La vita è una novella. I pupi di Stac di Enrico Spinelli raccoglie per la prima volta in volume l’attività documentata della compagnia fiorentina del Teatro dei Pupi. Una tradizione di lungo corso, avviata da Carlo Staccioli nel ’46, passata quindi negli anni Settanta a Spinelli, che a quest’arte ha deciso di dedicare l’esistenza.
Sarà giovedì 7 maggio, alle ore 18, al Caffè Letterario del Teatro Niccolini (Firenze). Sarà presente l'autore e interverranno la storica del teatro Teresa Megale e il giornalista Enrico Zoi.
Fisico di formazione, il maestro dei Pupi è anche figlio d’arte: nipote del grande Paolo Poli, Spinelli è iniziato al mondo dei burattini dalla madre Laura, vera e propria anima della compagnia, la quale ha ereditato a sua volta il repertorio toscano delle fiabe popolari e l’inconfondibile parlata sviluppando notevoli capacità di narrazione e riscrittura.
Quando nel ’91 viene a mancare la madre, Spinelli prende in mano il timone e diventa direttore artistico della compagnia. È qui che comincia un’avventura intensa, fatta di cartapesta, gommapiuma e fiabe da raccontare.
Quelli di Spinelli sono spettacoli che nascono spesso da occasioni ed eventi, come la Mostra di Palazzo Strozzi dedicata a Picasso, ma anche spontaneamente, da ricordi di fiabe conosciute da piccini.
La ricca documentazione qui presentata ripercorre non solo le tappe della compagnia, gli spettacoli e le figure dei numerosi collaboratori, ma anche il consolidato repertorio teatrale delle maschere con le loro storie: dalle tradizionali novelle toscane come Due Gobbi a Prezzemolina, da La principessa e il fiore fino a Stenterello nell’Isola dei Pirati, a firma dello stesso Spinelli.
Il materiale testimonia di un inestimabile patrimonio artistico che tutt’ora è oggetto di catalogazione da parte dei Beni culturali, con l’obiettivo di diventare presto un vero e proprio Museo fiorentino dedicato ai Pupi.
Il libro, realizzato in occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario della Compagnia, rappresenta dunque la prima di una serie di iniziative di restituzione storica, così come la testimonianza di un’artista appassionato, di un instancabile sognatore di un mondo meraviglioso visto con gli occhi dei bambini.
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