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Forme di intelligenza. Annunciata la nuova edizione di Pianeta Terra Festival

Da giovedì 8 a domenica 11 ottobre

Lucca

24/06/2026

È stato annunciato il tema della quinta edizione di Pianeta Terra Festival: “Forme di intelligenza". Il festival è diretto da Stefano Mancuso, ideato e organizzato da Editori Laterza e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026, Pianeta Terra Festival ritorna nei luoghi più suggestivi della città: la Chiesa di San Francesco, Palazzo Ducale, l’Orto Botanico, Auditorium del Suffragio, Libreria Civica Agorà.

Ospiti nazionali e internazionali saranno protagonisti di confronti diretti, lectio, incontri, interviste, spettacoli. Oltre 90 eventi in quattro giorni da trascorrere insieme a biologi, zoologi, ecologi, neuroscienziati, fisici, informatici, ingegneri, filosofi, economisti, esperti di geopolitica, scrittori, giornalisti e artisti. Con loro si rifletterà sulle diverse forme di intelligenza, dalla natura ai sistemi artificiali.

LA DICHIARAZIONE

Afferma Stefano Mancuso: “Le intelligenze naturali emergono da processi biologici evolutivi; come tali sono coscienti, provano emozioni e hanno piena comprensione dei contesti, apprendono dall’esperienza diretta e possiedono intenzionalità autonoma. Le intelligenze artificiali sono sistemi computazionali progettati dall’uomo, basati su algoritmi e dati. Eccellono in compiti anche molto difficili, ma mancano di vera comprensione, autoconsapevolezza e capacità di generalizzazione spontanea. L’intelligenza naturale è adattiva, creativa e radicata nell’esperienza corporea; quella artificiale è specializzata, deterministica e dipendente dalla programmazione umana. Insomma, sono cose molto differenti. Ridurre la complessità del reale, significa tradirne la natura. Comprimerla in una previsione o in una formula, pretendere di semplificarla è esattamente l’obiettivo della tecnocrazia”.

FORME DI INTELLIGENZA

Il titolo di questa quinta edizione sarà ‘Forme di intelligenza’. Che cosa intendiamo con intelligenza? Rispondere non è facile perché l’intelligenza si manifesta in molte forme: biologiche e artificiali, individuali e collettive, cognitive, emotive, creative e strategiche. Per lungo tempo l’abbiamo identificata con una facoltà individuale e centrata sulla razionalità logico-matematica. Oggi, alla luce delle trasformazioni scientifiche e tecnologiche, questa definizione appare parziale.

Stefano Mancuso ci ha abituati a vederla nelle piante. Il mondo vegetale, infatti, attraverso sofisticati sistemi di comunicazione chimica e risposta agli stimoli ambientali, manifesta forme di intelligenza capaci di ottimizzare risorse, difendersi, colonizzare nuovi spazi. Anche gli animali dimostrano sorprendenti forme di intelligenza rivelate dalla biologia evolutiva e dall’etologia: capacità di pianificazione, cooperazione, uso di strumenti, strategie di adattamento. L’ecologia, inoltre, ci suggerisce come l’intelligenza, visibile nelle reti di interdipendenza che sostengono la vita, possa essere una proprietà dei sistemi, non solo degli individui. Ma l’intelligenza strategica non è solo una prerogativa della natura.

Nelle organizzazioni umane, essa si esprime nella capacità di leggere contesti, anticipare scenari, prendere decisioni in condizioni di incertezza. Dal canto loro, le neuroscienze indagano i meccanismi cerebrali dell’apprendimento, della memoria e della coscienza, mostrando come il pensiero emerga dall’interazione tra reti neurali, corpo e ambiente. Appare evidente che l’intelligenza non è un blocco unico e compatto, ma un insieme di processi distribuiti, dinamici, incarnati.

Parallelamente, l’informatica e l’ingegneria stanno ridefinendo il concetto stesso di intelligenza attraverso lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale capaci di apprendere dai dati, riconoscere pattern, generare linguaggio e immagini, supportare decisioni complesse. E accanto a tali prospettive, non può non aprirsi uno spazio di riflessione filosofica, etica e politica. L’intelligenza non è mai neutra: è situata, orientata da valori, inscritta in contesti sociali ed economici. Oggi le tecnologie intelligenti ridefiniscono il lavoro, l’educazione, la produzione culturale; trasformano le relazioni, la creatività, l’accesso alla conoscenza. Chi progetta questi sistemi? Con quali criteri? Chi ne beneficia e chi ne resta escluso?

Durante i giorni del festival si approfondiranno questi temi mostrando come le diverse forme dell’intelligenza plasmino il nostro modo di vivere, lavorare e immaginare il futuro. Esplorarne le forme significa ripensare i confini, riconoscere interdipendenze e costruire una cultura dell’intelligenza capace di integrare sapere, responsabilità e immaginazione.

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