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Suicidi. Pubblicati i racconti di Maria Antonietta Montella che affrontano il tema della fragilità umana nel suo punto più estremo

Arcidosso

06/02/2026

Una raccolta di dieci racconti che affronta il tema della fragilità umana nel suo punto più estremo, con uno sguardo profondo, rispettoso e mai sensazionalistico. Si tratta di "Suicidi" (Effigi), volume  fresco di stampa scritto da Maria Antonietta Montella.

IL LIBRO

Se è vero che chi si suicida porta con sé le misteriose ragioni del proprio atto, è vero anche che è un atto proibito ma nessuno glielo può impedire. Lo può fare, sta nella sua natura. Ma cosa spinge il suicida? Un atto di ambizione che si può commettere solo quando si sia superata ogni ambizione, come scrive Cesare Pavese? O l’estremo vaffanculo di chi vuole sempre avere l’ultima parola, secondo Kay Scarpetta?

Oppure una forma di esibizionismo il cui solo scopo è quello di dare una lezione agli altri: ‘Guardate, sono disposto a tutto per dimostrare la mia sofferenza’. O, ancora, il senso fugace di far parte di qualcosa che sovrasta, incomprensibile e alieno, che si può contrastare solo rifugiandosi nel narcisismo? Non nell’amor proprio, ma nel pericoloso egocentrismo che quando diventa insano diffida degli altri fino a ignorarli. Che porta a chiudere con l’Esterno, perché ritiene se stesso il centro esclusivo di tutto.

Barricato lì dentro, rifiuta ostinatamente ogni possibilità di fuga, presume e può dare la colpa agli altri dei propri problemi. I narcisi non hanno colpe, troppo forte è la connessione tra cuore e cervello, sono vittime egoiste di un eccesso d’identità, e del proprio dolore causato da altri. E quando realizzano che nessuno verrà a salvarli preparano l’ultimo atto. L’ultimo tentativo per attirare l’attenzione a qualunque costo e con qualunque mezzo.

Quindi cosa spinge il suicida, se non il narcisismo e l’egoismo? Non è narcisismo scegliere di morire per un’immagine che non ci corrisponde? O rifiutare di ammettere di essere un bugiardo? Ritenersi vittima per un’incomprensione? Non voler ammettere di amare una persona dello stesso sesso? Non è egoismo non voler più occuparsi di problemi familiari? O voler far pagare la propria insoddisfazione al compagno? Stringere la mano dell’amore che ti porterà con sé? Distruggersi volutamente di overdose? Rinunciare e riconquistare la propria moglie? Non è egoismo andare a schiantarsi portando con sé dei poveri innocenti?

È questo il succo di dieci suicidi andati a buon fine, tutti diversi per modi, tempi, età, sesso. 10 suicidi in 5 atti: il fatto, la cura della preparazione, i commenti, la causa, la decisione. Una lettura che farà passare ogni voglia di farlo. 

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