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Storia del femminismo europeo. Al via il progetto Nara Racconta – Na.Ra.

Arezzo, Siena

01/06/2026

Nara Marconi

Ha preso il via il progetto annuale Nara Racconta (Na.Ra.), coordinato dal Dipartimento di Eccellenza di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne dell’Università di Siena (DFCLAM), con la curatela scientifica di Silvia Calamai, della sede di Arezzo. L’iniziativa è promossa e finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e nasce con l’obiettivo di salvaguardare, studiare e diffondere l’archivio orale che conserva la voce di Nara Marconi (1924-1988) in dialogo con Maricla Boggio (1937-2026), autrice centrale nella storia del femminismo europeo. Dalle registrazioni degli incontri con Nara Marconi, Boggio trasse infatti la biografia “La Nara. Una donna dentro la storia”.

Spiega Silvia Calamai: “Nara Marconi fu partigiana, prima operaia e poi artigiana tessitrice, sindacalista, femminista. La sua voce ci restituisce il Novecento dallo spaccato culturale, sociale e politico pratese, città in cui visse tutta la vita. Emerge così l’abilità narrativa caratterizzata da un linguaggio schietto, diretto, chiaro e privo di censure che risuona in chi ascolta. Il progetto Nara Racconta – Na.Ra. pone al centro proprio la voce di Nara Marconi, restituendo alla collettività il racconto originale attraverso attività di studio linguistico, narrativo e archivistico. L’iniziativa si propone inoltre di raccogliere nuove testimonianze dirette sulla vita e sull’attivismo di Nara a Prato e di condividere i risultati della ricerca mediante incontri pubblici e attività online”.

NARA MARCONI

Nara Marconi nasce il 26 luglio 1924 a Prato, in una famiglia contadina, custode di una cultura popolare di una coscienza politica viva. Frequenta la scuola delle suore fino alla terza elementare quando a causa della sua salute cagionevole i genitori decidono di farla stare a Roma. A Roma e poi in Eritrea osserva le storture del regime fascista e delle politiche coloniali iniziando a maturare lo spirito critico e di analisi che la caratterizza. Ritornata a Prato, adolescente, Nara comincia a lavorare come operaia tessile e a confrontarsi con le prime lotte operaie.

Partecipa alla Resistenza come staffetta: instancabile, trasporta fra le linee messaggi, viveri e armi. Alla fine del conflitto aderisce al Partito Comunista Italiano, impegnandosi attivamente nel sindacato fino a quando viene licenziata. Nel frattempo il mondo sta cambiando e a Prato le trasformazioni economiche e politiche modificano, parcellizzandola, la produzione industriale. Nara “sceglie” di proseguire come artigiana tessile lavorando autonomamente. All’interno del Partito Comunista prosegue la sua alfabetizzazione politica e culturale frequentando la scuola di partito e si sposa. Negli anni ’70 incontra il femminismo. riconoscendovi un linguaggio nuovo che svela il patriarcato che condiziona la vita della donna. Quello spirito critico che da sempre è la sua cifra le fa guardare con sguardo lucido anche il Partito Comunista e il sindacato di cui è parte, arrivando a decidere di allontanarsene definitivamente per dedicarsi alla lotta contro la violenza alla donna. Nel 1974 è fra le fondatrici del Consultorio autogestito di Prato, uno spazio innovativo e coraggioso, pensato perché le donne possano trovare ascolto e sostegno.

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