Asia Werty ha 21 anni e ama le escursioni in montagna tanto quanto i romanzi di Donna Tartt e Bret Easton Ellis. Proprio dalle foschie del loro Vermont nasce The Shadow, romance horror edito per la collana Night+Day di Sem Editore.
Olivia Davenport, una giovane studentessa e aspirante scrittrice, torna al Templeton College, in Vermont, per sperare in un nuovo inizio. Ma tutto ciò che troverà sarà un fitto e angosciante mistero: quattro macabri omicidi, un’antica leggenda su malvagie creature che si nascondono nell’ombra, e Julian Redmond, un ragazzo dall’aria enigmatica, che trascina la ragazza in una pericolosa e spirale di attrazione. Tra ombre, misteri, sangue e desiderio si intreccia la trama di questo romanzo horror dalle atmosfere cupe e nebbiose, come le montagne del New England.
Al nono posto della classifica Wired per il mese di gennaio, al sesto posto per DMB, il romanzo di Asia Werty sta rapidamente scalando le classifiche nazionali, riempiendo gli scaffali e le vetrine delle librerie di tutta Italia, con un successo pazzesco soprattutto tra il pubblico gen Z. Pubblico giovane che si è riconosciuto completamente nella prosa di Werty, e nella sua storia tanto dark quanto affascinante e travolgente.
Abbiamo intervistato la giovane autrice, parlando dei libri che l’hanno ispirata, del fascino per le atmosfere thriller e di quanto (e cosa) leggano i giovani d’oggi.
La letteratura di genere c’è ancora, viene letta e viene apprezzata, e questo libro ne è la riprova. Come si è approcciata per la prima volta al genere del noir e dell’horror? C’è stato un momento particolare in cui ricorda di aver pensato di voler scrivere per questo genere?
Sì, è successo negli ultimi due, tre anni. Mi è sempre piaciuto questo genere, sin da ragazzina: ero appassionata di letteratura gotica, di Edgar Allan Poe in particolare, leggevo tutti i suoi racconti. Poi sono passata anche a Lovecraft.
Negli ultimi due anni invece mi sono appassionata a tutta la generazione dei thriller anni 90: Bret Easton Ellis e Donna Tartt in particolare mi hanno trasportato in questo genere, declinato in una chiave molto contemporanea, che mi ha particolarmente appassionato. Mi è sembrata la chiave perfetta, la giusta intonazione da dare al mio primo romanzo.
Già da anni avevo l’idea di scrivere e con questo genere, con il thriller, con l'horror, anche un po' col sovrannaturale, ho trovato la giusta strada. Da lì sono partiti i lavori, ho impostato il romanzo, la storia e poi ho iniziato a scrivere.
Ci sono stati dei lavori prima di questo, dei primi racconti che aveva pensato di pubblicare e che per ora sono rimasti nel cassetto? E quanto tempo fa è nata la prima idea per The Shadow?
Sì, negli anni ho scritto qualche racconto breve, ma li ho tenuti per me.
Per il resto, io quando leggo cerco sempre di annotare tutto quello che penso mi potrà essere utile. Qualche nucleo embrionale per The Shadow c’è stato quindi, durante le mie letture. Però questa è stata proprio la prima volta che mi sono messa a tavolino e ho impostato un lavoro in maniera pensata, ragionata.
Sentivo di aver fatto centro, di aver trovato il genere per la mia prima opera compiuta.
Già ha nominato qualche autore che l'ha ispirata. Poe, Lovecraft e il thriller anni Novanta le hanno dato un’impronta da seguire, un’ispirazione anche nel suo stile di scrittura?
La mia ispirazione più grande è Dio di illusioni, di Donna Tartt. Infatti se dovessi scegliere solo un nome di un’autrice che mi ha particolarmente ispirato sceglierei il suo.
L’altro libro che mi ha profondamente ispirata è stato Le schegge di Bret Easton Ellis, anche se è uscito quando ero già in fase di scrittura.
Ho adottato, per The Shadow, lo stile di prosa che mi piace leggere: una prosa limpida. Ho cercato nelle ambientazioni di rendere il senso delle atmosfere del New England, del Vermont, che infatti fanno spesso da sfondo a questi romanzi. Questo naturalmente non è un caso: il New England è una terra di folklore, patria del romanzo gotico americano.
Per altro, sia Donna Tartt che Bret Easton Ellis hanno frequentato lo stesso college nel Vermont.
