Incontro il dottor Marco Missaglia al Secondo Simposio Scientifico Internazionale per la CHOPS e le Malattie Rare, tenutosi all’Università di Milano il 29 giugno scorso. L’evento, organizzato per la prima volta in Europa, in Italia, da Fondazione CHOPS ETS e sostenuto a vario titolo, nella sua realizzazione, da enti e associazioni, fra cui la stessa Università di Milano e la fondazione “Beyond the Diagnosis”, si configura come una fra le più importanti tre giorni di convention scientifica in dialogo con le realtà del territorio ed internazionali.
Marco Missaglia è fra i relatori del primo panel con contributo istituzionale di apertura del Simposio. Il suo intervento pone il focus sull'importanza dell'approccio nutrizionale ed endocrinologico nella CHOPS e l’impegno nella divulgazione scientifica sul territorio. Missaglia è fra gli specialisti italiani più rinomati in Scienza dell’Alimentazione e in Endocrinologia Sperimentale, e nella nostra conversazione ciò che mi colpisce maggiormente è l’approccio umanistico della trattazione scientifica.
E d’altra parte, Missaglia è anche autore di volumi di saggistica scientifica, con attenzione al tema dell’alimentazione e degli stili di vita. Dal 2014 è tra i docenti della Scuola Nazionale di Medicina di prevenzione e degli Stili di Vita, partecipando anche al GAT gruppo approfondimento Tecnico sui disturbi del comportamento alimentare di Regione Lombardia. Nel 2019 e nel 2021 riceve il riconoscimento "Ambassador Day" per la divulgazione scientifica in ambito agroalimentare.
Nel 2022 riceve la nomina di Ambasciatore della dieta mediterranea di riferimento dall'Accademia internazionale della Dieta Mediterranea di Nicotera. Nel 2023 entra a far pare come esperto dell’Intergruppo parlamentare Celiachia, allergie alimentari e alimenti a fini medici speciali. Partecipa come esperto in Nutrizione clinica e alimentazione a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali sia per le reti Rai che Mediaset.
Parlare di alimentazione oggi vuol dire affrontare un aspetto centrale della salute pubblica ma non solo, della socialità, della psicologia, della sostenibilità del pianeta; sicuramente, anche dell’identità culturale. Ecco che mangiare diviene un’azione bio-psico-sociale (corpo-mente- contesto); ed è proprio da questo assunto - presente nelle edizioni di Gusto&Salute (GWMAX Edizioni), i volumi di Marco Missaglia - che inizia la nostra conversazione. Da subito dinamica che intervalla momenti di riflessione scientifica a considerazioni di carattere generale sull’importanza di fare informazione e divulgazione, di scrivere di scienza e salute. L’aspetto interessante dell’eloquio di Missaglia è la sua capacità di rendere accessibile il discorso scientifico; dettaglio non marginale nel filo conduttore del nostro dialogo.
Dopo diversi anni di divulgazione scientifica con rubriche sulla stampa locale mi è stato chiesto di accorpare i singoli articoli con un criterio preciso: è nato così il libro Gusto&Salute che è stato scelto successivamente come testo ufficiale del Cluster Ceraeli e Tuberi di EXPO Milano 2015. Ho tenuto conferenze e workshop all’esposizione universale e dopo qualche tempo ho iniziato la mia esperienza divulgativa in Rai come ospite in diverse trasmissioni televisive (Unomattina, Tuttochiaro, La prova del Cuoco, Medicina33)
La letteratura ha le sue regole, mentre la scienza e la medicina, ne hanno altre, spesso rigide. Ricordo anche che lei è vincitore del prestigioso premio “Libro da gustare 2024”, tra l’altro per la prima volta assegnato ad un medico. Qual è stata la sfida più complessa nel tradurre la medicina in una prosa che non solo informa, ma che rende la lettura piacevole ed accessibile?
Non è stato immediato coniugare i contenuti scientifici trattati con il necessario rigore e un linguaggio che fosse il più possibile accessibile per tutti, limitando i tecnicismi e cercando di essere il più possibile accattivante nella prosa in modo da mantenere vivo l’interesse nel lettore.
Saper suscitare l’interesse del lettore affrontando i contenuti che riguardano la scienza dell’alimentazione senza cedere al sensazionalismo o alla stravaganza che può regalare audience, non è così immediato. L’importante è utilizzare un linguaggio semplice e facilmente comprensibile da tutti che possa trasmettere i concetti della corretta dell’alimentazione basati su elementi di biochimica e di fisiologia. Il tutto senza rinunciare al rigore dei contenuti. In un contesto di comunicazione mediatica come quello odierno pervaso da social e reel ci si sente per così dire rivestiti di una certa responsabilità nel cercare di fare chiarezza affrontando il tema della corretta alimentazione.
