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“Oggi fare radio significa dare voce a chi non ce l’ha”. Intervista a Sabrina Ganzer, fautrice dell’iniziativa Regalami un sorriso

Filomena Cataldo

Milano

22/09/2026

Questa intervista è una chiacchierata al sorriso; sì, perché il sorriso non è un semplice gesto della mimica facciale. No, il sorriso è una medicina silenziosa, un atto di cura per organizzare i propri luoghi interiori e quelli degli altri. Di chi, insomma, è nella traiettoria del sorriso; a volte, può accadere, si intercettano fruitori inconsapevoli. Questa è una straordinaria coincidenza. Chi è lei? Lei che del sorriso ne fa dispensa e dispensa?

È Sabrina Ganzer, milanese doc, ma anche un po’ austriaca, altoatesina, e veneta, nordica - come ama definirsi - ballerina, modella, presentatrice, speaker, educatrice, conduttrice di programmi radiofonici e appassionata divulgatrice di arte e cultura. Innamorata della vita e della sua incontenibile, anche misteriosa, energia.

Ci conosciamo a Milano, in occasione di un evento di straordinario valore solidale, scientifico e divulgativo, il Secondo Simposio Scientifico Internazionale per la CHOPS e le Malattie Rare, tenutosi all’Università di Milano il 29 giugno, organizzato per la prima volta in Europa, in Italia, da Fondazione CHOPS ETS con il sostegno di enti e associazioni, fra cui la stessa Università di Milano e la fondazione “Beyond the Diagnosis”.

Di Sabrina Ganzer mi colpisce la solarità, il tono garbato e rassicurante della voce, la prossemica dinamica e sicura. I nostri contatti continuano e si stabilisce una bellissima relazione umana e professionale. Un esempio tangibile e reale di condivisione propositiva, anche di solidarietà femminile, di idee e progetti nella divulgazione culturale e nel sociale.

DARE PAROLA

Sabrina Ganzer fonda Radio Ganzer una radio per tutti perché la parola possa essere davvero l’espressione di ognuno. Dare parola è creare l’occasione democratica per chi ha qualcosa da raccontare; nella vita c’è il bello ed il brutto, ma c’è anche il modo per favorire il racconto nella visione ottimistica che, nonostante tutto, regala “un sorriso”.

E il prossimo evento di Sabrina Ganzer, giovedì 24 settembre al Teatro civico Roberto De Silva, di Milano (in piazza Iannacci 1 a Rho) è proprio “Regalami un sorriso”, pensato, organizzato, voluto per condividere un obiettivo di vita solidale 

Ne parliamo.

Sabrina, sul profilo di Radio Ganzer si legge “Dispensatrice seriale di sorrisi per vocazione, ferocemente indipendente nella vita e sul lavoro, vivo di passioni e non smetto mai di sognare”. Bellissima questa lettura di te; prova a raccontarti partendo da qui: formazione e lavoro.

Mi ci ritrovo in pieno. Sono educatrice di formazione, da sempre a contatto con i bambini e con le fragilità. Ho fatto della mia passione per la voce e per le persone un lavoro: Radio Ganzer. L’ho creata da sola, in modo indipendente, perché volevo uno spazio libero dove si potesse parlare con il cuore. Vivo di passioni sì, e non smetto di sognare perché sognare mi tiene in piedi, anche nei periodi più giù.

Il tuo rapporto con la radio è forte; con determinazione porti avanti un progetto che parla di radio utile, inclusione e supporto concreto alle persone. Che cosa significa fare "radio utile" oggi?

Oggi fare radio utile significa non lasciare sole le persone. Non è solo intrattenimento, è un servizio. È dare voce a chi non ce l’ha: alle associazioni, alle donne, a chi sta affrontando una malattia o un momento difficile. È ascoltare prima di parlare. In un mondo velocissimo, la radio utile si ferma e dice: “ci sono, raccontami”.

La voce ha un valore e lo dimostri utilizzando il mezzo radiofonico non solo per intrattenere, ma per stimolare riflessioni, anche su temi spesso considerati scomodi. In che modo il microfono diventa uno strumento terapeutico o di abbattimento dello stigma sociale?

Perché la voce, se usata con amore e senza giudizio, guarisce. Io non faccio interviste ingessate, faccio chiacchierate. Quando al microfono parli di salute mentale, di solitudine, di diversità senza vergogna, chi ti ascolta si sente meno sbagliato. Tante volte mi scrivono: “grazie, oggi mi hai salvato la giornata”. Il microfono abbatte lo stigma quando normalizza ciò che gli altri nascondono.

Radio Ganzer è uno spazio speciale per le donne, le diversità. Si raccontano storie autentiche: c’è una storia che, più di tutte, ti ha portato a dire che ha senso fare questo lavoro, oggi?