Proprio dell’ambientazione vorrei parlare. Quando ha cominciato a scrivere questo romanzo, l’ambientazione le era già chiara oppure l’atmosfera è stata una suggestione che è venuta successivamente rispetto alla storia?
In realtà quando penso a un'opera, che sia, in questo caso, il romanzo, o i racconti brevi che ho scritto in passato, per prima cosa penso all’atmosfera. Rientra sempre nel progetto di stesura iniziale.
Quando leggo l’atmosfera è la prima e ultima cosa che mi rimane impressa, l’aspetto principale che mi rimane di un libro. Sapevo sin da subito che il mio romanzo sarebbe stato ambientato in New England, anche se non avevo immaginato subito il Vermont.
Io amo le escursioni in montagna. E tutti questi paesaggi pieni di foschia, naturali, un po' sperduti, riflettevano perfettamente anche il mio gusto personale, oltre che ad essere fonte di ispirazione.
Inoltre, ho voluto ambientare il mio romanzo nel Vermont per dare una dimensione internazionale al mio romanzo, perché vorrei in futuro portarlo anche all'estero.
Ha sempre pensato di fare la scrittrice?
Ho sempre amato leggere, sin da bambina: bisognava dirmi di smettere di leggere perché andassi a letto. Poi c'è stato un piccolo rallentamento tra le scuole medie e l'inizio del liceo, anche se ho sempre mantenuto la passione per la lettura.
Ovviamente non posso parlare a nome di tutti, però, per come la vedo io, mi risulta quasi impossibile immaginare di essere appassionati di lettura pur non avendo mai neanche il minimo stimolo di scrivere. Mi sembra impossibile, perché ogni volta che leggo immagino qualcosa, immagino un racconto, anche solo semplici annotazioni.
L'università per me è stata, ed è, estremamente stimolante: è il periodo in cui posso studiare e leggere di più. Sono gli anni in cui finalmente posso dedicare le mie ore alla lettura e allo studio.
Anche la voglia di scrivere è aumentata di conseguenza: ho sempre sognato di scrivere, ma mi sono sentita pronta per scrivere qualcosa di compiuto solo negli ultimi anni.
Si dice sempre che i giovani, oggi, non leggano e non scrivano più. Lei è d’accordo con questa affermazione?
No, non sono d'accordo. Tra l’altro proprio l'altro giorno mi sono imbattuta in un articolo che diceva che le vendite nelle librerie fisiche sono aumentate, percentualmente.
In generale, oggi, la letteratura è molto più accessibile, su questo non ci sono dubbi. E anche nella mia esperienza personale, i classici tra i giovani sono sempre amati e sono sempre dei grandi compagni nel percorso di formazione degli adolescenti.
Il romance, ora come ora, è il genere più venduto e letto dai giovani. I classici rimangono sempre degli ottimi compagni per chi cresce, per chi si affaccia al mondo adulto, sia per i più piccoli, che per gli universitari.
Il grande successo di opere che possono sembrare più leggere, può trarre in inganno. Credo che leggere sia un'attività sempre fruttuosa. Meglio leggere che non leggere, innanzitutto.
E in secondo luogo, nella mia esperienza, i classici sono sempre apprezzati, anche dai giovani. Quindi non sono dell'idea che i giovani non leggano: penso che se si andassero a controllare i numeri, questi lo confermerebbero.
Infine, potrebbe dare un consiglio di lettura per chi ci sta leggendo? Oltre ai libri che ha citato come sua ispirazione.
Lunar Park di Bret Easton Ellis. Quando ho cominciato a leggere la sua bibliografia sono partita da un punto un po’ particolare, perché di Ellis in genere si leggono prima i romanzi più famosi, ad esempio Meno di Zero o American Psycho.
Io invece mi sono affacciata a lui proprio con Lunar Park: lo trovo un romanzo veramente divertente, che si prende gioco della vita che si viveva nei quartieri più ricchi di Hollywood.
Lunar Park esordisce con un primo capitolo pseudo-autobiografico, che per me è divertentissimo, pieno di spunti. Poi il libro prosegue con una linea horror, però su uno sfondo sempre pseudo-autobiografico, che lo rende un romanzo particolarissimo.
Per me è stato un punto interessante da cui iniziare, e mi ha invogliato a leggere tutti gli altri libri di Ellis.
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