Il Novecento è stato davvero il “secolo breve” teorizzato da Hobsbawm? Secondo lo storico e giornalista Paolo Mieli, al contrario, è un secolo infinito, come sottolinea nel suo nuovo libro “Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato” (Rizzoli), che presenterà sabato 5 settembre, al Granaio lorenese di Spegolaia, Alberese (Grosseto). L’appuntamento rientra nel calendario di eventi “Parco aperto”, promosso dal Parco della Maremma, ed è in programma alle 19. A dialogare con lo storico direttore del Corriere della Sera, sarà il giornalista Enrico Pizzi.
Il secolo che abbiamo alle spalle, preceduto da centocinquant’anni di incubazione di quel mix di progresso e violenza, si sta rivelando più lungo di quel che credevamo. Lunghissimo. Ha scavalcato il millennio. E adesso si ripresenta come un secolo infinito. Con nuove guerre. Un progresso delle democrazie zeppo di inciampi. E nessuna certezza sulle prospettive di un’evoluzione radiosa. Tutto trae origine da un grande inganno.
Li troverete in queste pagine, in una scansione di saggi e casi specifici, molti degli inganni – e degli autoinganni – a cui Paolo Mieli fa riferimento. Con il rigore del grande storico e lo spirito sempre tagliente dell’esperto polemista, Mieli indica con decisione un elemento che i nostri tempi ci hanno “sbattuto in faccia”: la storia non è finita negli anni Novanta del secolo scorso, come si è troppo spesso e troppo a lungo sostenuto, ma ha al contrario vissuto un’accelerazione. Eccoci, quindi, nel secolo infinito, un Novecento che dura tutt’oggi con la sua eredità di conflitti, divisioni, violenza, distruzione. Da figure mitiche come quella di Ercole fino al conquistatore Alessandro Magno, dai viaggi di Marco Polo alle posizioni protofemministe di Lutero, dal Risorgimento (tradito?) alle pagine più scivolose del crollo del regime fascista, “Il grande inganno” riesce a smascherare fallacie storiche e approcci fuorvianti, offrendo al lettore più attento una cassetta degli attrezzi per agire nel presente, e leggerlo. Perché, come conclude Mieli, “è troppo presto per elaborare teorie su come mettere in armonia l’intero mondo d’oggi. E, tanto meno, quello di domani. Ma non è presto per metterci al riparo dagli inganni.
Giornalista e storico ha lavorato all’ Espresso”, poi a “Repubblica” a “La Stampa”, che ha diretto dal 1990 al 1992. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 è stato direttore del “Corriere della Sera”. Autore di molti saggi, ha pubblicato, negli ultimi anni, i volumi:) “Ferite ancora aperte” (2022), “Il secolo autoritario” (2023), “Fiamme dal passato” (2024) e “Il prezzo della pace” (2025).
I biglietti, in vendita al costo di 8 euro più diritti di prevendita sono disponibili su ticketone.it e su https://marte.18tickets.it/. Qui è anche possibile acquistare il biglietto più il libro al prezzo complessivo di 18 euro più diritti di prevendita. La programmazione di “Parco aperto” prosegue anche nel mese di settembre: il sabato 12 è in programma lo spettacolo “Lapsus in fabula” del Teatro dello Sbaglio.
Informazioni su www.parco-maremma.it
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