Lo scrittore Stefano Romagnoli presenterà nell’ambito della rassegna culturale “Empolichescrive” il suo libro intitolato "Soldati, mogli, coloni e pigionali. Vita, morte e sofferenze nella società dell’area empolese durante la Prima guerra mondiale" (Goware), venerdì 13 febbraio alle 17, alla biblioteca comunale Renato Fucini di Empoli (via Cavour 36).
Il libro ricostruisce la storia dei tre anni e mezzo della Prima Guerra Mondiale per i comuni dell’area empolese. Gli anni 1915-1918 cambieranno la vita e la percezione del mondo per tutta una generazione di uomini e donne italiane che si troveranno a misurare sulla propria pelle il potere dell’acciaio e della società industriale e imperiale.
Questa esperienza colpirà anche la piccola e tranquilla società di cinque comuni, a cavallo del fiume Arno, che identificano l’area empolese (oltre a Empoli, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi). Circa 15.000 uomini parteciperanno direttamente al conflitto ma le famiglie dovranno subire, oltre alla morte dei propri cari, anche i sacrifici connessi alla prima guerra totale della storia.
Il volume di Romagnoli racconta, attraverso i documenti d’archivio, le sofferenze dei tre anni e mezzo di guerra: i morti al fronte, le vedove e gli orfani, la mancanza di lavoro, gli scarsi raccolti, l’aumento dei prezzi, il razionamento del pane e degli altri prodotti alimentari fino all’ultima devastante crisi nell’autunno del 1918, la drammatica epidemia influenzale conosciuta come la “spagnola”.
Accanto a questa storia, dettagliata in tutte le sue forme e spesso poco conosciuta, si sviluppano e si intrecciano altri racconti: dalla crisi delle amministrazioni comunali liberali alle rivolte contro l’entrata in guerra e l’esplosione elettorale del movimento socialista; dai processi dei presunti profittatori di guerra alla nascita di una nuova industria, quella dell’abbigliamento, che tanta fortuna avrà dal secondo dopoguerra in poi.
Il racconto mostra come, goccia dopo goccia, cresca nella società locale una esigenza prepotente di cambiamento, come una rabbia repressa colpisca le giovani generazioni, come, in pochi mesi, si sgretoli la società ottocentesca ma ancora non vi siano le condizioni per un nuovo assetto sociale. È una narrazione che vuole dare voce a coloro che sono silenti e che rimangono sullo sfondo delle tragedie dei conflitti mondiali e che sono i portatori principali e impotenti delle angosce imposte dai governi delle nazioni.
Stefano Romagnoli si laurea in Storia Moderna a Firenze nel 1984 con una tesi sui ceti popolari nell’Empolese alla fine dell’Ottocento. Dopo alcune ricerche sull’industria conciaria nel periodo fascista, la vita lo porta ad occuparsi, presso la Regione Toscana, di promozione economica e di turismo.
Nel 2001 pubblica un piccolo saggio sulle origini del movimento operaio per il centenario della Camera del Lavoro di Empoli. Nel 2021, per la casa editrice Goware, pubblica “Contadini, fiascaie, guardie e sacerdoti. Vita e società nella Toscana centrale fra Ottocento e Novecento”. La passione per la ricerca storica non lo ha mai abbandonato e questa ricerca ne è la dimostrazione.
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