Un viaggio nella musica di Dario Fo, nel centenario della nascita, per riscoprire l’artista che seppe trasformare la tradizione popolare in teatro, la satira in canto e la parola in uno strumento capace di parlare a un pubblico universale. Giovedì 10 settembre, alle 17, nella Sala Ferri del Gabinetto Vieusseux di Firenze, si terrà l’incontro “Il canto buffo del giullare”, a cura di Claudio Martini, dedicato al ruolo fondamentale che la musica ha avuto nella formazione e nell’opera del grande autore, attore e regista.
Non solo teatro e satira: il percorso artistico di Dario Fo affonda le proprie radici in una straordinaria varietà di esperienze musicali. Dal canto gregoriano ascoltato in parrocchia all’opera lirica conosciuta attraverso i nonni, dalla scoperta del jazz durante l’adolescenza alle laude medievali e alle giullarate popolari, la musica diventa una componente essenziale del suo originale linguaggio teatrale.
L’incontro ripercorrerà le principali tappe della sua produzione musicale: dalle canzoni della “mala” milanese alla controversa esperienza di Canzonissima 1962, conclusasi con la censura e la rottura con la Rai; dal teatro satirico nelle piazze a “Ci ragiono e canto”, importante operazione di recupero del patrimonio popolare, fino a “Ho visto un re” e al lungo sodalizio con Enzo Jannacci.
Al centro del percorso anche “Mistero buffo”, il capolavoro nel quale Fo porta ai massimi livelli la sua personale reinvenzione della tradizione giullaresca, attraverso la fusione di parola, ritmo, canto, gestualità e invenzione linguistica.
La parte conclusiva sarà dedicata agli anni della consacrazione internazionale, con il Premio Nobel per la Letteratura del 1997. Saranno ricordate anche la sua attività nella lirica, con la regia del “Barbiere di Siviglia” di Rossini, e la collaborazione con Claudio Abbado per L’histoire du soldat di Stravinskij. Un omaggio sarà inoltre dedicato a Franca Rame, compagna di vita e di teatro.
Il programma prevede letture e proiezioni video di estratti da brani musicali, compresi alcuni passaggi del discorso pronunciato da Fo in occasione dell'accettazione del Nobel.
Parte prima: Le fonti ispiratrici
Il canto gregoriano in parrocchia
L’opera lirica ascoltata dai nonni
La scoperta del jazz da adolescente
Le laude medievali e... le giullarate popolari
Parte seconda: La produzione musicale
Le canzoni della “mala” milanese
Canzonissima 1962: la censura e la rottura
Lettura: Le motivazioni della censura e del siluramento
Il teatro satirico in piazza
Ci ragiono e canto: il recupero del canto popolare
Ci ragiono e canto: Ho visto un re
Il lungo sodalizio con Enzo Jannacci
Mistero buffo: il capolavoro del giullare
Parte terza: Il finale col botto, il Nobel nel 1997
La regia del Barbiere di Siviglia di Rossini
Con Abbado per L’histoire du soldat di Stravinskij
L’omaggio a Franca Rame
Lettura: estratti dal discorso di accettazione del premio
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