-rievocativi. Allo stesso modo, non si sono considerate manifestazioni sportive, culturali o politiche, pur di rilevante socialità festiva...".
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