Scorrendo i capitoli della parte monografica, quello che forse può essere preso a manifesto del libro nella sua interezza è senza dubbio, il capitolo relativo alla dieta mediterranea e al suo impatto sulla nostra salute, sia per la sua capacità di contrastare i danni dei processi ossidativi mediati dai radicali liberi sia per la sua valenza nella prevenzione delle principali malattie cronico-degenerative: mi riferisco non solo alle principali patologie cardiovascolari o metaboliche ma anche alle patologie degenerative del sistema nervoso centrale come il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer.
L’importante riconoscimento ottenuto dalla dieta mediterranea come “patrimonio immateriale dell’umanità” ci porta a considerare non solo i componenti specifici degli alimenti mediterranei ma lo stile di vita frugale e conviviale che tanto aveva affascinato Ancel Keys quando nel secondo dopoguerra del secolo scorso aveva studiato le abitudini di vita dei popoli che si affacciavano sul bacino del Mediterraneo.
Già, proprio lo stile di vita e la sua modifica in senso migliorativo deve essere uno dei principali obiettivi della medicina contemporanea, dal momento che sempre più metanalisi di diversi studi confermano la centralità dell’associazione tra uno stile di vita sano e l’efficacia terapeutica in differenti ambiti: da quello cardiologico, a quello diabetologico fino anche a quello psichiatrico e quello oncologico. E noi medici che ci occupiamo di divulgazione scientifica d medicina sociale abbiamo il compito di fare crescere nell’opinione pubblica l’interesse per la conoscenza dell’alimentazione unitamente alla consapevolezza che nel cibo possiamo trovare la nostra prima medicina.
Scrivere mi ha permesso senza dubbio di affinare la capacità di immaginarmi nell’altro, nella persona a cui voglio trasmettere il mio pensiero e delle idee che siano il più possibile calzanti e adatte al singolo individuo al di là delle linee guida delle società scientifiche, troppo spesso fredde e distaccate dalla persona. Questo mi ha portato a migliorare nella pratica clinica di ogni giorno, aumentando anche inconsapevolmente l’empatia con i pazienti e giungendo a scelte strategiche condivise con il paziente più che semplicemente accettate dallo stesso.
I consigli alimentari che, come dicevamo, oggi vanno di moda e vengono copiosamente propinati sui social facendo tendenza da influencer talvolta improbabili, sono argomento che tiene banco. Fondamentale cautelarci andando a selezionare chi propone i contenuti valutandone il titolo accademico e il curriculum studiorum e professionale. Il rapporto cibo e salute sicuramente può essere affrontato per completezza di approccio da un professionista che è innanzitutto medico, meglio se con il percorso accademico di specializzazione in scienza dell’alimentazione.
I disturbi del comportamento alimentare, costituiscono un problema in costante aumento e spesso sommerso. è importante realizzare nella pianificazione didattica dei momenti formativi per portare a conoscenza dei ragazzi, degli insegnanti e delle famiglie la presenza di queste problematiche. Vengo chiamato dalle scuole secondarie di primo e di secondo grado per tenere incontri divulgativi sull’ argomento. Prima del periodo covid ho partecipato come esperto al GAT gruppo approfondimento tecnico di Regione Lombardia sui disturbi del comportamento alimentare e al termine del triennio dei lavori abbiamo come esperto prodotto un documento in cui veniva proposta la necessità di un approccio multidisciplinare al problema con competenze differenti come lo psichiatra, il dietologo, l’internista lo psicologo.
I prossimi appuntamenti con la divulgazione scientifica mi vedranno impegnato a Limone Piemonte (CN) giovedì 27 agosto, nella sala congressi del Limone Palace Hotel per una conferenza su “Dieta e Intolleranze alimentari: mito e realtà”
Le mie pagine social sono le seguenti, qui è possibile seguire le mie attività professionali e divulgative.
https://www.instagram.com/dottmissaglia_dietologo?igsh=MTZxdzNsNHI2bGU1eg%3D%3D&utm_source=qr
https://www.facebook.com/share/1XX2Jpg57o/?mibextid=LQQJ4d
Ringrazio il dottor Marco Missaglia per la conversazione e per il suo tempo, e prima di salutarci riflettiamo entrambi su come divulgare i sani stili di vita non sia solo un passaggio di informazioni, ma una vera e propria urgenza sociale. E d’altra parte, nel contrasto all’infodemia e alle soluzioni miracolose, la corretta divulgazione scientifica può già costituirsi quale prevenzione. E questo è un dato di rilievo; l’altro aspetto, che è poi alla base del mio interesse verso la divulgazione in generale, quella medico-scientifica nella specificità dell’intervista di Missaglia, è rendere, in questo caso, la salute un concetto democratico perché divulgare in modo chiaro, scientifico e anche a fruizione gratuita, attraverso trasmissioni, eventi, incontri, libri e conversazioni, abbatte barriere di livello socio-economico ed addirittura di istruzione. Permette a tutti, indipendentemente dal proprio background, di capire l’importanza di alcuni gesti o modi di vivere. Si chiama impatto etico della divulgazione.
ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI TOSCANALIBRI
Per continuare a rimanere aggiornato sui principali avvenimenti, presentazioni, anteprime librarie iscriviti al nostro canale e invita anche i tuoi amici a farlo!