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Quarant’anni di Dylan Dog, tutte le forme della paura. Se ne parla con Paola Barbato e Alice Milani a Lucca Comics & Games

Lucca

21/10/2026

“Quarant’anni di Dylan Dog. La paura come eredità: due modi di raccontarla” è il titolo dell’incontro in programma mercoledì 28 ottobre alle 13.30 a Lucca Comics & Games (Auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca, piazza San Martino 7) che vedrà protagoniste Paola Barbato e Alice Milani moderate da Stefania Costa. Introduce Cristina Manetti, assessora Regionale alla Cultura

Appuntamento a cura l’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS nell’ambito della rassegna Identities. Leggere il contemporaneo – Il Futuro si costruisce un pensiero alla volta, giunta alla IX edizione, e del progetto speciale della Regione Toscana La Toscana delle Donne, grazie al contributo della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze – in collaborazione con Lucca Comics & Games e Tram di Firenze S.p.A.

LA PAURA

Nella giornata inaugurale della sessantesima edizione di Lucca Comics & Games (28 ottobre – 1° novembre 2026), che ha scelto come tema Legacy, Identities porta nel cuore del festival un dialogo sulla paura come eredità narrativa: un immaginario che passa di mano in mano, da una generazione di autori all’altra, e che proprio in questo passaggio si trasforma e torna a interrogare il presente. È anche l’anno del quarantennale di Dylan Dog, l’Indagatore dell’Incubo nato nel 1986 dalla penna di Tiziano Sclavi per Sergio Bonelli Editore, e il manifesto di questa edizione porta la firma di Claudio Castellini, autore anche di due numeri cult della serie.

L’INCONTRO

Protagoniste dell’incontro Paola Barbato e Alice Milani, due autrici che lavorano sulla paura da postazioni opposte del fumetto italiano. Barbato è stata la prima donna a scrivere Dylan Dog e dal 1999 firma storie della serie, su cui torna proprio per il quarantennale: la sua è la paura costruita di mestiere, tavola dopo tavola, dove l’incubo diventa il modo più diretto per raccontare il corpo, l’identità e ciò che non si riesce a dire.

ALICE MILANI

Alice Milani racconta invece la paura che attraversa le vite vere. Nel suo ultimo libro, “Nel Paese degli Inuit” (Canicola), quella paura prende la forma più universale che esista: una bambina arriva in un villaggio inuit e non conosce la lingua, il freddo, il cibo, le regole. Impara ad accendere il fuoco nel gelo e a pescare nei buchi del ghiaccio, e scopre che l’affetto può passare anche attraverso parole che non capisce: lo spaesamento come esperienza che precede ogni incontro, raccontata a un pubblico di bambine e bambini senza addolcirla.

Nei romanzi a fumetti biografici la stessa materia diventa paura sociale: in “Sofia Kovalevskaja – Vita e rivoluzioni di una matematica geniale” (Coconino Press), dedicato alla prima donna a ottenere una cattedra universitaria nel Nord Europa, che per studiare matematica dovette combinare un matrimonio di convenienza e lasciare la Russia zarista, e prima ancora in “Marie Curie” (BeccoGiallo): porte chiuse, scelte pagate due volte, tempo che rischia di non bastare.

Alice Milani Comparetti (Pisa, 1986) è tra i fondatori del gruppo di autoproduzione La Trama, con base a Bologna. È autrice di diversi volumi a fumetti, tra i quali Wisława Szymborska (BeccoGiallo, 2015), Tumulto (Eris Edizioni, 2016, insieme a Silvia Rocchi) e Marie Curie (BeccoGiallo, 2017). Per Feltrinelli Comics ha pubblicato una storia nell’antologia Post Pink (2019) e Università e pecore. Vita di don Lorenzo Milani (2019). I suoi lavori più recenti sono Sofia Kovalevskaja – Vita e rivoluzioni di una matematica geniale (Coconino Press, 2023) e Nel Paese degli Inuit (Canicola, 2025).

PAOLA BARBATO

Dall’horror seriale al racconto biografico, il confronto mette a fuoco come si costruisce il brivido tra parola e immagine: il ritmo della tavola, i silenzi tra una vignetta e l’altra, ciò che si mostra e ciò che si lascia fuori campo. Il discorso si allarga poi alla narrativa e al cinema – dal romanzo e fumetto “Mani nude” di Paola Barbato è stato tratto l’omonimo film diretto da Mauro Mancini (2024) – per chiedersi che cosa, dell’immaginario della paura, si eredita dai maestri del genere, che cosa si tradisce e che cosa si reinventa per i lettori di oggi.

 Paola Barbato (1971) è scrittrice e sceneggiatrice. Prima donna a scrivere Dylan Dog, dal 1999 firma storie della serie per Sergio Bonelli Editore, dove le sue sceneggiature si distinguono per l’intensità psicologica, la tensione thriller e l’attenzione ai temi dell’identità, del corpo e della vulnerabilità. Accanto al lavoro nel fumetto, è autrice di romanzi tra cui Bilico, Mani nude, Io so chi sei e Non ti faccio niente, in cui la suspense si intreccia all’indagine delle fragilità umane. Dal romanzo e fumetto Mani nude è stato tratto l’omonimo film (2024), diretto da Mauro Mancini.

IDENTITIES

L’incontro si inserisce nell’area Dare Voce di Identities, dedicata al lavoro, ai diritti e all’identità al femminile, e nel progetto speciale La Toscana delle Donne della Regione Toscana: due voci femminili raccontano un territorio, quello del fumetto di genere e del fumetto d’autore, in cui le donne hanno conquistato spazio a lungo contestato. Il dialogo riprende e sviluppa l’incontro ospitato il 1° marzo alla Biblioteca Palagio di Parte Guelfa di Firenze, spostando lo sguardo sull’eredità che Lucca Comics & Games celebra nei suoi sessant’anni.

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