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Tanto domani muori. Antiniska Pozzi alla libreria Civico14 con il suo romanzo

Marina di Pisa

24/03/2026

La libreria Civico14 di Marina di Pisa presenta, con il patrocinio del Comune di Pisa - all'interno del Patto per la Lettura con la collaborazione della SMS Biblioteca - Antiniska Pozzi, l’autrice di “Tanto domani muori” (Harper Collins), proposto per il premio Strega 2026 da Lia Levi.

L’appuntamento è sabato 28 marzo alle 17 alla Biblioteca SMS (via san Michele degli Scalzi, 178 - Pisa). Dialoga con l’autrice la giornalista Francesca Petrucci. L'evento è gratuito e non necessita prenotazione.

“Tanto domani muori” è un libro prezioso, per la lingua, lirica e capace di colpire al cuore chi legge, per la ricostruzione di un mondo familiare e il passaggio di un’epoca, per la capacità di trasformare il dolore in arte e un romanzo di formazione in un racconto universale, in una riflessione al tempo stesso intima e politica sull’appartenenza, il lutto, il riscatto, simbolo di un’intera generazione sospesa tra sacrificio e desiderio di futuro.

Antiniska Pozzi, poetessa, nata a Milano nel 1978, laurea in lettere moderne, insegnante, lavora come traduttrice d’incunaboli e giornalista.

IL LIBRO

Milano, la nevicata del 1985; per Anna i ricordi partono da quel bianco di quando era bambina.  Il bianco è anche quello della morte del padre, una “morte bianca”, come si dice delle morti sul lavoro. Licenziato dalla SIT-Siemens di piazza Zavattari a Milano, assunto come garagista e operaio in nero in periferia, muore schiacciato da una piattaforma.

 “Casa auto lavoro / tanto domani muori”. È scritto su un muro poco lontano dalla ferrovia, nella periferia nord di Milano, vicino a casa di Anna, che ha sei anni e un rumore che le abita la testa, un cubo che rotola nel buio mentre nella stanza accanto il padre russa e la madre veglia i propri fantasmi.

 Al terzo piano dell’edificio in klinker marrone dove abitano, Anna osserva i suoi genitori consumarsi. È figlia di un operaio, Nino, che sognava di fare il calciatore e ora cerca la felicità nelle cose semplici, e di Adriana, che è nata in Toscana, vicino al mare, non lavora ed è segnata da una malinconia che non trova nome né sollievo, dalla costante paura della disgrazia. Una disgrazia annunciata durante l’infanzia dalla Canuta, una sorta di spettro che popola incubi e racconti familiari. La donna vive attanagliata da una paura costante: quella della disgrazia. E così la scrittrice, anche docente di italiano, accompagna lettrici e lettori nella crescita della bambina introversa e accondiscendente, che si trasforma in un’adolescente piena di domande, in cerca della sua voce, con la speranza che non sia solo eco del mondo da cui proviene. Ma la tragedia che sua madre da sempre attende comincia a diventare realtà e le crepe del mondo si spalancano anche nella vita della ragazza.

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