Galeotto fu il libro, verrebbe da ripetere anche in tal caso. Allorché – in virtù di una presunta chimica dell’amore – a scatenare i neurotrasmettitori dell’innamoramento sia stato l’odore d’inchiostro, così da farci invaghire di una persona che esiste solo nella finzione letteraria, e dunque fatta oggetto d’amore con la facilità secondo cui ogni storia narrata su una pagina può diventare “vera” e reinscritta nella nostra vicenda personale.
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