Ci sono libri che attraversano il tempo senza perdere la capacità di parlare al presente. Storie nelle quali passioni, conflitti, desiderio di libertà e conseguenze delle proprie scelte continuano a interrogare generazioni di lettori. È il caso di "Cime tempestose", unico romanzo di Emily Brontë e uno dei grandi classici della letteratura inglese, al centro del nuovo appuntamento di Libri Liberi, la rassegna promossa dalla Fondazione De Sanctis che porta la letteratura all'interno degli istituti penitenziari italiani.
Dopo la tappa milanese al Beccaria, Libri Liberi arriverà a Firenze il 30 settembre, al Carcere Minorile G.P. Meucci, per un incontro dedicato all'opera di Emily Brontë. A guidare i ragazzi attraverso le pagine del romanzo saranno la scrittrice Camilla Baresani e l'attrice Francesca Inaudi, chiamate a intrecciare lettura, racconto e confronto intorno a una storia che, a quasi due secoli dalla sua pubblicazione, conserva intatta la propria forza.
Pubblicato nel 1847, Cime tempestose racconta attraverso la tormentata vicenda di Heathcliff e Catherine Earnshaw un universo dominato da passioni assolute, appartenenza, perdita, vendetta e desiderio di emancipazione. Una storia aspra e radicale, nella quale i sentimenti diventano capaci di determinare il destino dei personaggi e le scelte individuali producono conseguenze che attraversano il tempo e le generazioni.
È proprio questa complessità a rendere il romanzo un terreno particolarmente fertile per lo spirito di Libri Liberi: non soltanto un'opera da leggere, ma un punto di partenza per interrogarsi sul rapporto tra libertà e responsabilità, sulle conseguenze delle proprie azioni, sui legami che possono diventare forza o prigionia e sulla possibilità di immaginare un futuro diverso.
Gli incontri di Libri Liberi nascono infatti per essere esperienze di partecipazione. Gli ospiti accompagnano i detenuti attraverso le opere scelte, leggono ad alta voce, danno corpo alle parole, aprono il racconto e stimolano un confronto diretto con il pubblico. Non una fruizione passiva, dunque, ma uno spazio vivo nel quale le storie diventano materia di dialogo e le pagine dei libri possono incontrare le esperienze, le domande e la sensibilità di chi ascolta.
La tappa fiorentina si inserisce nel percorso itinerante di Libri Liberi, che nel corso dell'anno prevede vari incontri in diversi istituti penitenziari italiani. Un progetto nato dalla convinzione che la cultura non debba fermarsi davanti alle mura di un carcere, ma possa trovare proprio in questi luoghi una delle sue funzioni più autentiche: offrire strumenti per comprendere sé stessi e gli altri, alimentare curiosità e conoscenza e creare occasioni concrete di incontro.
La letteratura, insieme al cinema e agli altri linguaggi artistici coinvolti nella rassegna, diventa così un modo per attraversare mondi diversi dal proprio, riconoscersi nelle storie degli altri e, qualche volta, trovare parole nuove per raccontare sé stessi. Le storie diventano strumenti di crescita personale e la cultura torna a farsi spazio tra le mura della detenzione, portando con sé curiosità, desiderio di conoscenza e concrete possibilità di riscatto.
Promossa dalla Fondazione De Sanctis, Libri Liberi è realizzata con il patrocinio del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC) e della RAI, con il supporto di Poste Italiane e Fondazione Lottomatica e la media partnership de Il Sole 24 Ore.
Un progetto che riconosce nella cultura non un semplice momento di evasione, ma una forma concreta di formazione umana e di relazione. Perché anche dietro le mura di un istituto penitenziario un libro può aprire uno spazio inatteso: quello nel quale incontrare una voce diversa dalla propria, mettere in discussione il proprio sguardo e scoprire, attraverso le storie degli altri, nuove possibilità per immaginare la propria.
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