Mercoledì 28 gennaio alle 17.30, nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi a Firenze, il Gabinetto Vieusseux presenta il libro di Alessandra Dino “Lenire il dolore con la bellezza. Memorie e racconti delle stragi del 1993” (Navarra editore).
Insieme all’autrice intervengono Antonio Natali, ex direttore della Galleria degli Uffizi, e Luca Tescaroli, procuratore della Repubblica di Prato. Modera l’incontro Antonella Mollica del Corriere Fiorentino. Saluti di Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux.
Attraverso un'indagine sul territorio, la lettura di documenti dell'epoca e interviste mirate a testimoni dei fatti, il volume ripercorre la memoria delle stragi che, nel 1993, ebbero come obiettivo prima Firenze, poi Milano e infine Roma. Il testo si sofferma sull'importanza della memoria e dell'identità, riaprendo ferite ancora aperte a distanza di trent'anni, lasciando emergere la ferma volontà di rinascita.
Alessandra Dino ripercorre i fatti e la memoria delle stragi che, nel 1993, ebbero come obiettivo prima Firenze, causando cinque vittime e immani distruzioni all'Accademia dei Georgofili e al Museo degli Uffizi, poi Milano, colpendo la Galleria di Arte Moderna e il Padiglione di Arte Contemporanea e provocando altre cinque vittime, e infine Roma, con l'attacco alle Chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro; episodi che si connotano per una nuova specificità, presentandosi come un vero e proprio attacco all'identità nazionale, al punto che in un'ordinanza di rinvio a giudizio del 1996, comparve per la prima volta in Italia, fra le accuse principali quella di “devastazione del patrimonio artistico”.
Seguendo quanto dichiarato all'indomani delle stragi l'allora ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Ronchey, si trattava di un nuovo tipo di terrorismo: “il terrorismo culturale, quello che punta a colpire la memoria storica”. Un processo per offesa all'umanità, come lo avrebbe definito Gabriele Chelazzi, coordinatore delle indagini, in quanto gli attentati avevano colpito allo stesso tempo gli esseri umani e le memorie e i simboli dell'umanità. Un tributo alla memoria per rinfocolarne la fiamma, soprattutto laddove essa stenta ad emergere, soffocata da interessi di altro tipo.
Alessandra Dino è Professoressa ordinaria di Sociologia giuridica e della devianza all'Università di Palermo e componente del Consiglio direttivo di Historia Magistra, della Rivista di Studi e Ricerche sulla criminalità organizzata del Centro Studi "Pio La Torre” di Palermo; è stata componente della SISMA (Società Scientifica Italiana degli Studi su Mafie e Antimafia). Dal 2018 dirige il Laboratorio sulle rappresentazioni sociali sulla violenza sulle donne, istituito presso il Dipartimento di Culture e Società dell'Università degli Studi di Palermo. Alessandra Dino è studiosa dei fenomeni mafiosi, ha applicato il metodo etnografico all'analisi dei processi simbolici e delle trasformazioni della mafia siciliana.
Tra le sue pubblicazioni: A colloquio con Gaspare Spatuzza (2016), Religione, mafie, Chiese (2017), Violenza di genere e femminicidio nelle narrazioni giudiziarie in Italia in "Sociologia del Diritto" (2019), Femminicidi a processo (2021), Testimonianze di memorie ferite: il trauma e la rinascita (con L.A. Callari e C. Cardella, 2024).
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