Una leggerezza pesata, un tratto “cartoon” che racconta l’essere umano per contrasto. Una risata che, come quella di Charlie Chaplin, riesce a parlare dei temi più profondi.
Era questo Tuono Pettinato, pseudonimo di Andrea Paggiaro, fumettista pisano prematuramente scomparso nel 2021. E a lui sono dedicati i Giorni di Tuono, Festival del Fumetto la cui quinta edizione si è svolta nel centro storico di Pisa dall’11 al 14 giugno. Ad organizzarlo la Fondazione Tuono Pettinato, nata all’indomani della scomparsa del giovane fumettista, e il Cineclub Arsenale di Pisa, con il contributo della Regione Toscana e del Comune di Pisa.
Il Festival, come ogni anno, ha chiamato a sé un folto pubblico di amatori e professionisti. Perché era proprio questo uno dei “superpoteri” di Tuono Pettinato: creare reti umane in dialogo con la nona arte. Così lo hanno ricordato gli organizzatori Guido Siliotto, vicepresidente della Fondazione Tuono Pettinato, e Antonio Capellupo, responsabile del Cineclub Arsenale e Lia Remorini, presidente della Fondazione e madre del fumettista.
Una rete di persone che si riunisce, ogni anno, non solo per ricordare un nome, ma anche un’eredità. Un’eredità che sa di tè al limone (il preferito di Tuono Pettinato, bevanda che ogni anno viene servita in grande quantità ai rinfreschi del Festival).
Abbiamo intervistato il vicepresidente della Fondazione Tuono Pettinato, Guido Siliotto, per parlare dell’iniziativa e dei premi e riconoscimenti che sono legati alla Fondazione.
Tuono Pettinato era un grandissimo artista, nel campo del fumetto prima di tutto. Un artista che è considerato uno dei più grandi fumettisti contemporanei per il suo segno, per la sua qualità nella narrazione, per i temi che sapeva trattare e per il modo in cui li trattava.
Tuono Pettinato aveva questa qualità di poter trattare temi estremamente profondi con una grande leggerezza, che si sposava con il suo segno, che lui definiva cartoonoso: un tratto per bambini, che invece veicolava dei messaggi profondissimi. Per esempio il suo Garibaldi, fumetto dove smitizza un personaggio osannato dalla retorica e lo porta giù dal piedistallo. E ancora Corpicino, che è un vero e proprio romanzo di fiction, dove parla dell'effetto della comunicazione sull’opinione pubblica e della morbosità che si crea di fronte a eventi come, appunto, la morte di un bambino. Altro fumetto importantissimo nella bibliografia di Tuono Pettinato è Nevermind, che parla della morte di Kurt Cobain, del suo suicidio e della sua adolescenza: temi molto forti. Esattamente come quelli nella biografia di Alan Turing, Enigma.
Tuono Pettinato riusciva sempre a raccontare questi temi così profondi, così tragici, con questa leggerezza che è in qualche modo il suo marchio di fabbrica, il suo tratto distintivo.
All'indomani della morte di Andrea i genitori hanno deciso di fondare la Fondazione Tuono Pettinato, proprio per promuovere attività legate al mondo del fumetto e per non dimenticare il suo nome.
Io sono nella fondazione dall'inizio e con Antonio Capellupo abbiamo subito pensato di ideare un Festival. Ricordo una cena a un Lucca Comics dove si cominciò a delineare la prima idea: pensammo di invitare degli ospiti un pomeriggio per parlare di Andrea, poi l’idea di questo pomeriggio si espanse su un'intera giornata, e poi su tre giorni. E a questa quinta edizione siamo arrivati a quattro giorni di programmazione.
È chiaramente una fatica enorme, è un festival complicatissimo da organizzare perché mettiamo insieme fumetti, musica e cinema, che erano le grandi passioni sia di Andrea che nostre. Trovare le connessioni tra questi ambiti non è semplicissimo.
