Maurice Ravel ed Erik Satie, Cécil Chaminade e Francis Poulenc, Albert Roussel e Gabriel Fauré: i grandi compositori francesi tra Otto e Novecento, accanto ad altri “mostri sacri” come Bach e Händel, sono i numi tutelari del nuovo romanzo di Ettore De Franco.
Nell’opera, intitolata "L’armonia" (Mauro Pagliai Editore), lo scrittore intreccia una narrativa elegante e introspettiva con i numerosi riferimenti alla musica classica, nel solco già tracciato dal precedente romanzo "Le consonanze dell’amore".
Mathilde e Pierrette sono due giovani e promettenti musiciste, nonché grandi amiche, e si dedicano rispettivamente allo studio del violoncello e del pianoforte. La loro situazione familiare è differente ma entrambe vivono in modo irrequieto, tra turbamenti, profonde solitudini e l’ombra di una tragedia che anni prima ha colpito una delle due ragazze.
Nell’estate del 2003, alla vigilia dell’ondata di caldo che colpirà l’Europa, il nonno di Mathilde, vecchio pianista in pensione, regalerà loro una vacanza a Parigi perché possano studiare, svagarsi e immergersi nelle scintillanti atmosfere della musica francese. Nella capitale, le due amiche vivranno emozioni nuove, ineffabili e coinvolgenti, e capiranno che ognuno di noi, nonostante tutto, è il direttore d’orchestra della propria vita. Non solo: proprio nella Ville Lumière troveranno i primi inquietanti indizi per svelare il mistero che si cela dietro la tragedia di famiglia.
Il romanzo è scandito dalle sorprendenti musiche fin de siècle citate tra le pagine e che danno il titolo ai capitoli: motivi che raccontano un pezzo di storia della musica francese e accompagnano le vicende come un’affascinante colonna sonora.
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