Martedì 3 novembre alle 17.45 nella Sala degli Intronati di Palazzo Patrizi a Siena (via di Città 75) si terrà la prima presentazione a livello nazionale del nuovo libro di Duccio Balestracci “Siena 1552-1559. La Repubblica che non voleva morire” (Laterza). Dialogherà con l'autore Giovanni Carletti della Casa Editrice Laterza.
IL LIBRO
Questo di Balestracci non è un altro libro sulla Guerra di Siena, ma un libro che ne offre un’altra visione, non “sienocentrica”, ma a 360 gradi inserendola nel contesto più ampio degli scontri fra Francia e Spagna – Impero per l’egemonia sull’Europa centro occidentale. Una parte significativa di questi conflitti hanno costituito le Guerre d’Italia, al cui interno si colloca anche quella di Siena.
L’autore, quindi, fa un’analisi ad ampio respiro delle vicende senesi, tenendo sempre sott’occhio la situazione politico militare generale. Nel luglio del 1552 Siena insorge contro il presidio spagnolo e passa così al campo francese. Le truppe di Carlo V, rafforzate da quelle di Cosimo dei Medici, la stringono in un assedio che gli storici considerano tra i più brutali della storia moderna. Nell’agosto del 1554 l’esercito franco-senese viene sconfitto dalle truppe ispano-medicee. La sorte della città è segnata.
Nell’aprile del 1555 Siena si arrende, ma non tutti accettano la capitolazione: una parte dei senesi si dà una nuova capitale, Montalcino, e da lì combatte una guerra di resistenza per altri quattro anni. Nell’aprile 1559, con la pace di Cateau-Cambrésis, che pone fine alle Guerre d’Italia, anche l’ultima bandiera con la balzana senese viene ammainata, nasce così la Toscana moderna sulle ceneri delle ultime due repubbliche di popolo italiane: Firenze, caduta nel 1530, e Siena, che per quasi otto anni aveva lottato per non morire.
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