Sì. Una donna mi ha scritto dopo una puntata: “Per la prima volta mi sono sentita normale”. Ecco, lì ho capito che ha senso. Noi raccontiamo storie autentiche, non perfette. Imperfette e vere. E le storie vere fanno sentire le persone a casa.

"Regalami un Sorriso" è l’evento che si tiene il 24 Settembre al Teatro civico Roberto De Silva, Piazza Iannacci 1, RHO Milano. Ci siamo.  La serata di raccolta fondi è organizzata in collaborazione con l'Associazione Lakay Mwen ODV. Come nasce il sostegno a questo progetto? E che cosa ci dobbiamo aspettare dalla serata?

Ci siamo! È l’evento del mio cuore. Nasce dal desiderio di trasformare i sorrisi che dispenso in radio in un gesto concreto. Collaboriamo con Lakay Mwen ODV che da anni sostiene i bambini di Haiti. Io, che insegno danza alle bambine e che faccio anche la tata per amore, so quanto un sorriso possa dare forza. Il 24 settembre al Teatro De Silva di Rho vi aspetta una serata di arte, danza, musica e solidarietà vera. La presenterò con lo stesso amore con cui presenterei Sanremo, perché per me quel palco vale tantissimo. Tutto il ricavato andrà ai bambini.

Questo evento, Sabrina, dimostra il tuo impegno costante nel sociale e Radio Ganzer come radio di solidarietà, lo abbiamo detto. Ma che reazione si innesca con la comunità, quando la radio incontra il territorio e il teatro dal vivo?

Succede una magia. La comunità non ti ascolta più solo dalle cuffie, ti abbraccia. La solidarietà smette di essere un post e diventa una persona davanti a te. A Rho sto già sentendo un calore bellissimo, una grande attesa. È la radio che esce dalla radio e diventa piazza.

Una bellissima affermazione, Sabrina. Grazie. Mi viene da dire, lo straordinario effetto domino del sorriso, e non solo, dell'entusiasmo e della passione che anima un’idea e la trasforma in persone che dialogano e si incontrano. Perché non c’è ostacolo alla volontà se non quello di non crederci fino in fondo che, se ci pensi bene, è il messaggio più importante che possiamo lasciare ai giovani. Crederci, sempre. Impegnarsi con costanza. So che condividi pienamente questo mio inciso.

Per chi non ha ancora preso il biglietto per il 24 settembre, quale invito vuoi fare?

Venite. Regalatevi una serata che vi lascia qualcosa dentro. Non è solo uno spettacolo, è un abbraccio collettivo. Con un biglietto regalate un sorriso a voi e ne regalate uno a un bambino che ne ha davvero bisogno. Abbiamo bisogno di bellezza e di gesti concreti, ora più che mai.

Ripropongo il link: https://www.clappit.com/biglietti/regalami-un-sorriso-24-settembre-2026-teatro-de-silva-rho-40791.html

Sabrina, la tua è una storia di impegno professionale ed umano. Qual è il prossimo passo per rendere la radio sempre più uno strumento di aiuto reciproco e di connessione umana?

Il prossimo passo è far diventare Radio Ganzer una casa. Un luogo dove chi entra, anche solo per ascoltare cinque minuti, si senta meno solo. Voglio portarla sempre di più fuori: nei teatri, nelle scuole di danza, negli ospedali, nelle case delle persone. La connessione umana è il futuro.

La connessione umana è il futuro, voglio chiosare così, utilizzando un termine inflazionato “connessione” e spesso rimandato ad un contesto di distanza, più che di vicinanza. Si, di distanza umana, ed invece dobbiamo lavorare perché la connessione sia reale e non virtuale, che il virtuale possa solo servire a colmare distanze oceaniche, ma non sia di ostacolo alla maieutica dell’umanità. Per questo ringrazio Sabrina Ganzer, per avere accolto la proposta di dialogo e per averlo fatto con la spontaneità che contraddistingue la sua persona e la sua voce.  In un mondo che spesso misura la forza nella rigidità, sorridere diventa una forma di resistenza gentile, anche di impegno gentile, e non per questo meno efficace. Si tratta di crederci, ve lo ricordate, di crederci fino in fondo che si possano costruire ponti verso gli altri, utilizzando ciò che abbiamo e facendo ciò che può servire, può essere utile. E farlo con il sorriso, si, che non ha controindicazioni, che disarma e riaccende sempre una speranza, laddove, a volte, purtroppo tante, si è smesso di credere.

Ed allora regaliamoci un sorriso e regaliamolo agli altri perché c'è sempre qualcosa che va oltre gli ostacoli ed è l’empatia, la compartecipazione solidale, la predisposizione gentile degli animi. Che la gentilezza abbia più forza della rigidità in ogni dove.

 

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