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Il ritorno della casta. Sigfrido Ranucci presenta il suo nuovo libro a La Briglia

Venerdì 3 luglio alle 21.15

Prato

02/07/2026

Sigrido Ranucci ospite de I colori del Libro a Bagno Vignoni (settembre 2024)_ph Stefano Consoli
Uno dei volti più autorevoli del giornalismo d'inchiesta italiano arriva in Val di Bisenzio. Venerdì 3 luglio, alle 21.15, in piazza della Chiesa a La Briglia, Sigfrido Ranucci presenterà il suo libro "Il ritorno della casta", nell'ambito di Estate 2026 Atuttabriglia, la rassegna organizzata dalla Parrocchia di San Miniato, dal Laboratorio delle Donne e dall'Associazione Atuttabriglia con il patrocinio del Comune di Vaiano. L'ingresso è gratuito.

Giornalista, autore e conduttore di  Report, la storica trasmissione d'inchiesta della Rai, Ranucci è da anni uno dei principali protagonisti del giornalismo investigativo italiano. Nel suo ultimo libro, "Il ritorno della casta", propone un'analisi della riforma della giustizia e del rapporto tra politica e magistratura, ricostruendo vicende e passaggi della storia italiana recente. 

IL LIBRO

C’è un filo nero che attraversa cinquant’anni di storia italiana. Un filo che lega i santuari della P2 alle stanze del potere contemporaneo, passando per i decreti d’emergenza dei governi Berlusconi e le timide rese della sinistra. È il filo della restaurazione della casta. 
In questo libro il più autorevole giornalista d’inchiesta italiano scoperchia il vaso di Pandora della riforma costituzionale della magistratura. Non è una riforma: è una capitolazione. È un regolamento di conti tra la casta e la magistratura. È l’approdo di un piano eversivo nato in maniera sotterranea dopo tangentopoli, agli albori della seconda Repubblica, che oggi sta assumendo forme sempre più minacciose in Italia ma va inscritto anche nell’inquietante disegno di un nuovo ordine mondiale. 
 
Attraverso un’analisi che allinea sotto i nostri occhi vicende solo apparentemente lontane tra loro, Ranucci rivela le ipocrisie e le falle dell’ultimo assalto mirato a mortificare uno dei tre poteri dello Stato. Quello in nome del quale ventotto magistrati hanno perso la vita nell’esercizio delle loro funzioni, quello che ha fatto luce sui fatti più oscuri della nostra storia repubblicana, quello che tutti sono pronti a criticare per le sue lentezze ma di cui nessuno ricorda il lavoro quotidiano di presidio della legalità e della verità proprio in un’epoca in cui questi valori sembrano più che mai in discussione. 
 
Infine, come sempre, Ranucci si chiede: chi paga il conto? Nonostante la propaganda prometta processi più veloci, la realtà delineata dalla riforma è quella di un aumento dei costi, del rischio di una paralisi burocratica, di una giustizia a due velocità: un’autostrada garantista per la casta dei colletti bianchi, un vicolo cieco per i più deboli, noi cittadini comuni. Perché l’indipendenza dei giudici non è un privilegio di chi indossa la toga, ma lo scudo che impedisce al potere politico di farsi legge, garantendo che nessuno sia “più uguale degli altri” davanti ai tribunali.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 349 8485433 e 339 4589630.

 
 

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