Beethoven era sordo, sì. Ma almeno conosceva a menadito i protagonisti del mondo musicale di ogni tempo e le loro opere. Non sempre, invece, si può dire lo stesso degli studenti descritti in "Più sordi di Beethoven 2 - A volte ritornano" (Sarnus), il nuovo libro di Maria Maddalena Angiolucci, con illustrazioni di Roberta Morucci
A vent'anni dal primo volume, la prof. torna tra le interrogazioni, i compiti scritti, le verifiche di educazione musicale e le impagabili uscite degli alunni di scuola media. Il risultato è un libro esilarante, tenero e intelligente, che fa ridere di gusto senza mai ridicolizzare nessuno. Perché dietro ogni strafalcione c'è un ragazzo che prova a capire il mondo. E qualche volta, nel tentativo, lo reinventa.
Vivaldi diventa "prete rosso" in ogni possibile variante, compreso un irresistibile "Pittorosso". C'è Bach che "la toccata e fuga la faceva in chiesa". C'è Mozart, "graziato da Dio", che muore lasciando il "Reliquiem", mentre Beethoven si trasforma nel "Titanio della musica", viene confuso con un pianista comunista e vede il destino non bussare alla porta, ma suonare il campanello. E ancora: il "Diesis Irae", il "tamburello casco", il "petagramma", l'"Università del Sorbetto" o la "presa della Pastiglia".
"Più sordi di Beethoven 2" diventa un piccolo atlante dell'adolescenza, con le sue intuizioni fulminanti, le sue confusioni poetiche, la sua logica sghemba e disarmante. L'autrice sorride, commenta, accompagna. Guarda gli errori come finestre aperte su un'età fragile, buffa e geniale... a modo suo. Ma trova anche spazio per considerazioni più serie sull'intramontabile valore dell'educazione nel corso dei frequenti cambiamenti della scuola, e per riflessioni sulle inquietudini e le attese dei giovani di oggi, offrendo nel contempo interessanti spunti di cultura ad ampio raggio.
Il libro attraversa la storia della musica, l'opera lirica, la teoria musicale, il teatro, l'ambiente, l'educazione civica, la storia, l'arte e la letteratura. Ne esce una scuola viva, rumorosa, imperfetta, spesso surreale. Una scuola dove il silenzio può diventare "un rumore che non si sente" e dove alla domanda su cosa accomuni Puccini, Toscanini e Caruso qualcuno risponde, con logica inattaccabile: "Sono tutti morti".
"Più sordi di Beethoven 2" è un libro per insegnanti, ex studenti, genitori, appassionati di musica e per chiunque abbia frequentato una scuola media uscendone, più o meno miracolosamente, vivo. L'educazione è una cosa imprescindibile, ma guai a prenderla troppo sul serio.
Maria Maddalena Angiolucci è stata per molti anni insegnante di Musica nella scuola secondaria di primo grado. Da quella lunga esperienza, nel 2004, ha tratto una raccolta di episodi autentici, curiosi e divertenti, raccontati con garbo, ritmo narrativo e uno sguardo profondamente affettuoso verso i suoi alunni dal titolo "Più sordi di Beethoven 2". Con questo secondo volume, l'autrice conferma la sua capacità di trasformare la vita scolastica in racconto: una commedia umana fatta di note, inciampi, risate, lampi di poesia e formidabili cortocircuiti linguistici.
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