Cerchiamo sempre di dare risalto ai contenuti perché a noi interessa soprattutto che il Festival non sia semplicemente una carrellata di numeri e ospiti: vengono affrontati dei temi legati al fumetto e temi che il fumetto tratta, anche universali, che trovano poi in quest’arte una loro rappresentazione. Il fumetto ha questa capacità di essere un linguaggio estremamente immediato, ma anche estremamente difficile da decodificare, perché comunque, paradossalmente, è molto complesso.
La nostra ambizione è quella di creare un Festival dove ci siano i nomi degli artisti che noi riteniamo più rappresentativi di un certo modo di pensare, un’idea di fumetto “tuonesco”. Ci piace che ci sia questa connessione con la musica e con il cinema, e soprattutto ci piace poi che il Festival sia diffuso nella città: Tuono non solo era un grande artista, ma era anche profondamente legato a Pisa. Aveva i suoi percorsi, aveva i suoi luoghi e a noi piace che anche questo elemento venga valorizzato.
Ogni anno cerchiamo di variare i temi, anche se ci sono degli argomenti a cui teniamo sempre particolarmente. Quest’anno per esempio, per quanto riguarda la connessione con la musica, abbiamo ospitato un panel dedicato agli artisti che realizzano le copertine dei dischi.
Tuono, inoltre, era un grande divulgatore. Aveva soprattutto attenzione per i giovani, e la scienza era una delle sue più grandi passioni, spesso in coppia con il mito, argomento al quale abbiamo dedicato un panel nel nostro programma di quest’anno.
Un altro tema che abbiamo trattato è quello dei gatti: Chatwin è uno dei personaggi di Tuono più iconici, nonché estremamente rappresentativo del carattere sornione di Andrea.
Altro tema che abbiamo trattato in questa quinta edizione è stato quello dei social, con degli artisti (Fumettibrutti, Natangelo, Maicol&Mirco e Francesco Cattaneo) che hanno un grande seguito nella community. Tuono sapeva gestire i social molto bene, ma in una maniera tutta peculiare: li utilizzava in modo molto leggero e ironico. Sotto i suoi post non c’erano mai insulti o liti, perché, anche quando faceva una battuta, era sempre molto delicata, con la sua ironia sottile e raffinata.
Tra le attività della Fondazione, appunto, non c'è solamente Giorni di Tuono: abbiamo una borsa di studio presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, in collaborazione con la casa editrice Eris Edizioni. Noi come Fondazione partecipiamo, all'interno della giuria, alla scelta della tesi migliore, che, all’Accademia, è un vero e proprio fumetto completo. La tesi vincitrice viene poi pubblicata. Il vincitore avrà anche l’opportunità di avere una sua mostra personale. Quest’anno la borsa di studio è stata vinta da Eugenia Erba, con il suo Squame. Fin’ora abbiamo avuto dei giovani artisti che hanno pubblicato dei fumetti bellissimi, e lei non fa eccezione.
Oltre a questa borsa di studio assegniamo anche il premio Tuono Pettinato. L’autore premiato deve avere una certa coerenza con l’ispirazione tuonesca di cui parlavo prima. Quest’anno la vittoria di Natangelo è molto significativa: abbiamo infatti voluto premiare il suo lavoro con Cenere e la sua scelta di un tema molto complesso, che è quello della morte della madre. Un tema forte, che però è trattato con la leggerezza e l’ironia tipicamente tuonesche. Natangelo ha poi realizzato anche la locandina del Festival di quest’anno.
Il fumetto è una forma di comunicazione, come tutte le forme d'arte. E’ una forma immediata, velocissima, eppure estremamente complessa. Con il fumetto bisogna approcciarsi con una certa attitudine, bisogna capire che tipo di comunicazione è. Noi cerchiamo di veicolare tante rappresentazioni di questa forma d'arte, in modo da catturare anche chi con il fumetto si approccia con difficoltà o magari lo ritiene un'arte minore. Se anche riuscissimo, ogni anno, a conquistarne anche solo un fruitore in più, sarebbe una vittoria.
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